Benvenuto!

Io!Ho sempre voluto tenere un diario con le relazioni delle uscite e delle esperienze in ambito speleologico.

Con questo blog posso avere il mio diario ed inoltre condividere le esperienze che faccio.

Ho iniziato ad agosto 2012 a raccontare le mie avventure ipogee. Spero vi stiano piacendo. Nel caso ne aveste voglia, e’ sempre apprezzato lasciare un commento!

Cosa trovate nel blog? Le relazioni delle gite del fine settimana. Ogni tanto mi spingo a recensire qualche ristorante. Cerco di condire le parole con tutte le immagini che posso.

Ho inserito un paio di sezioni dedicate ai ricordi. Nella prima ho riportato le relazioni delle spedizioni speleologiche a cui ho partecipato. Nella seconda ho iniziato ad inserire immagini di uscite, fatte nel passato, che ritrovo curiosando tra i mucchi di foto che ho salvate sul pc (il piu’ delle volte sotto l’illuminante titolo “varie”!).

Buona lettura e di nuovo benvenuto!
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Grotta La Pila – 07/02/2021

Con Angelica, Tiziano, Ferdinando, Gabriele e Luna a fare una visita con rilievo parziale della grotta. Entrati solo nella prima sala per riposo pipistrelli.

Il primo appuntamento lo facciamo a Poggio Moiano. Una lunga colazione al sole ci riconcilia col mondo, lo strano mondo “mascherinato” di questo periodo. Quando riprendiamo le macchine lo facciamo per andare verso Pozzaglia. Al km 14 ci sara’ l’accesso alla strada che porta alla grotta. Il mio navigatore, Gabriele, ha le mappe non aggornate quindi al primo tentativo andiamo nella direzione opposta. Strada facendo incrociamo Ferdinando che correva a raggiungerci. Dopo un giro a vuoto, Gabriele fa pace col nord e troviamo la corretta via. Al famoso km 14 troviamo tutti ad attenderci.

Sistemiamo le macchine in maniera che non intralcino e ci prepariamo. Angelica tiene Luna altrimenti inizia le sue corse sfrenate.

Si parte. Luna appena sciolta schizza via come un razzo.

Noi saliamo con una andatura piu’ contenuta.

A 100 metri dalle macchine lasciamo la strada principale per prendere un piccolo sentiero sulla destra. Il sentiero ci porta nei pressi di un piccolo torrente, molto suggestivo. Lo traversiamo continuando poi a salire costeggiandolo.

Luna ha pelliccia quindi non sente particolarmente freddo a passeggiare nell’acqua dall’apparenza gelida.

Dopo una salita di almeno 10 minuti alla nostra destra si palesa una paretina. Angelica, che e’ esperta del posto ci annuncia che siamo arrivati.

Andiamo decisi e compatti verso la parete.

Ecco la grotta. Arrivo buon ultimo e ne approfitto per fare una foto all’ingresso.

Ci prepariamo. Intanto Luna riposa chiedendosi il perche’ di questa sosta in un posto strano.

Gabriele e Ferdinando iniziano a perlustrare la grotta. Tiziano quando termina i preparativi li segue.

Angelica ed io ci prepariamo per fare almeno una parte del rilievo della grotta.

Iniziamo facendo la poligonale della prima sala. In un eccesso di fiducia prendiamo molti punti senza scaricarli. Come sempre succede uno dei caposaldi non viene interpretato correttamente quindi ci troviamo a guardare una poligonale che nulla ha di somigliante con la sala che dovrebbe rappresentare. Individuato il punto con l’errore, riprendiamo i punti scaricandoli ad ogni caposaldo. Ora tutto torna.

In breve completiamo il giro alternandoci al comando del DistoX. I nostri amici tornano dalla loro perlustrazione dalle parti piu’ interne della grotta. Ci sconsigliano di continuare il rilievo all’interno perche’ ci sono troppi pipistrelli e si rischia di recare loro danno.

Naturalmente rinunciamo. Segniamo con cura il caposaldo finale perche’ torneremo in tempi piu’ propizi a terminare il lavoro. Tiziano sistema la corda portata da Gabriele, tanto per fare esercizio.

Ci prepariamo a tornare alle macchine. E’ ora di pranzo, ci starebbe bene un piatto di pasta a coronare la bella giornata.

Ferdinando prende la testa del gruppo al ritorno, toglie di mezzo qualche fastidioso spino.

La ricerca di un posto per mangiare si rivela meno semplice del previsto. A Pozzaglia e’ tutto chiuso. Per fortuna strada facendo troviamo un simpatico ristorante “La locanda del Poeta”.

Dopo una piacevole attesa davanti al laghetto che decora l’esterno del ristorante, riusciamo a dare pace alla nostra fame nonostante l’ora tarda.

Che altro dire di una cosi’ bella giornata? Penso possa bastare il solito, beneaugurante, alla prossima.

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Ricognizione con ciaspole a Monte Livata – 16/01/2021

Con Gabriele e Luna a fare una ciaspolata con ricerca grotte da Monte Livata sul sentiero per Campaegli.

Dopo la lunga pausa per le feste natalizie questo insperato sabato in zona “gialla” e’ una manna del cielo. Arrivati a Monte Livata capiamo subito che e’ una manna non solo per noi. Meta’ Roma ha preso la macchina per godersi la giornata all’aperto e buona parte e’ venuta proprio qua a Monte Livata. Volevamo andare a Campo dell’Osso per una passeggiata da quelle parti ma dopo un buon quarto d’ora in fila nel traffico (traffico, dico proprio traffico, mai vista una cosa simile!) giriamo la macchina e prendiamo per una meta meno ambita. Andiamo a parcheggiare all’inizio del sentiero che porta a Campaegli. E’ pieno di auto anche qua, ma almeno non c’e’ da fare file. Trovato parcheggio, prendiamo le nostre ciaspole e partiamo. Di neve ce n’e’ tanta, quanta non se ne vedeva da anni. Sulla strada per Campaegli la neve e’ compatta e si puo’ camminare anche senza ciaspole.

Gabriele adocchia un buco a lato strada che si rivela solo un buco nella neve.

Una sosta a contemplare la mappa male non fa.

Siamo qua!

Manufatto di fine arte nevistica.

Su questa strada ricordo andammo ad esplorare una grotta trovata da Maurizio. Era nei pressi di un recinto sulla sinistra. Potrebbe essere da queste parti ma il recinto non lo vedo. Proseguiamo nella nostra passeggiata. Luna scorrazza felice.

Per strada ci sono numerosi alberi crollati, una vera strage. Probabilmente non erano piu’ abituati a sopportare il peso di tanta neve.

Siamo ad un bivio, potremmo salire ma alla fine decidiamo di proseguire a sinistra nella ricerca del “mio” recinto.

A destra si prospetta un giro interessante, proprio verso Campo dell’Osso. Ma ci andremo in un’altra occasione.

Anche oggi il panorama e’ mozzafiato.

La neve e’ diventata meno compatta. E’ il momento giusto per mettere le ciaspole.

Arriviamo fino alla piana di Campaegli. Siamo allo spiazzo dove di solito lasciamo le auto per andare a Stoccolma, Stoccalma e le altre grotte nei dintorni.

Una foto alla palina che segnala i sentieri non poteva mancare.

Ciao Stoccalma!

Praticamente ora ci sarebbe da tornare indietro. Gabriele sfodera il suo GPS. Gli indica una grotta sulla sinistra, non molto distante.

Scendiamo a cercarla. Ci sono orme di qualche animale…sara’ mica un lupo?

Nello scendere mi accorgo di aver fatto un errore madornale. Qua la neve e’ fonda anche oltre metro ed io ho scordato di mettere gli “ombrellini” sulle punte delle racchette. Ogni tanto, soprattutto quando ne ho piu’ bisogno, le bacchette sprofondano nella neve per tutta la loro lunghezza. Dopo innumerevoli cadute, una vera manna per le mie articolazioni doloranti, sono quasi pronto a rinunciare alla ricerca. Mi viene in soccorso Gabriele cedendomi le sue bacchette che sono correttamente attrezzate. Ora, anche se prima ho consumato parecchie delle mie energie, posso proseguire.

Anche stavolta pero’ la ricerca non da’ i frutti sperati. Il punto indicato dal fido GPS di Gabriele non presenta buchi di sorta. Dopo esserci aggirati inutilmente nei paraggi, decidiamo di rinunciare. Torneremo con Nerone che sa bene dove sia la grotta. Arrancando nella neve alta e morbida, anche con le ciaspole affondo parecchio, torno sulla strada. Aspettando Gabriele fotografo un gruppo di pigne che pendono da un albero caduto. Mi viene l’idea di prenderlo per portarlo a casa ma non mi sorride l’idea di camminare con un ingombro simile. Lascio perdere.

Ecco Gabriele che spunta tra gli alberi.

Anche Luna ne ha abbastanza. Sospetto che inizino a farle male i polpastrelli sotto le zampe.

Sempre godendoci la bellissima giornata, prendiamo la via del ritorno.

Qualche effimera stalattite di ghiaccio lungo la strada.

Siamo oramai vicini alla macchina. Siamo accanto all’unica traccia di recinto che abbiamo incontrato su tutta la strada. Il posto che cercavo deve essere per forza questo anche se del poderoso recinto che ricordavo resta solo un vago ricordo. Racimolo le ultime forze per scendere a vedere. Gabriele e Luna mi aspettano sulla strada.

Arrivato alla grotta ho una sorpresa. E’ la stessa grotta che trovammo quasi al termine del giro fatto a novembre dello scorso anno, quando partimmo dal Volubro. Come al solito non la ricordavo per nulla. Faccio una foto all’ingresso tanto per averne una anche con la neve.

Eccolo qua.

Risalire alla strada e tornare alla macchina consuma le mie ultime forze. Me ne accorgo andandomi a levare le ciaspole. Lo faccio mentre Gabriele e’ a recuperare la macchina. Al primo tentativo mi prendono dei crampi tremendi ai muscoli addominali e rimango piegato in due mentre Luna mi squadra incuriosita. Quando recupero la posizione eretta riesco a togliere le ciaspole con mosse che devono sembrare ben strane ai gitanti che passano. Al ritorno di Gabriele sono pronto a spiaccicarmi in macchina con il sollievo dei muscoli doloranti.

Rientriamo subito nel tentativo di schivare il massiccio rientro che ci sara’ in serata. Un’altra bella giornata strappata a questi giorni bui. Alla prossima.

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Grotta Barili – 19/12/2020

Alla ricerca di una grotta in contrada Barili con Gabriele e Luna.

Gabriele e’ decisissimo a ritrovare una grotta che visito’ anni fa. Io e Luna non abbiamo nulla in contrario quindi lo seguiamo volentieri in questa avventura.

Arriviamo a Contrada Barili dalla strada che da Subiaco porta a Cervara. La grotta e’ all’interno di un terreno privato ma Gabriele vorrebbe arrivarci passando da un sentiero vicino. Non ricorda di preciso dove sia la grotta ma ha alcuni particolari in mente e spera di ricordare meglio ritrovandoli. Arriviamo al sentiero e lo prendiamo senza indugi.

Gabriele procede di buon passo, Luna cavalca avanti e indietro tra me e lui. La fitta breccia del sentiero mi mette un poco in difficolta’ pero’ mi accorgo che ho acquistato un po’ di equilibrio dall’ultima passeggiata.

Un coso…non ho mai capito cosa sia pero’ mi incuriosisce abbastanza da ritrarlo.

Ma questa salita finira’ mai? Luna si ferma ad aspettarmi fingendosi intenta ad annusare chissa’ cosa per non urtare la mia sensibilita’.

Gabriele intanto gira a destra e a sinistra cercando di ritrovare i punti che ricorda. Senza troppo successo. La salita continua.

In compenso il paesaggio non delude.

Ad un certo punto Gabriele si addentra fuori sentiero. Con un sospiro e con molta cautela lo seguo. Un paio di volte lo perdo di vista ma poi ci ritroviamo. Della grotta nemmeno l’ombra. Dopo una lunga “U” nel bosco riprendiamo il sentiero. Gabriele e’ rassegnato. Continuiamo in salita ma senza convinzione.

Incrociamo un piccolo bacino artificiale, per l’abbeveramento del bestiame, presumo.

Luna assaggerebbe volentieri l’acqua ma un mio urlaccio la dissuade dal tentare. In questo punto la strada che seguivamo ne incrocia un’altra. La prendiamo in discesa, magari porta al punto di partenza.

Luna si aggira curiosa in mezzo alle pozze piene di odori stuzzicanti. Si becca ancora qualche urlaccio.

Gabriele parte in discesa scomparendo in breve tempo. Io scendo con cautela. Tutti questi sassi sono ostici.

Scendendo ci troviamo di nuovo sul sentiero preso all’andata e torniamo alle macchine, scontenti per gli scarsi risultati ma soddisfatti per la bella passeggiata. Ancora una volta, e spero sempre piu’ spesso, alla prossima.

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Ricognizione a Monte Livata – 05/12/2020

Con Ferdinando, Gabriele e Luna. A rivedere alcune grotte, tra le quali Peppino Pedrini, spesso nominata da Gabriele e finora mai vista.

C’e’ tempo da lupi ma la segregazione forzata di questo periodo ci ha resi impazienti di fare del movimento, quindi di buon mattino ci incontriamo per andare a fare un giro a Monte Livata. Arrivati al parcheggio dove di solito si lasciano le macchine per andare a pozzo Doli, ci prepariamo mentre il tempo ci promette difficolta’ nelle vesti di vento forte, nebbia e pioggerella ghiacciata. Pronti. Invece di lasciare la strada alla prima curva, per andare a pozzo Doli, la proseguiamo fino alla cresta dove c’e’ una postazione di antenne che si vedono scomparire a tratti tra la nebbia. Lasciamo la strada, che finisce la’, scavalchiamo la cresta e scendiamo dal lato opposto da cui siamo venuti. Dopo una non lunga discesa arriviamo ad un buco nel terreno nascosto da rami.

Mi avvicino per vedere meglio. Non mi sembra un gran che.

E invece mi sbaglio, quella e’ la “celeberrima” grotta “Peppino Pedrini” di cui Gabriele spesso parla.

Una pietra accanto al buco porta addirittura inciso il nome della grotta.

Dopo aver omaggiato la grotta con la nostra visita, riprendiamo il giro continuando la discesa

Facciamo un largo giro cercando grotte segnate sullo stracolmo GPS di Gabriele.

Arriviamo ad un laghetto artificiale dove ne e’ segnalata una.

Scendiamo per cercarla.

Al punto puntato dal GPS pero’ c’e’ nulla. Inizia a piovere seriamente.

Prendiamo la via del ritorno. Indosso il poncho per non bagnarmi troppo.

La risalita tra vento, pioggia e nebbia a banchi non e’ delle piu’ agevoli. Il pocho protegge dalla pioggia, pero’ da’ al vento un’ampia superficie su cui spingere. Ad una ventata piuttosto robusta mi ritrovo a terra, il ginocchio atterra su uno spuntone di roccia. Non che in quel punto ce ne fosse penuria, ma riesco a beccare il piu’ aguzzo. Sanguinante, ma piu’ nell’orgoglio che altro mi rialzo con il fermo proposito di munirmi di ginocchiere per la prossima volta.

Tornati alle macchine ci cambiamo svelti per andare a prendere uno spuntino al primo bar disponibile. Insomma un bel giro anche se il tempo non ci ha assistito molto. Alla prossima.

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Ricognizione a Monte Livata – 29/11/2020

Con Gabriele e Luna dalle parti del volubro. Il volubro e’ un laghetto usato per far abbeverare gli animali al pascolo. Lo si vede a sinistra della strada un paio di chilometri prima di arrivare al piazzale di Monte Livata.

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Ricognizione a Monte Livata – 07/11/2020

In questi tempi incerti l’unica possibilita’ per fare attivita’ inerente la speleologia sembra essere quella della ricognizione, ovvero gironzolare tra i boschi alla ricerca di nuove grotte e per verificare le coordinate di quelle conosciute. Certo e’ che in questo momento non potrei proprio fare molto di piu’ quindi mi rallegro di avere questa possibilita’ e mi gusto la bella passeggiata tra i colori fiammeggianti di meta’ autunno.

La mattina Gabriele, io e Luna partiamo da Roma e raggiungiamo Maurizio che ci attende al bar di Monte Livata. Facciamo provviste poi andiamo a parcheggiare nei pressi di Pozzo Vale dove per prima cosa passiamo a vedere se ci sono cambiamenti. Nulla di nuovo con lei. Torniamo alle macchine e ci prepariamo per la passeggiata. Il nostro sentiero parte proprio dall’altra parte della strada. Gabriele ha sul GPS la lista delle grotte da ritrovare. Andiamo!

Dopo un primo tratto di sentiero, lo lasciamo ed andiamo all’interno del bosco. Vaghiamo senza fretta alla ricerca di grotte nuove e conosciute.

La distanza sociale viene mantenuta in maniera naturale, sono talmente lento nel camminare che sono sempre ad almeno 20 metri dai miei amici. Luna scorrazza facendo la spola tra me e loro.

Ci avviciniamo alle prime grotte nei dintorni. La prima e’ una delle famigerate “Senza Nome”. Riprendiamo il punto e proseguiamo.

Passiamo accanto al “Buco di Magda”, al momento non catastabile e vicino troviamo delle doline che sembrano promettere bene.

In effetti sembra esserci grotta. Gabriele consulta il suo fido GPS e ce ne dice il nome, che io prontamente scordo.

Si prosegue.

La sequenza di buchi interessanti prosegue.

Luna si mette comoda anche se non le pare chiaro il motivo di queste continue soste.

Maurizio si ferma e afferma perentoriamente che e’ ora di pranzo e si deve fare pausa. Cerchiamo un posto comodo e ci mettiamo seduti. Io ho fatto ben 3 colazioni, quindi il pranzo lo salto e mi dedico a gustare il bel sole caldo ed il panorama.

Dopo il pranzo si riparte alla volta del Pozzo della Vacca Morta. Gabriele rimane indietro a cercare altre grotte mentre Maurizio ed io arriviamo ad un buco recintato.

Un ragno sul vicino albero si merita una foto.

La grotta contiene un frigorifero che ne ispira il nome da segnare sul GPS quando Maurizio ed io ne prendiamo il punto. Quando Gabriele si riunisce a noi, ci dice che si tratta proprio della Pozzo della Vacca Morta.

Proseguiamo.

Incrociamo una roulotte con un recinto per le pecore. Rimettiamo il guinzaglio a Luna perche’ non vada a “litigare” con i cani pastore che dormicchiano vicino alla roulotte. Incrociamo un folto gruppo di gitanti che vanno nel senso contrario al nostro.

Inizio ad essere stanco. Dopo un rapido consulto decidiamo di terminare il nostro giro senza troppi giri nel bosco ma seguendo il sentiero, decisamente meno impegnativo per le mie povere gambe.

Il sentiero lo avevamo gia’ fatto Gabriele ed io durante una ciaspolata. Incrociamo un pozzo che ricordo bene.

Ne riprendiamo il punto.

Cammina cammina arriviamo ad bivio. Da qua si torna a campo dell’Osso, si puo’ andare a Campaegli e addirittura a Camposecco.

Noi prendiamo per Campo dell’Osso. Il cartello indica 2 ore. Ce la posso fare.

Prendiamo per la nostra strada. Il paesaggio e’ sempre da ammirare.

Una breve salita ci porta ad un altro incrocio che ricordo bene, lo abbiamo percorso giusto qualche settimana fa nel giro a Campo Buffone.

Ecco la palina con le frecce a le indicazioni. Per andare a Campo dell’Osso devremo attraversare Campo Buffone.

Maurizio e Gabriele si avventurano a destra e a manca per vedere le doline che si presentano di aspetto invitante ed interessante. Io rimango sul sentiero per risparmiare energie.

Un fossile.

Campo Buffone con un poco di foschia.

Una delle grotte visitate la volta scorsa.

Gabriele mi indica il punto dove il suo GPS segnala una grotta di nome Itaca.

Di questa grotta ho letto di recente nei divertenti resoconti di Maria Grazia. Incuriosito vado a vederne l’ingresso, pero’ non ne rimango granche’ impressionato. Immaginavo qualcosa di piu’ maestoso.

Dopo la piana di Campo Buffone parte una bella salita. In cima ad una sella si intravede una palina con le frecce ad indicare i sentieri.

Gia’ che ci sono faccio una foto pure a questa.

Da qua svoltiamo a sinistra dove la salita riprende gagliarda.

Finalmente anche questa salita termina. Riprendiamo fiato con un tratto in discesa.

Ancora una palina. Per Campo dell’Osso ora indica “solo” 40 minuti. Oramai cammino guardando solo dritto in basso, vicino ai piedi. Stringo i denti e proseguo.

Andiamo avanti.

La luce nei punti di bosco piu’ fitti cala notevolmente, fa freddo. Faccio sosta per indossare la giacca a vento. Il sole incendia la punta degli alberi in lontananza.

Nei punti all’aperto la foschia la fa da padrona.

Seguiamo il sentiero, la distanza viene sempre mantenuta in maniera naturale.

Improvvisamente il sentiero cambia aspetto, sembra facilmente transitabile con la macchina. In lontananza si vede il piazzale di Campo dell’Osso. Ce la posso fare.

Inizia a fare notte. Ancora una breve sosta per visionare una dolina.

Arriviamo al piazzale che e’ notte fatta. La strada fino alle macchine mi sembra infinita ma anche lei alla fine ha termine. Ci cambiamo rapidamente, un saluto distante con Maurizio, come si usa di questi tempi, e prendiamo la strada di casa. Il ritorno e’ tranquillo e senza troppo traffico. Siamo stanchi ma rilassati. Alla prossima.

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Grotta Guattari – 24/10/2020

Uno stimolante fine settimana in visita ad alcune grotte del Circeo, prima tra tutte Grotta Guattari dove abbiamo assistito ai lavori in corso.

La mattina ci troviamo con Betta, Aurora, Gabriele io e Luna ed affrontiamo il viaggio verso il Circeo fino a Grotta Guattari dove incontriamo Mario ed Angelica.

Dopo un rapido scambio di saluti ci prepariamo per la grotta ed entriamo.

La giornata procede tra dentro e fuori la grotta.

Il pomeriggio lo dedichiamo a visitare altre grotte nei dintorni.

La prima e’ la Grotta delle Capre.

La targa che indica la grotta e’ stata vandalizzata ma ancora riesce a fare il proprio mestiere.

Via, si parte.

Eccoci arrivati.

Angelica fa gli onori di casa.

La grotta inizia con una sala enorme, non mi aspettavo una cosa del genere, ne sono piacevolmente impressionato.

Gironzolo per la sala scattando foto.

Il mare visto da dentro la grotta.

Da un lato ci sono degli scavi, i miei amici, esperti in queste cose, dicono che si tratta di tombe di epoca romana.

Buchi nella roccia? Pensavo di si, mi correggono, sono litodomi.

Arriviamo in fondo al salone.

La grotta prosegue in una galleria, andiamo a visitarla.

Dopo una ventina di metri la galleria chiude. Visita terminata.

Gabriele ha intenzione di chiuderci dentro…o chiudere se stesso di fuori!

Si scherzava, andiamo.

Angelica scende ad ammirare il mare.

Sembra il cespuglio del Leopardi?!? La grotta “e questa siepe, che da tanta parte  dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”

Il mare verso il tramonto ha sempre il suo fascino.

Torniamo indietro dirigendoci verso l’altra grotta.

Un’Aurora floreale.

La nuova grotta, quella del Fossellone me la trovo letteralmente sotto i piedi. In mezzo al sentiero si apre un buco che affaccia nella sala della grotta.

C’e’ sia un ingresso dal mare, che non andiamo a visitare che un’accesso alquanto aereo piu’ all’interno

Non male.

Angelica e’ stata qua un migliaio di volte, si siede paziente ad aspettare che la nostra curiosita’ abbia sfogo.

Gabriele ne approfitta per riprendere i punti…il Conservatore del Catasto ne sara’ sicuramente contento!

Torniamo indietro alla targa infelice.

Da qua si vedono anche le isole.

A sera torniamo a casa. Passiamo insieme ancora del tempo per consumare una allegra cena a base di pizza prima di ritirarci per un meritato riposo.

Il giorno dopo, domenica, siamo di nuovo a Grotta Guattari.

Oggi sono venuti in visita anche Nerone e Tarcisio.

Angelica ed Aurora sono impegnatissime a fare rilievi.

Verso l’ora di pranzo Mario si ingegna ad organizzare il braciere per cuocere la carne acquistata ieri. Il risultato e’ piu’ che soddisfacente.

Ci mettiamo seduti in cerchio intorno al braciere iniziando il pranzo con delle bruschette.

Nel frattempo la carne continua a cuocere. Luna andrebbe volentieri ad assaggiare ma la teniamo d’occhio.

Il pranzo prosegue tra una chiacchiera e l’altra, quasi sempre su argomenti speleo-archeologici.

Dopo pranzo si torna al lavoro.

Quando la stanchezza sopraggiunge iniziamo a rimettere a posto le nostre cose. E’ ora di pensare al ritorno.

Salutati Angelica e Mario che rimarranno qua al Circeo, Nerone e Tarcisio che torneranno rispettivamente a Subiaco e Guarcino, saliamo in macchina e prendiamo per Roma. La stanchezza mi assale come un macigno quindi non proferisco parola per tutto il viaggio. Conservo il fiato per un saluto. Alla prossima.

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Campo Buffone – 18/10/2020

Una passeggiata per ricercare buchi vecchi e nuovi nella piana di Campaegli. Di seguito ci siamo diretti a Campo Buffone per uno sguardo alle sue grotte.

Uno sguardo alle solite doline a Campaegli.

Grotta dei 2 ingressi, la visitiamo e riprendiamo il punto.

Doverosa visita a grotta Stoccolma. Riprendiamo il punto anche per lei.

Altra grotta da visitare, si cimenta Giuseppe nella esplorazione.

Grotta Stoccalma non poteva mancare.

Una macchina che molto ecologicamente se ne va in giro per la piana.

Il giro a Campaegli e’ terminato, prendiamo per Campo Buffone. Gabriele ha noie con il GPS ed effettua di frequente il cambio delle batterie.

Strada facendo incontriamo alcuni buchi a cui potrebbe valer la pena dedicare una giornata.

Un’altra grotta conosciuta di cui riprendiamo il punto…grotta della Medusa, mi sembra.

Ci sono molti rotoli di un qualcosa che sembra guaina di catrame. Sarebbe da recuperare e questo potremmo farlo, ma poi per smaltirla?

Riprendiamo la strada per Campo Buffone.

Eccoci arrivati.

Troviamo alcuni bei buchi ma non abbiamo attrezzatura idonea per dar loro uno sguardo da vicino. Ci limitiamo alle foto.

Luna dopo tanto correre su e giu’ viene a chiedere un poco d’acqua. LA accontentiamo subito.

Il ritorno e’ lento, sono stanchissimo, ma allietato da chiacchiere sulle grotte viste oggi e sui progetti futuri. Terminiamo la serata con una visita al ristorante che Irene conosce da molti anni, vicino Canterano. Non rimaniamo per niente delusi.

Il ritorno e’ quieto e sonnacchioso. Una bella giornata che si chiude pensando…alla prossima.

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Buco del Tux – 10/10/2020

In zona Campaegli a rivedere alcune grotte. Per primo il Buco del Tux e poi un paio di piccole grotte da catastare.

Una giornata da ricordare un poco per tutti noi, ma in particolare per Aurora che oggi si cimenta per la prima volta nell’armo di una discesa.

Nerone scende con Aurora per rivedere la grotta, che ricordava differente.

Visita terminata. Si esce.

Ci spostiamo a grotta Medioevo per riprendere il punto.

Nel frattempo Nerone prova una nuova acconciatura.

Un tipo di pettinatura decisamente muschiato!

Ultima tappa del nostro giro, grotta dei 5 ingressi.

Ditelo coi fiori…e con i funghi no?!?

Un saluto a tutti. Alla prossima.

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Grotta Stoccalma – 06/09/2020

Una uscita in compagnia dei miei amici. Loro in grotta Stoccolma ed io in esterna a grotta Stoccalma per provare i “punciotti”. Devo rifare il “rodaggio” come narratore, quindi inizio adagio, con poche parole! Vi lascio alle foto che si spiegano da sole.

Carrellata di amici che si preparano.

Saluto tutti e vado verso grotta Stoccalma.

Ingresso della grotta.

Sperimentazione punciotti.

Riposo e poi un giro a visitare qualche dolina.

I miei amici escono da grotta Stoccolma e vengono a recuperarmi.

Qualche chiacchiera al sole nei pressi dell’ingresso di grotta Stoccolma.

Si torna alla civilta’.

Aperitivo in attesa della cena.

Un gradito ritorno al ristorante “da Antonia” a Marano conclude la giornata.

Ancora una volta, con molta soddisfazione…Alla prossima!

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