Scalelle – 25/03/2018

A Scalelle per terminare il rilievo con Luca, Giuseppe e Gabriele.

Saremmo dovuti andare a Carpineto per raggiungere il fondo dell’Ouso di Salvatore, pero’ e’ qualche giorno che ho dolore ad un ginocchio ed in piu’ mancano Vins, Matilde e Leandro che avrei piacere partecipassero. Sommando tutto chiedo ai miei amici se sono disponibili a fare qualcosa di meno impegnativo. Acconsentono di buon grado. La nostra scelta cade su Scalelle, e’ abbastanza semplice anche per il mio ginocchio e poi cosi’ potro’ terminare il rilievo. Avvertiamo Luca il quale conferma che si unira’ a noi anche se per lui, che abita a Segni, arrivare a Subiaco e’ certamente meno comodo che andare a Carpineto.

La mattina Giuseppe, Gabriele ed io ci troviamo alla piazza di Subiaco per incontrarci con Luca.Il tempo di scendere dalla macchina e gia’ Luca ci chiama per avvertire che e’ arrivato. Lo vedo alla piazza e faccio per andargli incontro e salutarlo. Mi accorgo pero’ che non guarda verso di me, ha puntato deciso verso Gabriele. Non mi ha riconosciuto! In effetti proprio ieri sera mi sono tagliato la barba, lunga di circa un anno. Ho cambiato un poco fisionomia e Luca, che mi ha sempre visto col barbone, giustamente ha puntato altrove la sua attenzione. Una volta che mi sono presentato di nuovo, finalmente mi riconosce e possiamo andare a prendere prima il caffe’ al bar e poi un panino per pranzo al supermercato. Terminato con quanto necessario a garantirci la sopravvivenza, andiamo fino allo spiazzo dove e’ sita la grotta. Decidiamo di non entrare subito, Luca non e’ stato da queste parti molte altre volte quindi prima andremo a fare un giro all’Inferniglio per mostrarglielo. Se la troviamo, dobbiamo anche rivedere l’ingresso di un’altra grotta. Con questo programma di massima ci stipiamo tutti in macchina con Luca e partiamo.Ecco l’ingresso dell’Inferniglio. Inizia a riprendere le caratteristiche che sono abituato a vedere. L’ultima volta che siamo stati qua era in piena “morbida” e qua davanti c’era un torrentello niente male.Entriamo a guardare il livello dell’acqua, non mi sembra altissima.Fa impressione pensare a quando l’acqua e’ talmente abbondante da superare questo dislivello e uscire all’esterno.Salutiamo l’Inferniglio e torniamo indietro verso la macchina, abbiamo in mente di cercare l’ingresso di un’altra grotta.Non c’e’ bisogno di prendere la macchina, l’ingresso dovrebbe essere poco lontano. Mentre ci avviciniamo a piedi, trovo un buco in parete. Da lontano sembra interessante, vale la pena salire a dare uno sguardo da vicino. Visto che ho il ginocchio sinistro dolorante, non mi fido a salire, Giuseppe si presta volentieri a sostituirmi. Ritorna con un nulla di fatto, era interessante solo da lontano.Eccoci all’arrivo d’acqua che indica la grotta che stiamo cercando. Gabriele decreta che si chiama “il Sogno”. Ancora una volta e’ Giuseppe a partire per la selva oscura a cercare l’ingresso. Dopo qualche titubanza anche Luca lo segue.Gabriele ed io rimaniamo in attesa di loro nuove. Inganno il tempo con qualche foto ai simpatici fiorellini che punteggiano il lato strada.Peccato non poter salire, dall’acqua che scende sembra essere una simpatica risorgenza.Ecco Gabriele mentre attende.Quando Luca e Giuseppe hanno terminato con successo la loro ricerca, tornano giu’. Ci raccontano che l’ingresso l’hanno trovato, e’ interessante, ma al momento non si puo’ fare di piu’ a causa dell’acqua. Ora possiamo tornare assieme alla macchina per poi dirigerci alla grotta oggetto principale dei nostri interessi odierni. Parcheggiata a modino la macchina di Luca, ci prepariamo. Visto che e’ ora di pranzo, Luca e Gabriele ne approfittano per fare uno spuntino.Dopo aver avuto ben 3 colazioni, non posso dire di aver fame, quindi termino di prepararmi e mi avvio. Strada facendo trovo un sasso, ara’ mica questo il famoso travertino?!?…O magari questo?Non entriamo subito in grotta, c’e’ prima il buco visto la volta scorsa a cui vogliamo dare parte della nostra attenzione. Iniziamo togliendo qualche sasso che intralcia la vista ed il cammino.E’ sempre Giuseppe la nostra punta di diamante. Dopo aver pulito abbastanza cerchiamo di convincerlo a calarsi a faccia avanti per vedere se la “grotta” continua. Purtroppo non si fida di noi nella veste di recuperatori. Dovremmo tirarlo fuori di peso e non vuole provare la nostra efficacia nel farlo. Alla fine decidiamo che per oggi basta cosi’, riprenderemo con lei la prossima volta.Ci muoviamo, ma senza andare ancora alla grotta. Superiamo l’ingresso ed andiamo avanti alla ricerca del possibile secondo ingresso.C’e’ una spaccatura che promette bene, pero’ e’ troppo stretta per provarla.C’e’ un buco piu’ praticabile poco lontano, Giuseppe si inoltra a dare uno sguardo.Si presenta bene, ma il responso di Giuseppe non e’ confortante. Sembra chiudere dopo pochi metri.Luca e Gabriele nel frattempo sono arrivati ad un ampio sgrottamento e lo stanno osservando.Mi affaccio a guardare dentro, simpatico!Da un lato c’e’ da risalire un camino nel “cardellino”, il famoso travertino locale che sembra una composizione vegetale pietrificata.Salgo pian pianino a vedere pure io, la breve camminata mi ha scaldato i muscoli ed il ginocchio sembra rispondere meglio.Purtroppo oltre a dei begli angoli di cardellino non sembrano esserci punti praticabili.Giuseppe desiste dalla ricerca ed inizia a scendere.Io rimango ancora qualche minuto per alcune foto.Sopra di me un angolo interessante ma senza sviluppi.Ancora cardellino, e’ bello a vedersi ma non si presta molto per foto “veloci”.Ma io, testardo, continuo a provarci.Giuseppe mi aspetta per vedere che io riesca ad uscire senza scapicollarmi.Lo sgrottamento visto da dentro.Dopo questa ultima visita ci rimane altro che andare finalmente alla nostra grotta.Mentre Giuseppe e Luca armeggiano per sistemare le corde io scendo fino alla prima sala. Voglio vederne il fondo, me lo ero riproposto anche la volta scorsa ma poi mi ero dimenticato. Rimediero’ oggi. Passo accanto al pozzetto e vado piu’ avanti, tra i sassi sconnessi. Il fondo della sala non riserva particolari sorprese. Tornando indietro verso il pozzetto pero’ c’e’ un buco che sembra interessante. Devo sistemare qualche sasso ma poi sembra decisamente percorribile. Scendo. Mi ritrovo praticamente a meta’ del pozzetto, come altezza; ad un paio di metri di distanza da lui. Verso la parte superiore del pozzetto non posso vedere poiche’ c’e’ della roccia a separarci ma sento distintamente i miei amici che sistemano l’armo. Girandomi, sono sulla spaccatura principale della grotta, in opposizione la percorro facilmente. Pochi metri e sono alla saletta intermedia, quella con l’enorme stalattite, o colonna, crollata.Cerco il passaggio basso fatto la volta scorsa al ritorno. Mi costerebbe nulla arrivare alla sommita’ della sala, girare sulla destra, calarmi per lo scivolo e quindi strisciare sulla sinistra. Pero’ mi incaponisco a cercare il passaggio diretto. Esploro diverse possibilita’ ma non sono percorribili. Sto per arrendermi quando finalmente ricordo, non devo cercare il passaggio in basso, devo prima arrampicare un diaframma di roccia, scendere e quindi strisciare dritto. Prima di infilarmi nello stretto trovo un pipistrello. Il poveretto e’ stato poco accorto, una goccia d’acqua lo colpisce con fredda regolarita’. Lo fotografo velocemente prima di andare oltre.Dopo aver strisciato qualche metro scendo nella piccola sala dove ci fermammo la volta scorsa con Gabriele. Davanti a me c’e’ il passaggio stretto dove si e’ incastrata Matilde e dove non penso nemmeno di provare a passare. Sopra al passaggio sale la spaccatura di cui voglio prendere i punti per il rilievo.Mi sistemo comodo e preparo il DistoX ed il palmare con TopoDroid. Tendo l’orecchio per sentire se qualcuno mi stia raggiugendo, lancio anche un urlo che rimane senza risposta. Penso che, visto che Luca non conosce la grotta, probabilmente stanno visitandola tutti assieme. Andro’ da solo. Forse non e’ un male, visti gli ambienti stretti. Sistemo tutto l’armamentario attaccato al collo con un cinghietto. Il pennarello per i punti ed il pennino per il palmare li tengo nel taschino. Cosi’ addobbato ricerco l’ultimo caposaldo utile preso nella saletta la volta scorsa ed inizio. Il primo punto nuovo lo prendo all’inizio della piccola e stretta risalita che mi portera’ nella saletta successiva.La chiamo saletta ma e’ proprio “etta”. La base e’ formata da sassolini di fiume, di quelli tutti tondi, e rena. Alcune concrezioni si poggiano su questa labile base. Davanti a me c’e’ un’altra piccola sala, senza prosecuzioni. Alla destra di lei la grotta prosegue. Con calma prendo i punti che mi servono e li riporto su Topodroid.Nel piccolo ambiente successivo trovo un piccolo ospite, abbasso l’intensita’ della luce, gli faccio una foto e faccio svelto quel che devo fare per proseguire col rilievo.Il passaggio successivo e’ un poco articolato, soprattutto con tutta la roba che mi penzola dal collo. Dopo qualche contorcimento e molti sbuffi riesco a passare indenne. Sono nell’ambiente dove sentivo l’aria la volta scorsa. Mi fermo a “sentire”. Anche oggi l’aria mi arriva in faccia dalla mia sinistra. Prendo i punti verso quella direzione. Ne “sparo” un ultimo alla cieca nella direzione dove arriva l’aria, e’ una spaccatura troppo stretta per me e, credo, per qualsiasi umano. Girandomi per tornare indietro mi trovo a prestare attenzione al cunicolo che scende sotto di me. Mi pare che in fondo vada a stringere e la sensazione e’ che vada a collegarsi con il famoso punto stretto dove si e’ incastrata Matilde. Non ci penso nemmeno ad infilarmici. Prendo anche qua un punto alla “cieca” e poi dedico qualche minuto a riportare tutto sul Topodroid.Rilievo finito. Ripongo le mie cose alla meno peggio stipandole dentro la tuta e me ne torno indietro facendo foto. La colonna con i piedi fragili in breccia di fiume.Una piuma! Come caspita ci sara’ mai arrivata?Ancora breccia di fiume.Un particolare della colonna di prima.Una roccia a forma di cuore si conquista il diritto ad una foto anche se e’ in un punto molto scomodo.Alcune ossa, anche queste non saprei proprio come possano esserci arrivate sin qui.Arrivando alla saletta dove ho ripreso il rilievo, sento finalmente delle voci. Sono i miei amici. Sono alla saletta avanti, quella della colonna crollata. Vado a raggiungerli.Ci fermiamo qua alcuni minuti ad ammirare e commentare le meraviglie del cardellino.Intanto io imperverso con la fotocamera.Giuseppe illuminato d’immenso.Ecco il celeberrimo cardellino, o almeno quello che io ho deciso essere il cardellino!Qualche particolare.La sosta la terminiamo quando lo stillicidio inizia a venirci a noia e a darci un poco di freddo. Svelti riprendiamo il cammino verso l’uscita. Io percorro la frattura a mezza altezza e riesco a riprendere la via fatta all’andata. Mi evito cosi’ la risalita su corda. In pochi minuti sono fuori e mi metto in attesa dei miei amici.Ecco Luca.Lo seguo documentando la sua uscita secondo per secondo.Arriva anche Gabriele. Su mia esplicita richiesta simula uno sforzo sovraumano mentre gli scatto la foto.Giuseppe e’ troppo veloce, non riesco a riprenderlo mentre esce.Prima di lasciare la grotta facciamo un’ultima cosa. Riprendo tutto l’armamentario da rilievo e, con l’aiuto di Gabriele, faccio la poligonale esterna per tentare di individuare il punto della probabile uscita della grotta. Alla fine concludiamo che deve essere proprio la promettente spaccatura che abbiamo visto prima di entrare. Non penso che nessuno mai andra’ ad allargare il secondo ingresso, pero’ e’ ugualmente una scoperta simpatica.

Dopo la grotta torniamo alle macchine e ci cambiamo. E’ presto per la cena, passiamo alla sede per presentarla a Luca. Ne approfitto per fare una foto ad un brano, di non so chi (anche se le iniziali G.B. mi fanno pensare al compianto Giovanni), che ben descrive il corretto atteggiamento da tenere in grotta durante l’esplorazione.Della cena e del ritorno, come al solito tralascio di dirvi. Sono a coronamento di una bella giornata. Alla prossima.

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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