58° Corso SCR – Catillo – 12/11/2017

Prima uscita del 58° corso SCR. La palestra di roccia al Catillo.

Prima di tutto un saluto agli allievi di questo 58° corso. Abbiamo appena avviato la conoscenza reciproca e la vostra col mondo delle grotte e dei tipi strani che le frequentano. Questo nella speranza che vi appassioniate e nel prossimo futuro anche voi sarete annoverati tra i suddetti tipi strani!

Alle 7.15 Matilde passa a prendermi a casa, l’orario e’ quasi indecente ma le cose da fare sono tante ed e’ meglio arrivare presto. Abbiamo appuntamento generale al capolinea della metro a Rebibbia, dove facciamo colazione. Nel ripartire prendiamo in macchina con noi addirittura Adriano, il Direttore del corso. In sua compagnia ci dirigiamo a Tivoli e quindi allo spiazzo sotto il Catillo dove parcheggiamo di solito in queste occasioni. Pochi minuti e siamo operativi. Adriano si dispera in anticipo fidando nel detto “meglio prevenire che curare”. Si parte per questa avventura che e’ il corso. La breve salita in fila indiana per arrivare alle pareti. Il magnifico panorama che si ammira da qua una foto la merita sempre. Anche un paio di allievi si ferma ad ammirarlo. Che scarpe insolite! Sembra essere a piedi nudi. Il solito prato sassoso dove facciamo campo base. Iniziamo la vestizione. Si tratta di dare ad ogni allievo il set completo di attrezzatura e fare insieme la regolazione di imbrago e cordini. Questo gia’ ci prende quasi un’ora. Al termine della vestizione arriva il momento dello spiegone. Max fa l’introduzione e poi mi lascia la parola per dire qualcosa sugli attrezzi. Per fortuna di tutti la parte di teoria e’ breve, serve per dare un’idea, poi approfondiremo tra poco in parete. Mentre Max conclude faccio un rapido giro di foto. I nostri aspiranti speleo ascoltano con attenzione e pazienza. Adriano, nella sua veste di Direttore del corso se la ride. Sicuramente lo fa per alleggerire la tensione tra gli allievi, ne sa una piu’ del diavolo!  Lo spiegone termina e ci dividiamo in 2 gruppi, il primo con Matilde, Adriano, Max, Claudio e 4 allievi si ferma alle vie vicine al nostro campo base. Il secondo con Stefano, Stefano, Fabio, io ed i restanti 6 allievi andiamo alle vie un poco piu’ distanti. Troviamo gia’ tutto pronto all’uso perche’ il buon Claudio durante lo spiegone ha continuato a sistemare le corde. Arrivati alle pareti di nostra pertinenza iniziamo a vedere nei dettagli cosa serve per la salita su corda. Stefano mostra l’utilizzo di croll e maniglia. Ora con una corda a portata di mano l’utilizzo dei bloccanti appare piu’ intuitivo rispetto a quanto detto durante lo spiegone al campo base. Stefano ci mostra una breve risalita poi lo convinco a tribolare un po’ per sistemare un frazionamento basso per mostrare come si passa questo salvifico ostacolo. Mentre Stefano spiega, c’e’ Stefano che ascolta! La menzione del frazionamento porta ad un fioccare di domande circa la funzione e l’utilita’ di quest’ultimo. Cerchiamo di rispondere a tutti senza approfondire troppo, sono gia’ tante le nozioni che forniremo oggi.Chi e’ quello speleo baciato dal sole?!? Ma e’ Claudio che continua a sistemare corde per facilitarci il lavoro. Dopo avere mostrato ai nostri corsari come si sale sui bloccanti, Stefano continua la salita fino a su e si ferma la’. Aspettera’ i nostri allievi per far loro terminare la salita in sicurezza. Nel frattempo ha preso la parola Fabio. E’ il momento di insegnare ai nostri impavidi allievi un esercizio basilare per la salita. Quello di restare in piedi sul pedale. All’uopo Fabio sistema un pedale su un attacco basso e fa provare l’esercizio a tutti i corsari. Naturalmente sempre curando che il tutto si svolga in sicurezza. Alle pareti di nostra pertinenza abbiamo 3 vie attrezzate. Ci farebbe comodo avere anche una corda “di servizio” per meglio seguire gli allievi. Mentre Fabio prosegue con l’indottrinamento “pedalico”, faccio un salto al campo base per vedere se abbiamo una corda in piu’. Passando saluto l’altro gruppo. Sono tutti impegnatissimi.
Anche qua i nostri corsari si stanno facendo valere.La ricerca di una corda in piu’ fallisce miseramente. Ritorno al mio gruppo con le pive nel sacco. L’attivita’ ferve. Ora alcuni dei nostri eroici allievi si stanno cimentando con la discesa. Cercando una soluzione, mi ricordo della via, l’ultima armata da Claudio. Non la stiamo utilizzando e difficilmente lo faremo perche’ e’ troppo lontana rispetto a queste dove siamo ora. Prendo la decisione, la smontero’.Vado a raggiungerla dal basso e la disarmo mentre salgo. Al terzo frazionamento sono all’altezza dell’arrivo delle altre vie. Di corda ce n’e’ parecchia quindi devo solo spostarmi di lato facendo un traverso posticcio per poi passare la corda a Stefano in maniera che possa armare la partenza della corda di servizio. Quando lui ha finito anche io faccio la mia parte sistemando un frazionamento. Lavoro finito. Ora abbiamo anche la corda di servizio. Mi ci metto comodo per seguire chi passa per i frazionamenti.Sotto la fila si e’ assottigliata, c’e’ chi riposa e chi parte per una nuova salita.La nostra discesista prosegue nella discesa, appunto.E’ molto presa e non riesco proprio ad attirare la sua attenzione per una foto con sorriso, meglio non disturbarla oltre, avremo altre occasioni.Un attimo di pausa per girarmi ad ammirare il panorama. Ancora si nota poco ma numerose nuvole si stanno avvicinando minacciose.Le discese proseguono a buon ritmo. Chi arriva sotto si riposa qualche secondo e poi e’ pronto per ritentare con la salita. Un gruppetto di infaticabili.Chi sale, chi scende, le corde sono sempre impegnate. Son soddisfazioni anche queste!Gli Stefano sono ancora su in cima a fare accoglienza a chi arriva.Ecco Stefano messo comodo e parzialmente mimetizzato dalle fresche fratte.Una foto a Fabio non poteva mancare. Ha gestito tutte le partenze dal basso mentre io sono stato quasi sempre su corda quindi non ho avuto molte occasioni di riprenderlo. Rimedio ora.A ora di pranzo facciamo pausa tornando al campo base. Quando arrivo trovo anche il celeberrimo “signore anziano nonno Giorgio”. Faccio appena a tempo a salutarlo che gia’ annuncia di essersi stufato di stare fermo qui. Non ho la prontezza di spirito di inquadrarlo subito con la fotocamera cosi’ quando mi distraggo un attimo si allontana velocissimamemente, addirittura non riesco nemmeno a dargli un saluto di commiato. Mi rassegno, non sarebbe lui se non facesse cosi’! Passato il ciclone Giorgio riporto la mia attenzione su quel che mi succede attorno. In teoria io avrei gia’ mangiato. Mentre ero appeso in parete, tra un frazionamento e l’altro, ho allegramente sgranocchiato una intera tavoletta di cioccolato. Quando pero’ Matilde tira fuori un contenitore con dell’ottimo hummus fatto con le sue manine, non riesco proprio a tirarmi indietro. Requisiamo dei cracker in giro e ne ricaviamo delle gustose tartine. Finito il lauto spuntino riprendiamo le attivita’ speleo facendo il “cambio campo”. Il nostro gruppo nel pomeriggio occupera’ le vie vicino al campo base. L’altro gruppo si spostera’ dove noi abbiamo passato la mattinata. Stefano sale subito a prendere posizione all’arrivo di una delle vie.Fabio si occupa dell’altra via.Il frazionamento di arrivo della via dov’e’ Stefano e’ un poco ostico. Salgo sulla via parallela appositamente predisposta per dare manforte.Sembra stia ammirando il paesaggio ma e’ solo una impressione, in verita’ sta cercando una via di fuga alternativa al passaggio del frazionamento.E’ sempre lei, ha messo il cappuccio, ma non e’ per non farsi riconoscere! Purtroppo per il pomeriggio il clima pazzerello ci ha riservato tempo da lupi. Pioggerellina fastidiosa e vento freddo, quindi e’ un vero piacere stare bloccati ad un frazionamento antipatico per un quarto d’ora.Sotto di noi Stefano, quello piu’ alto, da’ assistenza a chi parte per una nuova salita avventurosa.Dal lato opposto Fabio governa la situazione con polso fermo e maestria.Finalmente un bel sorriso! Ci voleva proprio. E vale anche doppio perche’ e’ sul frazionamento nominato “incubo del corsaro”.Scendo qualche minuto a riposare le reni. Parlando con Stefano ci viene in mente che sarebbe simpatico sistemare anche un breve traverso. Abbiamo la corda abbiamo gli attacchi, ci manca solo un fix a parete per poter completare il lavoro. Faccio un salto al campo base a rimediare il trapano, torno indietro ed in pochi minuti abbiamo sistemato tutto.Faccio una corsa a riporre il trapano mentre la pioggia diventa sempre piu’ insistente e fastidiosa.I nostri impavidi corsari non si intimoriscono per cosi’ poco. Un paio di gocce non le notano nemmeno. Meglio cimentarsi con una discesa ardita, una di quelle che fanno tremare le ginocchia.Sotto vedo fioccare mantelle ed ombrelli, qualcosa vorra’ dire. Una pervicace lama di vento mi ghiaccia tutto il lato destro del corpo.La situazione inizia a farsi spiacevole, i nostri allievi oramai sono satolli di avventura e poi, diciamolo, si impietosiscono vedendoci tremanti e fradici come pulcini. Alla fine acconsentono ad abbandonare il campo. Stefano inizia a disarmare la parte in basso.L’altro gruppo intanto ha gia’ tolto tutte le corde e si e’ radunato al campo base, li fotografo con un poco di invidia.Stefano afferma: “Quando l’acqua inizia a gocciolarti dal bordo del casco e’ proprio l’ora di andarsene”. Non ho proprio modo di dire o pensare qualcosa di diverso. Recuperiamo svelti le corde dall’alto terminando il disarmo delle 2 vie. Fabio nel frattempo si occupa della “sua”. Quando scendiamo anche noi al campo base oramai sono tutti pronti a partire. Pochi minuti per disfarci dell’imbrago e partiamo tutti in fila indiana verso le macchine. Dopo aver gustato il confortevole abbraccio dei vestiti asciutti cerco di radunare tutti per una foto di gruppo. Non ci riesco in pieno, ma parecchi li catturo. Con la seconda convocazione va ancora un poco meglio.Chi e’ rimasto fuori magari sperava di salvarsi, ma lo catturo subito dopo.Per scendere a Tivoli e andare a prendere un “checcosa” tutti assieme, vado in macchina con Claudio che e’ solo soletto. Lascio, o meglio dimentico, la fotocamera in macchina di Matilde. Quando la recupero la trovo tutta impressionata da un selfie agitato.Al bar ci rifocilliamo ognuno a modo suo, chi con una tisana, chi con una birra. Qualche chiacchiera sulla giornata passata fa da contorno. Passata cosi’ piacevolmente un’oretta circa lasciamo il bar per riprendere la strada di casa dandoci appuntamento per la settimana prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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