Benvenuto!

Io!Ho sempre voluto tenere un diario con le relazioni delle uscite e delle esperienze in ambito speleologico.

Con questo blog posso avere il mio diario ed inoltre condividere le esperienze che faccio.

Ho iniziato ad agosto 2012 a raccontare le mie avventure ipogee. Spero vi stiano piacendo. Nel caso ne aveste voglia, e’ sempre apprezzato lasciare un commento!

Cosa trovate nel blog? Le relazioni delle gite del fine settimana. Ogni tanto mi spingo a recensire qualche ristorante. Cerco di condire le parole con tutte le immagini che posso.

Ho inserito un paio di sezioni dedicate ai ricordi. Nella prima ho riportato le relazioni delle spedizioni speleologiche a cui ho partecipato. Nella seconda ho iniziato ad inserire immagini di uscite, fatte nel passato, che ritrovo curiosando tra i mucchi di foto che ho salvate sul pc (il piu’ delle volte sotto l’illuminante titolo “varie”!).

Buona lettura e di nuovo benvenuto!
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Ricognizione a Monte Livata – 07/11/2020

In questi tempi incerti l’unica possibilita’ per fare attivita’ inerente la speleologia sembra essere quella della ricognizione, ovvero gironzolare tra i boschi alla ricerca di nuove grotte e per verificare le coordinate di quelle conosciute. Certo e’ che in questo momento non potrei proprio fare molto di piu’ quindi mi rallegro di avere questa possibilita’ e mi gusto la bella passeggiata tra i colori fiammeggianti di meta’ autunno.

La mattina Gabriele, io e Luna partiamo da Roma e raggiungiamo Maurizio che ci attende al bar di Monte Livata. Facciamo provviste poi andiamo a parcheggiare nei pressi di Pozzo Vale dove per prima cosa passiamo a vedere se ci sono cambiamenti. Nulla di nuovo con lei. Torniamo alle macchine e ci prepariamo per la passeggiata. Il nostro sentiero parte proprio dall’altra parte della strada. Gabriele ha sul GPS la lista delle grotte da ritrovare. Andiamo!

Dopo un primo tratto di sentiero, lo lasciamo ed andiamo all’interno del bosco. Vaghiamo senza fretta alla ricerca di grotte nuove e conosciute.

La distanza sociale viene mantenuta in maniera naturale, sono talmente lento nel camminare che sono sempre ad almeno 20 metri dai miei amici. Luna scorrazza facendo la spola tra me e loro.

Ci avviciniamo alle prime grotte nei dintorni. La prima e’ una delle famigerate “Senza Nome”. Riprendiamo il punto e proseguiamo.

Passiamo accanto al “Buco di Magda”, al momento non catastabile e vicino troviamo delle doline che sembrano promettere bene.

In effetti sembra esserci grotta. Gabriele consulta il suo fido GPS e ce ne dice il nome, che io prontamente scordo.

Si prosegue.

La sequenza di buchi interessanti prosegue.

Luna si mette comoda anche se non le pare chiaro il motivo di queste continue soste.

Maurizio si ferma e afferma perentoriamente che e’ ora di pranzo e si deve fare pausa. Cerchiamo un posto comodo e ci mettiamo seduti. Io ho fatto ben 3 colazioni, quindi il pranzo lo salto e mi dedico a gustare il bel sole caldo ed il panorama.

Dopo il pranzo si riparte alla volta del Pozzo della Vacca Morta. Gabriele rimane indietro a cercare altre grotte mentre Maurizio ed io arriviamo ad un buco recintato.

Un ragno sul vicino albero si merita una foto.

La grotta contiene un frigorifero che ne ispira il nome da segnare sul GPS quando Maurizio ed io ne prendiamo il punto. Quando Gabriele si riunisce a noi, ci dice che si tratta proprio della Pozzo della Vacca Morta.

Proseguiamo.

Incrociamo una roulotte con un recinto per le pecore. Rimettiamo il guinzaglio a Luna perche’ non vada a “litigare” con i cani pastore che dormicchiano vicino alla roulotte. Incrociamo un folto gruppo di gitanti che vanno nel senso contrario al nostro.

Inizio ad essere stanco. Dopo un rapido consulto decidiamo di terminare il nostro giro senza troppi giri nel bosco ma seguendo il sentiero, decisamente meno impegnativo per le mie povere gambe.

Il sentiero lo avevamo gia’ fatto Gabriele ed io durante una ciaspolata. Incrociamo un pozzo che ricordo bene.

Ne riprendiamo il punto.

Cammina cammina arriviamo ad bivio. Da qua si torna a campo dell’Osso, si puo’ andare a Campaegli e addirittura a Camposecco.

Noi prendiamo per Campo dell’Osso. Il cartello indica 2 ore. Ce la posso fare.

Prendiamo per la nostra strada. Il paesaggio e’ sempre da ammirare.

Una breve salita ci porta ad un altro incrocio che ricordo bene, lo abbiamo percorso giusto qualche settimana fa nel giro a Campo Buffone.

Ecco la palina con le frecce a le indicazioni. Per andare a Campo dell’Osso devremo attraversare Campo Buffone.

Maurizio e Gabriele si avventurano a destra e a manca per vedere le doline che si presentano di aspetto invitante ed interessante. Io rimango sul sentiero per risparmiare energie.

Un fossile.

Campo Buffone con un poco di foschia.

Una delle grotte visitate la volta scorsa.

Gabriele mi indica il punto dove il suo GPS segnala una grotta di nome Itaca.

Di questa grotta ho letto di recente nei divertenti resoconti di Maria Grazia. Incuriosito vado a vederne l’ingresso, pero’ non ne rimango granche’ impressionato. Immaginavo qualcosa di piu’ maestoso.

Dopo la piana di Campo Buffone parte una bella salita. In cima ad una sella si intravede una palina con le frecce ad indicare i sentieri.

Gia’ che ci sono faccio una foto pure a questa.

Da qua svoltiamo a sinistra dove la salita riprende gagliarda.

Finalmente anche questa salita termina. Riprendiamo fiato con un tratto in discesa.

Ancora una palina. Per Campo dell’Osso ora indica “solo” 40 minuti. Oramai cammino guardando solo dritto in basso, vicino ai piedi. Stringo i denti e proseguo.

Andiamo avanti.

La luce nei punti di bosco piu’ fitti cala notevolmente, fa freddo. Faccio sosta per indossare la giacca a vento. Il sole incendia la punta degli alberi in lontananza.

Nei punti all’aperto la foschia la fa da padrona.

Seguiamo il sentiero, la distanza viene sempre mantenuta in maniera naturale.

Improvvisamente il sentiero cambia aspetto, sembra facilmente transitabile con la macchina. In lontananza si vede il piazzale di Campo dell’Osso. Ce la posso fare.

Inizia a fare notte. Ancora una breve sosta per visionare una dolina.

Arriviamo al piazzale che e’ notte fatta. La strada fino alle macchine mi sembra infinita ma anche lei alla fine ha termine. Ci cambiamo rapidamente, un saluto distante con Maurizio, come si usa di questi tempi, e prendiamo la strada di casa. Il ritorno e’ tranquillo e senza troppo traffico. Siamo stanchi ma rilassati. Alla prossima.

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Grotta Guattari – 24/10/2020

Uno stimolante fine settimana in visita ad alcune grotte del Circeo, prima tra tutte Grotta Guattari dove abbiamo assistito ai lavori in corso.

La mattina ci troviamo con Betta, Aurora, Gabriele io e Luna ed affrontiamo il viaggio verso il Circeo fino a Grotta Guattari dove incontriamo Mario ed Angelica.

Dopo un rapido scambio di saluti ci prepariamo per la grotta ed entriamo.

La giornata procede tra dentro e fuori la grotta.

Il pomeriggio lo dedichiamo a visitare altre grotte nei dintorni.

La prima e’ la Grotta delle Capre.

La targa che indica la grotta e’ stata vandalizzata ma ancora riesce a fare il proprio mestiere.

Via, si parte.

Eccoci arrivati.

Angelica fa gli onori di casa.

La grotta inizia con una sala enorme, non mi aspettavo una cosa del genere, ne sono piacevolmente impressionato.

Gironzolo per la sala scattando foto.

Il mare visto da dentro la grotta.

Da un lato ci sono degli scavi, i miei amici, esperti in queste cose, dicono che si tratta di tombe di epoca romana.

Buchi nella roccia? Pensavo di si, mi correggono, sono litodomi.

Arriviamo in fondo al salone.

La grotta prosegue in una galleria, andiamo a visitarla.

Dopo una ventina di metri la galleria chiude. Visita terminata.

Gabriele ha intenzione di chiuderci dentro…o chiudere se stesso di fuori!

Si scherzava, andiamo.

Angelica scende ad ammirare il mare.

Sembra il cespuglio del Leopardi?!? La grotta “e questa siepe, che da tanta parte  dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”

Il mare verso il tramonto ha sempre il suo fascino.

Torniamo indietro dirigendoci verso l’altra grotta.

Un’Aurora floreale.

La nuova grotta, quella del Fossellone me la trovo letteralmente sotto i piedi. In mezzo al sentiero si apre un buco che affaccia nella sala della grotta.

C’e’ sia un ingresso dal mare, che non andiamo a visitare che un’accesso alquanto aereo piu’ all’interno

Non male.

Angelica e’ stata qua un migliaio di volte, si siede paziente ad aspettare che la nostra curiosita’ abbia sfogo.

Gabriele ne approfitta per riprendere i punti…il Conservatore del Catasto ne sara’ sicuramente contento!

Torniamo indietro alla targa infelice.

Da qua si vedono anche le isole.

A sera torniamo a casa. Passiamo insieme ancora del tempo per consumare una allegra cena a base di pizza prima di ritirarci per un meritato riposo.

Il giorno dopo, domenica, siamo di nuovo a Grotta Guattari.

Oggi sono venuti in visita anche Nerone e Tarcisio.

Angelica ed Aurora sono impegnatissime a fare rilievi.

Verso l’ora di pranzo Mario si ingegna ad organizzare il braciere per cuocere la carne acquistata ieri. Il risultato e’ piu’ che soddisfacente.

Ci mettiamo seduti in cerchio intorno al braciere iniziando il pranzo con delle bruschette.

Nel frattempo la carne continua a cuocere. Luna andrebbe volentieri ad assaggiare ma la teniamo d’occhio.

Il pranzo prosegue tra una chiacchiera e l’altra, quasi sempre su argomenti speleo-archeologici.

Dopo pranzo si torna al lavoro.

Quando la stanchezza sopraggiunge iniziamo a rimettere a posto le nostre cose. E’ ora di pensare al ritorno.

Salutati Angelica e Mario che rimarranno qua al Circeo, Nerone e Tarcisio che torneranno rispettivamente a Subiaco e Guarcino, saliamo in macchina e prendiamo per Roma. La stanchezza mi assale come un macigno quindi non proferisco parola per tutto il viaggio. Conservo il fiato per un saluto. Alla prossima.

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Campo Buffone – 18/10/2020

Una passeggiata per ricercare buchi vecchi e nuovi nella piana di Campaegli. Di seguito ci siamo diretti a Campo Buffone per uno sguardo alle sue grotte.

Uno sguardo alle solite doline a Campaegli.

Grotta dei 2 ingressi, la visitiamo e riprendiamo il punto.

Doverosa visita a grotta Stoccolma. Riprendiamo il punto anche per lei.

Altra grotta da visitare, si cimenta Giuseppe nella esplorazione.

Grotta Stoccalma non poteva mancare.

Una macchina che molto ecologicamente se ne va in giro per la piana.

Il giro a Campaegli e’ terminato, prendiamo per Campo Buffone. Gabriele ha noie con il GPS ed effettua di frequente il cambio delle batterie.

Strada facendo incontriamo alcuni buchi a cui potrebbe valer la pena dedicare una giornata.

Un’altra grotta conosciuta di cui riprendiamo il punto…grotta della Medusa, mi sembra.

Ci sono molti rotoli di un qualcosa che sembra guaina di catrame. Sarebbe da recuperare e questo potremmo farlo, ma poi per smaltirla?

Riprendiamo la strada per Campo Buffone.

Eccoci arrivati.

Troviamo alcuni bei buchi ma non abbiamo attrezzatura idonea per dar loro uno sguardo da vicino. Ci limitiamo alle foto.

Luna dopo tanto correre su e giu’ viene a chiedere un poco d’acqua. LA accontentiamo subito.

Il ritorno e’ lento, sono stanchissimo, ma allietato da chiacchiere sulle grotte viste oggi e sui progetti futuri. Terminiamo la serata con una visita al ristorante che Irene conosce da molti anni, vicino Canterano. Non rimaniamo per niente delusi.

Il ritorno e’ quieto e sonnacchioso. Una bella giornata che si chiude pensando…alla prossima.

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Buco del Tux – 10/10/2020

In zona Campaegli a rivedere alcune grotte. Per primo il Buco del Tux e poi un paio di piccole grotte da catastare.

Una giornata da ricordare un poco per tutti noi, ma in particolare per Aurora che oggi si cimenta per la prima volta nell’armo di una discesa.

Nerone scende con Aurora per rivedere la grotta, che ricordava differente.

Visita terminata. Si esce.

Ci spostiamo a grotta Medioevo per riprendere il punto.

Nel frattempo Nerone prova una nuova acconciatura.

Un tipo di pettinatura decisamente muschiato!

Ultima tappa del nostro giro, grotta dei 5 ingressi.

Ditelo coi fiori…e con i funghi no?!?

Un saluto a tutti. Alla prossima.

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Grotta Stoccalma – 06/09/2020

Una uscita in compagnia dei miei amici. Loro in grotta Stoccolma ed io in esterna a grotta Stoccalma per provare i “punciotti”. Devo rifare il “rodaggio” come narratore, quindi inizio adagio, con poche parole! Vi lascio alle foto che si spiegano da sole.

Carrellata di amici che si preparano.

Saluto tutti e vado verso grotta Stoccalma.

Ingresso della grotta.

Sperimentazione punciotti.

Riposo e poi un giro a visitare qualche dolina.

I miei amici escono da grotta Stoccolma e vengono a recuperarmi.

Qualche chiacchiera al sole nei pressi dell’ingresso di grotta Stoccolma.

Si torna alla civilta’.

Aperitivo in attesa della cena.

Un gradito ritorno al ristorante “da Antonia” a Marano conclude la giornata.

Ancora una volta, con molta soddisfazione…Alla prossima!

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Grotta Guattari – 26/07/2020

Una visita alla grotta Guattari per passare una simpatica giornata insieme ai nostri amici.

Appena arrivati.

Giuseppe e Mario pronti per l’aperitivo.

Pranzo. Ora siamo tutti.

Mario, il cuoco e Gabriele il supervisore.

Ecco finalmente la grotta.

Angelica ci mostra i particolari del cantiere.

Qualche cavo per l’illuminazione.

L’ingresso della grotta.

Finalmente posso scriverlo di nuovo, con molta soddisfazione…Alla prossima!

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Palestra Montecelio – 25/07/2020

Ciao a tutti!

Riprendo a scrivere dopo un lungo periodo, magari un giorno raccontero’ delle mie avventure di questo periodo, ma non ora.

Per adesso riprendiamo ad “aggrottarci” con questa unica foto della palestra fatta vicino Montecelio con vari amici.

Un caro saluto a tutti…e bentornato a me!

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Sventatoio di poggio Cesi – 01/02/2020

Una gita ad una simpatica grotta insieme a Angelica, Aurora, Elisa, Gabriele, Giuseppe e Mario.

Nel primo pomeriggio ho degli impegni, quindi mi aggrego alla gita organizzata dai miei amici con l’intenzione di abbandonarli subito dopo pranzo. La mattina carico in macchina Giuseppe ed andiamo all’appuntamento a Guidonia. Facciamo colazione tutti assieme al bar che ha sostituito il celeberrimo “Bar Lanciani” e poi andiamo alla grotta. Gabriele, con la sua macchina, ci guida. Per maggior sicurezza, Giuseppe imposta il suo navigatore, ma sbaglia ad indicargli la destinazione e quindi mi da’ informazioni errate che traduco i lampeggi frenetici verso la macchina di Gabriele. Per fortuna Gabriele non se ne cura e prosegue imperterrito fino a dove si devono lasciare le macchine per arrivare alla grotta. Iniziamo subito a prepararci.

Ecco Giuseppe, il mio navigatore.

Elisa, anche stavolta e’ con noi, col suo allegro sorriso.

La sezione archeologica del gruppo, Angelica, Aurora e Mario. Oggi pero’ si dedicheranno esclusivamente alla pratica speleologica.

Sono pronto, sono pronti anche gli altri, pero’ indugiano nelle ultime chiacchiere. Voglio fare l’esploratore e cercare la grotta col solo aiuto del GPS. Faccio un vago cenno ai miei amici e parto per il sentiero. Dopo un angusto e serpeggiante sentiero tra i rovi, sbuco su una strada, sempre sterrata ma carrabile. A lato strada ci sono le stazioni della Via Crucis.

Le seguo guardandomi intorno in cerca di altri buchi.

Questa Via Crucis non sembra frequentatissima, tra poco le stazioni scompariranno tra la vegetazione.

Arrivo alla quinta stazione. La strada sembra proseguire dritta, il GPS mi indica che la grotta e’ a destra.

Alla mia sinistra, in cima ad un colle c’e’ un paese, Sant’Angelo Romano, forse.

Decido di dare fiducia al GPS e mi addentro tra le frasche alla mia destra. D’altronde, mi dico, mancano solo 500 metri. Mal me ne incolse! Sono 500 metri in ripida salita e tra rovi impenetrabili. A meta’ salita alcune urla rompono il silenzio della “selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura”, sono i miei amici in avvicinamento. Alla fine ce la faccio, il GPS mi indica: “Sei arrivato”. Si, saro’ pure arrivato, ma qua della grotta nessuna traccia. Lancio qualche urlo ai miei amici, da loro adesso nessuna risposta. Mi armo di pazienza ed inizio dei giri concentrici attorno al punto indicato dal GPS. Nella mia ricerca rimedio un paio di graffi alla faccia grazie a degli impertinenti spini ed una caduta con botta al gomito, che avrei evitato volentieri. Dopo tanto girare, trovo finalmente la grotta. Mi fermo a farle una foto.

Accanto all’ingresso un “comodo sentiero”. Sento rumori. Sono i miei amici. Poso la zaino e vado loro incontro. Elisa con la sua tuta inconfondibile.

Ecco Angelica che mi regala subito un bel sorriso.

Mario, fresco e riposato dopo una quieta passeggiata.

Le mie amiche esaminano la grotta.

Si preparano ad entrare mentre io termino la vestizione infilando l’imbrago.

La grotta si presenta come una enorme frattura con grandi e piccoli massi incastrati in mezzo ad essa. Noi dovremo cercare la strada nei vuoti tra un masso e l’altro. Si inizia con un saltino di pochi metri.

Si arriva in una sala lunga e stretta (siamo pur sempre in una frattura) con il pavimento a “V” ma non ci dobbiamo spostare per proseguire. Sulla mia sinistra c’e’ uno stretto pertugio che ci portera’ oltre.

Il passaggio del pertugio non e’ agevole. Ci sono un paio di sassi che ostacolano non poco il passaggio. Mi infilo dentro con il giusto quantitativo di sbuffi e sospiri. Una volta passato cerco di migliorare la situazione. Un primo sasso lo sposto. Tento di imbragarlo e di farlo tirare fuori da Mario e Gabriele, ma pesa troppo. Alla fine lo sistemo meglio che posso, in maniera che ingombri meno di prima. Un secondo sasso, non meno grosso del precedente riesco a farlo scendere dove sono i miei piedi. Ora il pertugio rimane stretto, ma sembra piu’ comodo. Mario mi segue e Gabriele chiude la fila.

Scendiamo, sempre in frattura fino all’inizio di un pozzo. Sara’ almeno 15 metri, sul rilievo, che ho studiato a casa mi sembra di ricordare un P18, magari e’ lui.

Sotto c’e’ il resto dei miei amici. Li raggiungiamo in quella che si rivela essere un’altra sala “di frattura”, lunga svariati metri, larga almeno 3 e molto alta. Alla base si cammina su una miriade di sassi incastrati. Tra di essi si intravedono un migliaio di possibili prosecuzioni. Andiamo in giro un’ora a curiosare tra questi buchi. Una cosa curiosa, troviamo in molti punti dei cocci di vaso ordinatamente ammucchiati. I nostri archeologi li esaminano decretando che sono antichi, ma oggi ci importa poco, non siamo qua per loro. Dopo esserci intrufolati in molti punti decidiamo che la prosecuzione deve essere quella piu’ comoda, scendendo lungo la parete destra, c’e’ uno stretto passaggio verso il basso.

Vorrei tanto proseguire, ma oggi il tempo e’ piu’ tiranno del solito. Per me e’ l’ora di uscire. Elisa esce insieme a me. Precediamo gli altri solo di qualche minuto. Per solidarieta’ anche loro decidono di tornare.

Il sentiero del ritorno e’ semplicissimo. Dalla grotta, faccio qualche metro in discesa seguendo il sentiero dove ho visto spuntare i miei amici all’andata. Sbuco subito in una ampia strada sterrata che altro non e’ se non quella della Via Crucis. Quasi banale, a saperlo. Alle macchine mi cambio velocissimamente, saluto Elisa e scappo per fare quel che devo fare. Qualche piacevole ora ricavata tra vari impegni. Una grotta interessante, da rivedere. Alla prossima.

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Cretarossa – 26/01/2020

Con Maurizio, Valentina, Aurora, Elisa. Fuori Ferdinando e Gabriele. Finalmente fondo!

La mattina passa Valentina a prendermi. Gabriele invece recupera Aurora ed Elisa. Alla grotta troviamo anche Maurizio e Ferdinando. Iniziamo a prepararci, oggi siamo decisissimi, arriveremo al fondo.

Stavolta non perdo tempo a gironzolare, mi preparo velocemente e vado all’ingresso della grotta per preparare la discesa. Giusto il tempo per dei rugiadosi fiorellini.

Abbiamo anche le corde nuove, appena comperate. Mentre preparo l’armo del primo pozzo, i miei amici preparano gli zaini.

Gabriele e Ferdinando andranno a fare una passeggiata nei dintorni mentre noi saremo in grotta.

Per iniziare utilizzo la nostra nuova corda da 100m. Scendo il primo pozzo. Per il primo frazionamento c’e’ uno spit, ho portato dei vecchi attacchi, dei clown, ne utilizzo uno. Alla partenza del secondo trovo il mio povero cordino, brutalmente abbandonato da Giuseppe nel disarmo della volta scorsa. Gia’ che c’e’ lo utilizzo di nuovo.

Sempre con la corda da 100m, sistemo anche il secondo pozzo. Sento che iniziano ad arrivare i miei amici. Scendo fino alla testa di Alien.

La spaccatura dove andremo a curiosare una di queste volte.

Da Alien, continuo ad armare con la corda da 100m. Mi fermo al frazionamento, finora armato coi multimonti, per mettere un fix, poi continuo a scendere. A meta’ ho la sorpresa. La corda da 100m non basta per arrivare alla fine del pozzo! Trovo il punto dove avevo fatto il frazionamento la prima volta e creo una piazzola di sosta quasi comoda. Torno ad Alien. Intanto arriva Elisa.

Le avevo urlato di portarmi corde e materiali e lei ha eseguito. Non le abbiamo detto di non scendere con lo zaino sulle spalle. Mi riprometto di farlo la prossima volta.

Aspetto che si sistemi, dia la libera sopra e poi le faccio spazio perche’ vada avanti.

La seguo mentre passa il primo frazionamento le indico poi di fermarsi alla piazzola. Appena mi urla la libera, la raggiungo. Nel frattempo da sopra sento che sta scendendo Aurora che verra’ seguita da Valentina. Maurizio ha deciso che il primo pozzo e’ gia’ un buon esercizio per questa volta e non ci raggiungera’. Quando arrivo da Elisa, sistemo la corda piantando un nuovo fix anche qua. La solita corda verde arriva giusta giusta in fondo al pozzo.

Sopra di me e’ in arrivo Aurora, la lascio passare avanti a raggiungere Elisa. Quando sono insieme le sento chiacchierare ma non capisco cosa dicano, sono contento vadano d’accordo. Da sopra vedo Valentina che scende, carica di zaini.

Scendo anche io alla base del pozzo.

Alla base del pozzo facciamo un rapido spuntino grazie alle mandorle portate da Valentina, poi proseguiamo. Trovo uno spit quasi buono ed utilizzo un’altro clown per mettere una corda di sicura per scendere il pozzetto successivo. Le “mie” ragazze vanno avanti. A meta’ sistemo un frazionamento volante su naturale per farle scendere piu’ comodamente. Intanto Valentina e’ giu’ e sistema la corda per il saltino che ci portera’ alla sala dove ci siamo fermati la volta scorsa.

Catturo Elisa in una foto mentre aspetta paziente il suo turno per scendere.

Una volta nella saletta, inizio a vedere il da farsi per scendere il pozzo successivo. Stavolta abbiamo placchette, fix, trapano e corda, niente e nessuno ci impedira’ di scenderlo. Ci sono 2 attacchi a soffitto in corrispondenza di uno dei due buchi sul pavimento della saletta. Metto le placchette, sistemo la corda, monto il discensore e…niente da fare, dentro il maledetto buco a pavimento non ci passo! Mi “stappo” da lui e smoccolando recupero la corda. In corrispondenza del secondo buco c’e’ uno spit in buone condizioni. Armeggio un poco fino ad ottenere un attacco a 3 che centra il secondo buco e sembra permetta di scendere senza bisogno di altri frazionamenti. Vado, tentenno sul materiale da portarmi dietro, vorrei lasciare il trapano ma poi decido di non correre rischi e me lo porto. Anche questo secondo buco non e’ larghissimo, pero’ ci passo. Saluto ed inizio la discesa. Scendo circa 10 metri, sulla sommita’ di un mammellone vedo un masso di almeno un centinaio di chili che e’ appoggiato alla parete. Lo tocco col piede, dondola. Non mi sembra una cosa buona che rimanga la’. Recupero la corda da sotto, avverto sopra che ci sara’ un rumore forte e poi lo spingo con decisione. Un bel boato conclude la sua carriera di masso incombente. Dopo una discesa totale di circa 15 metri, arrivo al terrazzamento che dall’alto sembrava la base del pozzo. Niente di piu’ sbagliato, altro buco, stavolta comodo, ed il pozzo continua. Qua il frazionamento serve, pianto un fix, monto la placchetta, sistemo la corda e continuo la discesa dando la libera sopra. Ancora una decina abbondante di metri di discesa ed arrivo alla base del pozzo. Di lato, nel piccolo ambiente dove sono arrivato, c’e’ una apertura, chinandomi ci passo comodamente. Subito dopo trovo uno scivolo che termina con una verticale di altri 10 metri circa. Alla base del pozzo c’e’ acqua. Cosi’ a occhio abbiamo raggiunto il fantomatico sifone del fondo. Risalgo lo scivolo e sistemo la corda. C’e’ gia’ un fix e lo utilizzo. Cerco di recuperare tutta la corda che posso sottraendola a quella necessaria alle manovre delle mie amiche. Ottengo subito le rimostranze di Elisa che, al frazionamento sopra non riesce a fare la chiave completa. Smonto il frazionamento che ho appena fatto e al posto di un nodo “serio” ci metto un barcaiolo. Questo sembra risolvere. Scendo di nuovo lo scivolo, calo la corda. Arriva per un pelo. Metto un fix alla partenza del pozzo, sistemo il frazionamento e mi metto in attesa delle mie amiche. Arriva Elisa, giusto il tempo di dare la libera ad Aurora e la chiamo per scendere per prima l’ultimo pozzo. Appena lei e’ arrivata al fondo, la seguo.

Il tanto atteso sifone e’ poco piu’ di una pozza d’acqua profonda un palmo che occupa la gran parte della base del pozzo. Forse la’, sulla destra, potrebbe essere piu’ profonda ma almeno per oggi non ho alcuna intenzione di andare a verificare.

Elisa ed io siamo ancora intenti a cercare un punto comodo dove aspettare quando sentiamo rumori dall’alto. Sono arrivate Aurora e Valentina e si apprestano a scendere da noi.

Scende prima Aurora. Le pareti del pozzo sembrano di solido calcare ma e’ tutto “latte di monte” che ti si sfarina addosso.

Il tempo di trovare un posto relativamente all’asciutto anche per Aurora ed ecco che arriva Valentina.

Eccoci tutti assieme, Elisa sembra soddisfatta. Facciamo un rapidissimo spuntino a base di mandorle commentando la soddisfazione di essere arrivati al fondo della grotta dopo ben 5 uscite. Sul sifone per ora c’e’ poco da dire, si dovrebbe tornare con muta e pala e magari una sonda per vedere se effettivamente prosegue da qualche parte.

Iniziamo a salire. Parte per prima Elisa, e’ ferma da parecchio e con la sua tuta di cotone inzuppata d’acqua inizia a sentire freddo. Ad un frazionamento di distanza la segue Valentina e quindi Aurora. Rimango buon ultimo ad occuparmi del disarmo. Risalgo il pozzo finale e quasi subito ricevo la libera per il primo tratto del pozzo successivo. Arrivato meta’, dove c’e’ il frazionamento, smonto tutto poi mi sposto di lato, sull’ampio terrazzino. Anche qua trovo varie tracce di frequentazione speleo e, a giudicare dalla profondita’ dei solchi, anche di lunghe attese.

Una micro-vaschetta con dentro un sasso dai bordi arrotondati.

Carburo esausto, doveva essere un bel cumulo ma negli anni l’acqua lo ha dissolto quasi completamente.

Sopra di me sento rumoreggiare, ma non e’ la libera.

Alla mia destra una finestra, probabilmente ritorna sul pozzo finale, avrei curiosita’ di andare a verificare, ma non oggi.

Arriva la libera. Recupero la corda ed inizio a salire. Con la scusa di fare una foto mi fermo a riprendere fiato. Ne esce fuori un quadretto per la sigla dello SCR. Sara’ stato scritto apposta in quel punto?

Eccomi arrivato in cima al pozzo, di nuovo nella saletta dove ci fermammo la volta scorsa. Elisa oramai non la ferma piu’ nessuno, e’ gia salita. Aurora la segue subito dopo. Valentina si trattiene a darmi una mano per finire di disarmare il pozzo ed “insaccare” la corda che poi lei prendera’ in custodia. Mi guardo attorno, mi incuriosiscono questi tronchi abbandonati nella saletta. Venivano forse usati per passare la corda di sicura quando si scendeva ancora con le scalette?

Sale anche Valentina. Un paio di minuti e posso andare anche io. Alla saletta sopra c’e’ un poco di fila. In attesa che si dipani, faccio un paio di foto, la prima a della “sabbietta”.

E la seconda ad un zanzarone in pessime condizioni di salute.

Ora ho tutta la via libera, posso raggiungere il gruppo alla base del pozzo successivo, quello dove la nostra 100 nuova nuova mi ha tradito non arrivando al fondo del pozzo. Ancora una volta non faccio a tempo a vedere Elisa, e’ gia’ su, ha passato il primo frazionamento ed in breve sara’ a salutare la testa di Alien. Aurora inizia a salire.

Con Valentina e qualche brivido di freddo ci mettiamo comodi ad attendere il nostro turno. Inganniamo l’attesa parlando della uscita odierna e delle prossime.

Appena arriva la libera da Aurora, ci sbrighiamo a raggiungere il primo frazionamento. Intanto Aurora arriva al frazionamento successivo. Ha difficolta’ a passarlo, colpa mia che l’ho fatto con troppo risparmio di corda e quindi per agganciarsi col croll si deve prima passare la maniglia ed andare di peso sul pedale. Cerchiamo di spiegarle a distanza ma senza troppo successo. Alla fine sale Valentina per darle una mano da vicino. Mentre aspetto tolgo il frazionamento cosi’ appena arriva la libera, una manciata di minuti dopo, posso partire subito. Alla testa di Alien chiedo a Valentina di andare avanti, cosi’ Aurora potra’ salire tra noi due. Ora pero’ c’e’ un problema di zaini. Valentina ne ha gia’ 2, io ne ho uno che pesa almeno la meta’ di me (e non e’ poco). Ce n’e’ ancora uno d’avanzo. Aurora non ha zaini, inizia ad essere stanca, ma generosamente si dichiara disponibile a portarlo. Glielo mollo subito con appena una punta di rimorso.

Quando termino di recuperare la 100 traditrice ed arrivo a guardare su verso il pozzo d’uscita trovo con soddisfazione che Valentina e’ quasi al frazionamento, e quindi quasi fuori. Di Elisa dico nulla perche’ penso che oramai sia in macchina gia’ cambiata.

Quando Valentina urla la libera, parte Aurora col suo bel zaino.

Mentre aspetto il mio turno, scovo una vaschetta che aspettava solo me per essere fotografata, non posso certo deluderla.

Arriva finalmente il mio turno, me la cavo con solo qualche brivido per il freddo. Ho raccolto la parte della corda da 100 che non serve in una bella ma pesantissima matassa. Me la aggancio accanto allo zaino e cerco di salire. Niente da fare, l’impressione e’ di essermi “incagliato”. Penso a come risolvere. Accanto a me c’e’ una corda di servizio. Maurizio l’ha utilizzata in entrata per seguire Aurora ed Elisa durante la discesa del primo pozzo. Prendo la matassa della 100 e la lego a questa corda. Quando arrivo al frazionamento sento che fuori ci sono Gabriele e Maurizio, urlo loro di recuperare la corda di servizio senza avvertirli del peso aggiuntivo. Dopo un paio di tentativi mi rispondono di controllare sotto perche’ la corda sembra incastrata. Nel frattempo son arrivato a vista. Confesso loro il misfatto e mi adopero per dare una mano. Ora, tirando con molto entusiasmo, riescono a recuperare il malloppo di corde. In pochi minuti esco e termino togliendo gli ultimi cordini. Subito dopo ci trasferiamo sul piazzale dove sono le macchine e tutti assieme sistemiamo il materiale suddividendolo tra personale e di gruppo.

La temperatura esterna e’ quasi piacevole, non devo fare una corsa per cambiarmi prima di ghiacciare. Tornando a casa vorremmo rifocillarci con un piatto di fettuccine. Purtroppo Antonia, a Marano, ci da’ buca. Per stasera ha gia’ chiuso. Torniamo a casa con la fame ma comunque contenti. Alla prossima.

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Cretarossa – 12/01/2020

A visitare Cretarossa con Angelica, Aurora, Valentina, Giuseppe. Con il supporto esterno di Maurizio e Gabriele che aspettandoci si sono occupati di riprendere i punti di alcune grotte della zona.

La mattina con Valentina e Giuseppe ci compattiamo nella mia macchina e andiamo, facendo una rapida sosta al magazzino per prendere il materiale.

Per ottimizzare i tempi, nel frattempo, Gabriele, con Angelica ed Aurora si occupano di comprare qualcosa per il pranzo e poi vanno direttamente alla Cretarossa. Allo spiazzo vicino alla grotta trovano anche Maurizio.

Quando finalmente siamo tutti assieme, ci aggiorniamo. Gabriele ha deciso di rimanere fuori insieme a Maurizio. Faranno ricognizione aspettando il nostro ritorno. Noi altri ci prepariamo.

Nonostante il bel sole, l’aria e’ frizzante assai.

Ecco i nostri impavidi ricognitori.

Aurora ed Angelica sono quasi pronte. Come al solito sono l’ultimo.

Valentina inganna l’attesa con uno spuntino.

Come gia’ le volte scorse il primo pozzo e’ dedicato alle esercitazioni di armo. Angelica sulla via a destra, Valentina su quella a sinistra. Io mi calo su una corda di servizio tra le 2 vie.

Seguo le ragazze mentre fanno pratica. Faccio una fatica del diavolo a scendere. La corda e’ talmente rigida che nemmeno col discensore montato a “C” riesco a muovermi agevolmente.

Angelica, che e’ partita prima di Valentina, termina l’armo ed arriva giu’. Sulla via armata da lei facciamo scendere Aurora. Intanto Valentina e’ alle prese con l’ultimo frazionamento.

Arriva Aurora ed inizia a scendere anche Giuseppe. Gabriele e Maurizio ci salutano.

Anche Valentina termina l’armo e scende l’ultima parte del pozzo. La seguo.

Al pozzo successivo mi dedico io. Armo la partenza, sistemo la corda poi chiedo chi voglia scendere, sicuramente poco sotto c’e’ da mettere un deviatore. Si fa avanti Valentina, la bardiamo con tutto il necessario e lei parte.

La cosa non e’ semplice come pensavo e prende piu’ tempo di quanto avevo previsto. Aurora ed Angelica sono ferme da almeno mezz’ora ed iniziano a sentire freddo. Consiglio loro di risalire il pozzo d’ingresso e poi riscenderlo, un ottimo metodo per scaldarsi. Giuseppe, arrivato per ultimo, sembra stare bene. Scendo a dare manforte a Valentina. Cerchiamo un punto dove mettere un attacco per il deviatore ma non lo troviamo. Proviamo a fare un buco in parete per mettere un multimonti ma questa sembra avere la consistenza del burro. Dopo averle provate tutte, decidiamo di tornare alla via armata la volta precedente. Risaliamo un tratto di corda, fino alla “faccia di Alien” ed andiamo a sistemare la corda sul pozzo parallelo sceso la volta scorsa. Mi metto comodo e con un cordino faccio un frazionamento attorno al collo di Alien. Il posto e’ comodo quindi, mentre Valentina prosegue con l’armo, urlo a Giuseppe di scendere.

Giuseppe arriva e ci aggiorna, Angelica ed Aurora dopo essere salite hanno deciso di non scendere, preferiscono il gelido sole all’esterno. Va bene cosi’, sara’ per la prossima volta. Valentina intanto cerca i 2 forellini dei multimonti che ho piantato la volta scorsa, impresa non da poco. Anche io che li ho messi faccio fatica a capire dove.

Alla fine li troviamo, Valentina sistema il tutto e scende. A meta’ pozzo la corda tocca leggermente. Lei prosegue la discesa ed arriva a fine pozzo. Quando la seguo sistemo un poco. Vicino al nodo metto un sacco vuoto sotto la corda perche’ altrimenti tocca. Mi riprometto di sistemare meglio la prossima volta. Scendo portandomi dietro un cordino e sistemo un deviatore a circa meta’ discesa. Quando arrivo giu’ noto che tocca ancora quindi urlo a Giuseppe di accorciarlo quando ci arrivera’. Mentre aspettiamo il nostro amico attenuo i morsi della fame rubando qualche morso alla pizza di Valentina.

Il pozzo stavolta lo scendiamo tutti, ora siamo al punto dove ci fermammo Angelica ed io l’ultima volta. Anche stavolta le corde sono finite, ne abbiamo solo una verde che avevamo portato come cordino ma per fortuna e’ lunga poco meno di 10 metri. La prima parte del pozzo successivo e’ stretta e la scendiamo in contrapposizione. A meta’ utilizzo il nostro cordino verde su un armo naturale. Non dovrebbe essere necessario ma per prudenza lo metto. Ci troviamo cosi’ in un piccolo ambiente dove stiamo comodamente tutti e 3. Per terra si apre un buco che ci mostra un’altra sala 4 metri piu’ in basso. C’e’ uno spit. Bene, lo utilizzo. Sistemo la corda ed invito Valentina a scendere per prima.

Si guarda attorno e ci dice che una sala abbastanza ampia.

La vediamo toccare terra poco piu’ in basso.

Il buco dal quale ci siamo calati poco fa.

Invito anche Giuseppe a scendere.

Anche lui si infila nello stretto pertugio.

Ed eccolo arrivare alla nuova sala.

Scendo pure io. Dovrei aver vissuto molte volte questa discesa perche’ trent’anni fa Cretarossa era una grotta frequentata spesso e volentieri. Ricordo di essere venuto a visitare la grotta, pero’ ricordo nulla di lei, questo oblio assoluto non manca mai di stupirmi. Quando arrivo nella nuova sala faccio un giro con gli occhi a cercare punti che mi richiamino qualcosa alla memoria, ma nulla. Andando avanti un metro c’e’ un’altro buco alla base della sala. Inizia un’altro pozzo. Pero’ questo lo dovremo scendere la prossima volta.

Nella saletta dove siamo ora possiamo vedere alcune testimonianze di passata frequentazione.

Ce n’e’ per tutti i gusti.

Le scritte col nerofumo ed i resti di carburo fanno risalire queste testimonianze a tanti anni fa, al millennio scorso, direi.

Ecco Valentina, con la faccia pacatamente soddisfatta.

Dopo aver commentato il posto e progettato il da farsi per la prossima volta, non rimane altro che tornare indietro. E’ quello che facciamo.

Salgo per ultimo ma poi lascio a Giuseppe l’onere di disarmare poiche’ si e’ gentilmente offerto. Alla base del pozzo successivo faccio una foto ad una diramazione che dobbiamo ancora vedere, magari la prossima volta.

Valentina risale, intanto Giuseppe mi raggiunge. E’ alla sua prima visita a Cretarossa, ne ha avuto una buona impressione e commenta positivamente questa uscita. Anche lui tornera’ volentieri.

Salgo per secondo, Giuseppe e’ sempre fermo nel suo intento di occuparsi del disarmo. Alla “testa di Alien” devo aspettare pochissimo prima di sentire la libera di Valentina.

Salgo pure io. Valentina si e’ fermata ad aspettarci, tra uno sbuffo ed una pedalata le dico di risalire sulla corda che ha armato lei e di disarmarla cosi’ a Giuseppe ne rimarra’ solo una. Faccio in tempo a vederla partire.

Oggi le avro’ fatto meno di 100 foto quindi ora mi rifaccio del tempo perduto.

La costringo a stare in posa mentre cerco di regolare la luce senza troppo successo.

Giuseppe e’ dietro di me e lo sento risalire. Sistemo nel mio zaino tutto quel che trovo. Ora e’ pesantissimo e non mi sento piu’ in colpa per lasciar risalire Giuseppe con gli zaini delle corde.

Prendo la corda libera, quella armata da Angelica ed inizio a salire. Fuori e’ buio, abbiamo fatto piu’ tardi di quel che pensavo.

Arrivo al frazionamento mentre Valentina termina pazientemente il disarmo della sua via.

Fuori troviamo Angelica e Gabriele a fare da comitato di accoglienza.

La targa dedicata a Nerone.

Una volta tutti fuori, ci cambiamo. Fa freddo, ma non in maniera esagerata. Quando siamo pronti ci distribuiamo nelle macchine poi scendiamo a valle. Maurizio lo salutiamo subito perche’ si ferma a Monte Livata. Noi proseguiamo per un’ultima sosta al magazzino a posare i materiali e per i saluti. Come all’andata la nostra auto e’ composta da Valentina, Giuseppe e me. Mentre Angelica, Aurora e Gabriele vanno a Roma diretti, noi decidiamo di esserci meritati un buon piatto di pasta. Di dirigiamo senza indugi a Marano, da Antonia dove veniamo accolti con la solita simpatia.

Dopo un ottimo e sostanzioso pasto, prendiamo anche noi la strada di casa. Cretarossa si e’ negata ancora una volta, ma ci siamo quasi. Alla prossima.

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