Gallerie Soratte – 18/09/2016

A fare un po’ di esercizi speleo con Maria, Vincenzina, Betta, Max, Fabio, Giorgio, io e Luna.

Betta ed io oggi abbiamo degli impegni per il tardo pomeriggio quindi qualche gioco su corda alle gallerie del Soratte e’ proprio quel che serve per passare alcune ore in allegria con gli amici. Ci vediamo alla solita piazzetta a Sant’Oreste poi, dopo la colazione ed una sosta alla pizzeria per il pranzo, andiamo giu’ verso le gallerie. Seguiamo Max che al contrario di noi ricorda la strada. Non e’ la prima volta che vengo da queste parti ma non ho mai fatto palestra qua, sono stato di passaggio per andare ad una grotta vicina, Biru-biru. Arrivati in fondo alla galleria poggiamo le nostre cose poi decidiamo quali vie ci e’ possibile armare. Di fix ce ne sono molti ma di grandezza differente mentre noi abbiamo solo placchette per fix da 8mm. Stavolta io non ho portato nulla, ma proprio nulla, nemmeno la mia inseparabile macchina fotografica. Per oggi le foto le scatta Maria al mio posto. Per l’attrezzatura rubo qua e la’. L’imbrago me lo presta Fabio. Come croll uso un dressler montato tutto a sinistra, come discensore ho l’oka, anche per il resto mi arrangio, i moschettoni della longe li rubo a Vincenzina, che ne ha 2 d’acciaio d’avanzo. Come prima cosa ci dividiamo in 2 gruppi, Fabio ed io da una parte, Vins e Max dall’altra. Vins e Fabio faranno la risalita per armare una via ciascuno, noi faremo sicura da sotto. Fatto questo primo esercizio mi rifocillo dando fondo al mio pranzo, dopodiche’ provo il pantin, prima sul piede destro e poi su quello sinistro. Nel mio caso e’ molto meglio sul sinistro. Finito l’armo con risalita passiamo alla teleferica. Nel frattempo arrivano Maria e Giorgio ed infatti da ora inizio ad avere foto da mostrare. img-20160925-wa0002 Al primo montaggio la teleferica la facciamo lenta, ma risulta troppo lenta per poter giocare in una discesa, passiamo quindi a tensionarla maggiormente.img-20160925-wa0003 Eccomi con Betta in un attimo di riposo.img-20160925-wa0004 Alla fine dell’approntamento della teleferica facciamo le prove di discesa. Inizio io ma faccio il prudente scendendo con un mezzo barcaiolo sulla corda di risalita che mi rallenta quasi subito, nonostante questo riesco a ferirmi ad un dito pizzicandolo tra corda e moschettone mentre mi tolgo dalla corda. Scende poi Max usando la corda di risalita solo come fine-corsa, scende infatti precipitevolissimevolmente! Preso dall’entusiasmo prova la stessa tecnica anche Giorgio ma rischia di farsi male lasciando una gamba attorno alla corda di risalita. Dopo le discese ardite, proviamo le risalite sulla corda tesa della teleferica. Giochiamo ancora un poco con lei prima di passare ad altro.img-20160925-wa0005 E’ arrivato il momento dello sblocco. Per primo si cimenta Max con una Vins esanime, bravissima a fare il “malconcio” (cosi’ dice Nerone!).img-20160925-wa0006Max ha terminato e deposita a tera Vins. Dopo si cimenta Fabio ed io mi offro per fare il ferito. Mal me ne incolse, l’imbrago di Fabio e’ l’equivalente sui fianchi dello stivaletto malese (Nota del malconcio: Fabio ancora a distanza di giorni afferma che per lui l’imbrago e’ comodissimo, ma vi assicuro che durante lo sblocco ho sofferto come uno che soffre!). Comunque, tra un gemito del malconcio ed uno sbuffo del soccorritore arriviamo a toccare terra sani e salvi in una manciata di minuti.
img-20160925-wa0007 Dopo lo sblocco il buon Max tira fuori una chicca. Lo vedo maneggiare un anello di robusto elastico. Lo sistema con il resto della attrezzatura e poi prova a salire. Sembra stia salendo su una scaletta. Quando scende mi mostra il tutto raccontandomi che e’ una tecnica che utilizzava tanti anni fa per la risalita di pozzi lunghi. Me la fa provare. Per prima cosa rimonto il pantin sul piede sinistro. Poi Max mi fissa l’elastico all’imbrago, dietro le spalle, me lo passa davanti sopra la spalla destra e ne aggancia l’altra estremita’ alla maniglia. Monto il croll sulla corda mentre lui dimezza la lunghezza del mio pedale. A questo punto monta la maniglia sulla corda ma, con mia somma sorpresa, sotto al croll. Aggancio il pantin alla corda, metto il piede destro nel pedale e sono pronto a partire. Ci metto un poco a prendere la coordinazione ma poi sembra per davvero di salire una scala con i gradini molto ravvicinati. Le mani le tengo sulla corda per mantenermi verticale ma non servono ad altro. Per dei pozzi lunghi potrebbe essere un sistema simpatico, mi riprometto di provarlo appena possibile. L’inversione di marcia e’ un poco macchinosa anche per via dell’oka, ma alla fine scendo senza problemi. img-20160925-wa0009Il tempo corre, per Betta e me e’ arrivata l’ora di andare, impegni familiari ci attendono. Mi tolgo l’attrezzatura restituendo tutti i pezzi ai legittimi proprietari quindi prendiamo la via della macchina. Qualche ora di svago rubate in una giornata nata un poco storta. Ne son contento. Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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