Cretarossa -29/06/2017

Una scampagnata tra amici in zona Cretarossa, con Maurizio, Giuseppe, Gabriele ed io.

Aspettando ora di pranzo siamo andati a scavare alla grotta “piccola Cretarossa”, per gli amici la “cretina rossa”. Preso dalla nostalgia ho anche sceso in parte il primo pozzo di Cretarossa. Questo per dirvi in breve della nostra giornata. Ma non vi preoccupate, ora vi racconto per benino…Partiamo da Roma verso le 9.30, siamo il solito trio, Giuseppe, Gabriele ed io con la inossidabile meriva di Gabriele. Dopo una sosta a Monte Livata per prendere l’acqua arriviamo allo spiazzo vicino le grotte. Abbiamo sentito Maurizio, ci raggiungera’ direttamente qua. Prendiamo i materiali e ci dirigiamo subito alla “piccola Cretarossa” per proseguire gli scavi iniziati tempo fa. Eccola, cosi’ ben protetta dai rami che quasi non si vede. Tentativo di selfie. Arriva Maurizio. Gabriele ha appena terminato di sistemare la corda per scendere e per poi recuperare terra e sassi. Giuseppe intanto e’ gia’ pronto per dare inizio ai lavori. Visto che alla “cretina” di spazio non ce n’e’ molto decido per una breve visita a Cretarossa, sono anni che non ci scendo, oggi mi sembra la giornata giusta. Maurizio mi accompagna. Arrivati alla grotta lo coinvolgo nel tentativo di sistemare la corda in maniera differente dall’armo classico. Proviamo a fare un deviatore sfruttando gli alberi di fronte a quelli di partenza. La cosa si presenta bene, ma poi risulta complicato iniziare la discesa. E’ un esperimento divertente ma forse non vale la pena. Comunque, visto che oramai il deviatore e’ li’, lo sfrutto e scendo. Maurizio documenta la discesa. E’ il momento di accendere la luce sul casco. Ma…vedo bene? La corda non arriva. Quella che Gabriele mi aveva dato come da 40m, penso sia piu’ corta. Eh si, manca un bel pezzo per arrivare alla base del pozzo. Dovrei tornare su, smontare tutto, recuperare la corda utilizzata per il rinvio e armare “classico”. Approfitto per verificare i fix presenti. Devo liberarli da robe vegetali marce e pezzi di plastica attorcigliati sul fusto del fix, Uso la chiave per vedere che dicono i dadi. Dopo la pulizia e la smossa ai dadi ora sembrano di nuovo dei fix pronti a fare il proprio lavoro. Per oggi pero’ li lascio tranquilli. Il tempo per la gita e’ finito, dobbiamo tornare ad aiutare i nostri amici con la “cretina”. Urlo a Maurizio che risalgo ed inizio a farlo. Una volta fuori smontiamo tutto, rifacciamo le corde, ricomponiamo la catena di attacchi gentilmente prestata da Gabriele, mettiamo il tutto nello zaino e torniamo alla base. Quando arriviamo i nostri 2 scavatori sono dentro intenti ad operare. Dopo avere valutato se mi andasse di infangare irrimediabilmente la tuta, mi butto dentro anche io. Mi calo nel buco, a circa 2 metri c’e’ un masso incastrato che e’ un comodo appoggio per spezzare in due la discesa. Lo uso. Mi prende quasi un colpo quando, spostandomi di lato, lo sento muoversi. Contando che pesa almeno un centinaio di chili e che sotto ci sono i miei amici, lo spavento e’ spiegabile. Per fortuna succede nulla. Continuo a scendere l’ulteriore metro che mi separa da loro. Li avverto che il sassone si muove e consiglio di toglierlo al piu’ presto. Oggi non abbiamo materiali adatti ma la prossima volta si verra’ attrezzati alla bisogna. Dopo averli raggiunti cerco di dare una mano, stanno allargando in fondo dove sembra esserci una prosecuzione. Vado a scavare un poco anche io. Grazie al supposto di Maurizio che dall’esterno recupera i secchi di terra e sassi, alla fine liberiamo abbastanza perche’ Giuseppe possa dare una occhiata. Io ho “tastato” con i piedi e sembra che piu’ avanti si allarghi. Giuseppe si infila di testa con un poco di contorsioni pero’ non avanza molto. Il suo responso non lascia speranze. Dopo un paio di metri l’ambiente che vede chiude inesorabilmente. Decidiamo di non darci ancora per vinti, magari sotto di noi, togliendo il tappo di terra la grotta continua. Saggio lo strato di terra con il piede di porco. Sprofonda per tutta la sua lunghezza. Ci sara’ tanto lavoro per verificare la nostra ipotesi. Scaviamo ancora una mezz’ora poi decidiamo che si e’ fatta ora di pranzo. Dobbiamo andare. Usciamo. Prima vado io, Gabriele e Giuseppe riempiono ancora un paio di secchi di terra poi mi seguono. Ecco Gabriele che esce. Buon ultimo Giuseppe. Ci cambiamo svelti. Sistemiamo le nostre cose e siamo pronti per andare a pranzo. Arriviamo al ristorante che sono le 3 del pomeriggio ma siamo fortunati, ci accolgono senza problemi. Concludiamo cosi’ in allegria questa breve uscita alla “piccola Cretarossa”. Alla prossima.

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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