Grotta Doli – 28/05/2017

A grotta Doli con Maurizio e Valerio.

Alle 10 sono al bar di Monte Livata. Telefono a Maurizio, e’ a casa e non ha voglia di raggiungermi al bar. Rimaniamo d’accordo che andro’ io a casa sua a prendere il caffe’. Prima pero’ faccio un giro all’alimentari per procurarmi delle cibarie e tanta acqua. Mentre Maurizio ed io sorbiamo il buon caffe’ che ha preparato, ci arriva il messaggio di Valerio: “Saro’ li da voi tra un’ora e mezza”. Un’ora e mezza di attesa a far nulla? La cosa ci garba assai poco. Rispondiamo al suo messaggio scrivendogli che noi intanto ci avviamo alla grotta, ci troveremo la’. Detto fatto, iniziamo a prepararci. In capo ad una mezz’ora siamo davanti alla grotta.Maurizio compie la sua trasformazione finale da montanaro a speleologo……quando indossa la maschera modello “Dorellik, siamo ufficialmente pronti a partire.
Ecco l’ingresso della grotta.
Mentre entro noto una piantina fiorita che mi incuriosisce. Maurizio, che conosce tutti i nomi delle piante che abbiamo incontrato cammin facendo, mi dice essere una varieta’ di orchidea. Mi sbrigo a fotografarla in tutta la sua bellezza. Nella saletta iniziale mi fermo ad attendere il mio compare, ne approfitto per una foto senza che vi compaia lui.
Faccio per scendere il pozzetto successivo non appena Maurizio fa il suo ingresso nella saletta. Mi fermo quando sento dei rumori venire dall’esterno. E’ arrivato anche Valerio. Con Maurizio decidiamo che ci fermeremo ad attenderlo nella saletta concrezionata.
Nel frattempo, come in tutte le soste, ne approfitto per fare qualche foto. Ecco Maurizio, oggi sara’ la mia vittima e protagonista quasi unico delle foto. Eccolo in posa da esploratore. Fatte le foto decidiamo di spostarci poco piu’ avanti, dove e’ piu’ asciutto e si puo’ anche stare in piedi. Ci fermiamo ai bordi del pozzo. Ora affacciandosi sul pozzo si nota un traverso che le volte scorse non c’era, e’ la nuova possibile prosecuzione di cui ci parlava Valerio alcuni giorni fa. Ed ecco finalmente Valerio che fa la sua apparizione. Ora possiamo proseguire. Naturalmente ci fermiamo per i saluti e qualche chiacchiera. Valerio ci racconta con piu’ precisione del nuovo traverso e della possibile prosecuzione. Oggi pero’ non la visiteremo perche’ ha dei lavori da fare lungo il percorso verso il fondo del pozzo parallelo. Lui li chiama “log” ma in pratica deve prendere dati sull’andamento degli strati e dei frammenti di roccia che vuole usare nella sua tesi di laurea. Gli accenno ad un punto interessante che si vede affacciandosi a bordo pozzo sulla a sinistra. L’ho notato poco prima del suo arrivo. Mi conferma che non e’ ancora stato visto. Decidiamo che vale la pena darci un occhio. Maurizio recupera la corda dallo zaino e attrezziamo la partenza. Valerio parte. Una robusta stalagmite sembra fare al caso suo come armo naturale. Preparo svelto un anello di corda e lo passo a Valerio che lo sistema. Gia’ cosi’, allungandosi verso la possibile prosecuzione, riesce a sbirciare oltre…purtroppo e’ una delusione, dopo la curva c’e’ solo solida roccia. Forse in alto c’e’ un arrivo, ma non sembra interessante e nemmeno umanamente praticabile. Valerio ritorna dove siamo Maurizio ed io mentre finisce di raccontare quel che ha visto. Sono un poco deluso, mi aspettavo qualcosa di meglio. Valerio mi invita ad andare a vedere con i miei occhi e visto che la curiosita’ mi e’ rimasta, mi decido e vado. Arrivato in fondo al traverso improvvisato, mi allungo e guardo. In effetti e’ come lo ha descritto Valerio. Chiude senza speranza. Rientro alla base disarmando il traversetto. Ora possiamo proseguire la discesa.
Vado avanti io. Dopo di me scende Maurizio. Buon ultimo scendera’ Valerio per fare i suoi “log”. Dal fondo del pozzo cerco di riprendere la discesa di Maurizio. Ne scatto alcune cercando di illuminare il pozzo meglio che posso mentre il buon Maurizio prosegue la sua discesa.  Arrivato Maurizio aspettiamo con pazienza la discesa di Valerio che si preannuncia lenta ed inframezzata da frequenti soste, condite da allegri smartellamenti e caduta di sassetti vari. Noi ci mettiamo comodi al riparo, sia dai sassetti che dallo stillicidio. Eccolo finalmente arrivato. Con Maurizio passano una buona mezz’ora a leccare sassi commentandone la maggiore o minore “allapposità”. Io seguo con interesse tutto il procedimento ed alla fine vengo anche coinvolto. Valerio cerca e stacca a martellate un pezzo di calcare “buono” e me lo cede per “l’assaggio”. Mi passa poi un’altro pezzo di roccia per sentire la differenza. In effetti il secondo pezzo di roccia lascia sulla lingua una sorta di “sabbietta” che il calcare non lascia.  Dopo questa rapida quanto interessante lezione pratica su come saggiare, ed assaggiare le rocce, decidiamo di proseguire. C’e’ da passare la strettoia e questa sara’ la prima volta che Maurizio si cimenta con essa.
Il passaggio, come gli spieghiamo, non e’ cosi’ difficile come sembra a vederlo. Riprendiamo la formazione di marcia. Di nuovo vado avanti io, quindi Maurizio ed ultimo Valerio che deve continuare i suoi log. Scivolo nella prima parte verticale strettoia fino a restare in piedi. Mando poi avanti le gambe restando seduto. Mi poggio su un fianco pronto a tirarmi avanti. Ripeto il procedimento per mostrarlo meglio a Maurizio poi proseguo. Mi tiro avanti circa un metro e sono gia’ alla partenza del pozzo successivo. Maurizio mi segue senza difficolta’. Inizio a scendere il pozzo per fargli spazio. Mi fermo subito sotto per fare qualche foto. La prima e’ verso l’alto sfruttando la luce di Maurizio.    Il pozzo continua sotto di me, pero’ non arriveremo al fondo, la nostra destinazione prevede di traversare lungo la parete di sinistra fino ad arrivare ad un finestrone dove infilarsi. Arrivo al finestrone, urlo la libera ed inizio con le foto. Ecco Maurizio, sia in versione “ombrosa”…. ….che in posa piu’ luminosa. Luminoso si, ma ora si esagera! Eccolo mentre e’ impegnato con la traversata aerea. Arriva sano e salvo nella piccola sala dove lo attendo.  Come sempre dobbiamo aspettare Valerio. Maurizio si gode il suo sigaro, per fortuna l’aria circola in maniera che il “profumo” del toscanello non arrivi fino a me.
Valerio inizia a rumoreggiare sopra di noi, ci mettiamo in finestra ad osservare il suo arrivo. Le simpatiche forme che si trovano spesso sulle pareti della grotta.  Valerio, scendendo, rimane incuriosito da una spaccatura nostra dirimpettaia e decide di darci un occhio. E’ abbastanza fuori dalla verticale della grotta, quindi deve faticare un poco per raggiungere la spaccatura e rimanerci. Ad un primo esame sembra interessante ma per vedere bene c’e’ da sistemarsi meglio ed allargare un pelino. Scende da noi per recuperare il materiale necessario.  Il solerte Maurizio gli passa trapano, martello ed altri accessori. E Valerio torna alla spaccatura per finire il lavoro.  Sul piu’ bello il cordino del martello si scioglie quindi deve scendere a recuperarlo. Piccoli inconvenienti.   Mentre Valerio si scalmana con la spaccatura, noi iniziamo a sentire freddo. Quando decreta che non ci sono prosecuzioni possibili da quel lato, il buon Maurizio raccoglie le sue cose ed inizia a scendere il pozzo successivo. E’ la prima volta che scende qua ed e’ curioso di vedere come prosegue la grotta.   Mi affaccio anche io per documentare la sua discesa. Nel frattempo Valerio disarma l’attacco messo per aiutarsi nel passaggio ed inizia a raggiungermi.  Ritorno da Maurizio. E’ al frazionamento intermedio e urla la libera per il primo tratto. Lo seguo svelto, ora come ora anche a me non dispiace riprendere un poco il movimento. Al frazionamento avverto a mia volta Valerio che puo’ impegnare la corda. Arriva in un lampo. In fondo al pozzo ci attende un’altra piccola strettoia. Anche questa e’ poco piu’ di una formalita’, la spieghiamo a Maurizio prima di passarla.  La passiamo tutti velocemente, e’ veramente semplice e breve. Subito dopo siamo in un tratto di grotta in cui il “soffitto” si perde nel buio. Nemmeno le nostre moderne e potentissime lampade riescono a raggiungere la fine del buio che abbiamo sopra. E’ stata fatta una risalita, la corda che penzola dall’alto lo testimonia, ma c’e’ ancora da lavorarci. Oggi pero’ non lo faremo. Siamo qua per lavorare ad una spaccatura laterale, il “faglione” la chiama Valerio. Ci mettiamo comodi, sistemiamo i materiali che ci servono ed iniziamo a lavorarci. Durante il lavoro lascio a riposare la fotocamera, la riprendo verso la fine approfittando subito per un bel selfie di gruppo. Il nostro lavoro ci permette di avanzare un poco ed aggirare il solito ostacolo che prima non permetteva di vedere avanti. Al momento di tornare verso casa rientro nel cunicolo per fare una foto. Devo dire che purtroppo il guardare avanti non permette facili entusiasmi ma Valerio e’ fiducioso e gia’ pensa alla prossima sessione di scavi per andare a sbirciare ancora piu’ avanti.  Riprendiamo le nostre cose, ricomponiamo gli zaini, indossiamo gli imbraghi e ripartiamo. La strettoia e’ oramai una cosa da nulla. Valerio ha un appuntamento e deve uscire prima possibile. Lo lasciamo andare per primo ed in un lampo scompare alla nostra vista. Dopo Valerio salgo io  e poi aspetto il buon Maurizio, che non si fa attendere. Il pozzo successivo e’ quello che prelude alla strettoia “seria”. Lo salgo e poi aspetto di nuovo Maurizio approfittando della sua luce  per fare una foto al pozzo. Quando Maurizio mi raggiunge mi infilo nella strettoia e la passo con il solito contorno di sbuffi e sospiri con cui condisco le mie fatiche. Torno un attimo indietro per recuperare lo zaino di Maurizio poi mi metto comodo per riprendere nei dettagli il suo passaggio. Eccolo alla partenza. Poche strusciate ed e’ gia’ a meta’ strada. Ora deve solo trovare gli appigli per mettersi seduto e poi potra’ tirarsi su in piedi ed uscire vittorioso.  E’ fatta! Mentre riprende fiato utilizzo la sua mano come riferimento per fotografare quelli che sembrano scallops. Dopo il meritato momento di riposo, riprendiamo la salita. La cosa bella e’ che manca solo un pozzo per essere praticamente fuori, il butto e’ che e’ il pozzo piu’ lungo! Parto di nuovo per primo e pedalando pedalando arrivo in cima.   Mentre aspetto Maurizio mi metto a sistemare la corda che abbiamo usato per il traverso infruttuoso, sistemo tutto nello zaino e poi cerco un posto comodo, e possibilmente asciutto dove aspettare. Trovo da sedermi comodo, ma sull’asciutto c’e’ molto da ridire. Mi consolo cercando di scattare qualche foto.  Ecco finalmente la luce del mio amico che fa capolino. Ed ecco Maurizio in tutta la sua magnificenza! Visto che non ho altro da fare imperverso su di lui con abbondanti foto. Ecco l’arrivo al frazionamento che conclude la lunga salita. Mi sposto dal bordo del pozzo per dare modo a Maurizio di raggiungermi. Quando siamo insieme rivolgo le mie attenzioni alla concrezioni in attesa che Maurizio riprenda fiato. Una traslucida attira in particolare la mia attenzione. Maurizio e’ pronto a rimettersi in cammino. Facciamo svelti gli ultimi metri che ci separano dall’uscita. Fuori e’ ancora giorno, non fa caldo e nemmeno freddo.   Ecco il nostro prode esploratore, nonche’ mia vittima designata per le foto di questa uscita, mentre torna alla luce.  Una ultima sistemata alle nostre cose e siamo pronti per tornare verso casa. Arriviamo che la sera inizia a scendere. …e mentre ci cambiamo diventa decisamente buio. Impacchetto alla meno peggio tutte le cose infangate che portero’ a casa per la gioia di Betti e poi saluto  Maurizio lasciandolo a sistemare la sue.Una nuova divertente uscita in questa grotta che speriamo non smetta di regalarci sorprese. Alla prossima.

 

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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