Mora Zinna -Palestra – 06/01/2019

Alla palestra di roccia di Mora Zinna per fare un poco di esercizio dopo le feste.

Ho ancora una volta il piacere di ospitare la relazione di Angelica, che vi presento, qua, insieme a Valentina, la sua inseparabile amica di frazionamento! 

Ed ora la sua bella relazione.

Palestra di roccia
6 Gennaio 2018

Come deciso da assemblea neroniana è stata stabilita una piccola palestra di roccia per le nuove leve e per coloro che in grotta per motivi lavorativi o personali non possono essere costanti nelle uscite esplorative e hanno bisogno sempre di ricordare qualche passaggio. È un’ottima opportunità per esercitarsi e avere il tempo giusto per fare domande sui propri dubbi, cosa che spesso in grotta non accade date le dinamiche speleologiche. In realtà è anche un buon motivo per socializzare e farsi conoscere meglio dallo Shaka, qui non c’è timore di esporre le proprie paure in ambito speleo. Una volta Elia durante una camminata disse una cosa che mi rimase impressa “non è importante dove vai ma con chi vai”.
Poche chiacchere. Chi siamo? Un sacco di gente…
In un primo momento Elia che ci viene a salutare di sorpresa, io, Valentina, Eirene (alla greca), Bibbo, Gabriele, Linda, Maurizio e Giancarlo. Nel primo pomeriggio ci raggiungono Nerone, Erminio, Francesca e anche un fotografo di passaggio con il quale Gabriele intraprende subito una public relation, come di sua attitudine, ovviamente.
L’obiettivo del giorno è raggiungere la località Mora delle zinne (tutti hanno parlato di questi promontori ma io sinceramente non li ho notati) appena subito dopo la villa di Nerone (non è ju presidè) il che percorrendo quella strada mi è tornato alla mente il percorso per Mora Gallina tanto che con lo sguardo la cerco in alto tra le pareti rocciose simbruiniche, in un momento ammetto che sarei voluta arrivare li su a meditare dentro il riparone e vedere i palestrati dall’alto.
Mora delle zinne è una parete non molto alta, massimo 13 metri di modestia ma per tutto quello che abbiamo fatto 13 metri di altezza neanche servivano: come prima cosa lezione di nodi, un otto, otto inseguito e per ora è tutto quello che ci serve. In seguito ci prepariamo ad armare, dopodiché io, Vale, Eirene e Linda ci caliamo giù e da qui comincia l’effettiva esercitazione della giornata; Bibbo in tutto questo è fantastico perché fa scuola a tre persone contemporaneamente con la massima tranquillità senza scocciature nel volto, al contrario vedo un gran bel sorriso nei suoi occhi, io credo che vedere crescere chi ha voglia di imparare lo renda ancora più appagato; è paziente e ci lascia fare da sole dandoci la fiducia che ogni allievo ha il diritto di ricevere e in effetti la giornata non è andata male in questa maniera. Eirene avrà fatto in totale 200 metri di pozzo, ad un certo momento l’ho vista con il trapano…in gamba la ragazza! Vale ha armato perfettamente di fatto sono scesa nel suo armo senza alcun problema, Linda anche ha fatto esercitazione, si è sgranchita le gambe, povera… la vita da cantiere a lungo tempo non è salutare, la palestra sì. Io ho avuto paura di scendere in un ambiente all’aperto, mi sono cimentata e ho imparato tanto, finché non sono meandri va tutto bene.
La cosa che mi blocca è il freddo che entra nelle ossa e mi rende a tratti musona e pensierosa ma loro ormai hanno capito il pollo, c’è stato un momento in cui Bibbo e Maurizio mi hanno praticamente presa di forza e infilata nel fuoco, a momenti le scarpe si scioglievano ma non importa, mangio qualcosa e riparto più carica.
Gabriele ha un consiglio per tutto, piccole cose ma fondamentali. Non si dà mai per sconfitto, dopo il suo incidente l’ho visto riprendere confidenza con le corde con un po’ di fatica ma con tanta motivazione, Bibbo però dice che con il passamontagna non sembra un soggetto affidabile e tra una calata e l’altra non posso fare a meno di ridere dei loro duetti fantozziani.
Nel primo pomeriggio arriva Nerone, in silenzio ci osserva tutte dal basso con quelle espressioni piene di soddisfazioni e di fierezza, una pacca sulla spalla un bel sorriso e lui fa capire tutto.
Ce ne andiamo tutti via una volta che il sole viene a calare, si fosse degnato di riscaldare ogni tanto la parete. È stato bello però il momento in cui a metà roccia decido di fare una chiave completa e godermi la maestosità dei simbruini che a tratti si colorano di rosa e si accompagnano con un lontano e dolce fruscio d’acqua, l’Aniene.
Per concludere al meglio ormai è di abitudine fermarsi a mangiare le fettuccine che Bibbo tanto gradisce ma senza osare mai la scarpetta, tranne questa volta perché dice che è stata inserita ormai in tutti i galatei del mondo.
Il viaggio verso Roma si fa comico, Gabri ha la nuova macchina super accessoriata, Bibbo dice che è come una donna perché tiene testa al guidatore ma non si capisce bene quello che vuole quindi il guidatore a tratti è perplesso. Di fatto Gabriele ci intrattiene il viaggio con le sue spiegazioni ingegneristiche sulla scelta della macchina, scelte smontate subito da Bibbo che insistentemente gli arriva un’anomala aria gelata sulla faccia il che lo porta a maledire tutti gli ingegneri automobilistici delle Opel.
Alla prossima uscita Shaka Zulu! Pozzo Doli attende e io di certo non me lo perdo…

Angelica

Grazie Angelica, ora e’ il momento di dire la mia, sara’ difficile reggere il confronto, ma questa non e’ una sfida ma vuole essere una occasione per fissare dei bei ricordi, documentare la nostra attivita’ speleologica ed inoltre poterla guardare sotto diversi punti di vista, cosa che riserva sempre belle sorprese.

Come spesso succede, la mattina arriva Gabriele sotto casa mia. Stavolta pero’ e’ una giornata speciale. Ha preso la macchina nuova e questa sara’ la prima uscita ufficiale.Ecco la nuova macchina in tutta la sua magnificenza.Dopo una sosta al parcheggio Metro della Rustica, ci dirigiamo verso Subiaco. La’, sulla piazza, incontriamo altri amici. In attesa che tutti si procurino cibarie nel vicino supermercato, ci godiamo il sole facendo qualche chiacchiera.Eccoci arrivati a Mora Zinna. Stiamo ancora cambiandoci quando arriva Elia per una delle sue improvvise comparse e fulminee ripartenze. E’ arrivato sin qua solo per darci un saluto.Ecco Elia con Gabriele in versione Dorellik.Siamo quasi pronti. Elia prende commiato.Oggi e’ deciso che abbiamo 4 allieve, Almalinda, Angelica, Irene e Valentina. Inizieremo ad insegnare loro i primi rudimenti sull’armo. Poche nozioni sui nodi mentre il gelo ci avvolge nella sua morsa.Vediamo assieme il nodo buono per tutte le occasioni, l’otto, in molte delle sue possibili varianti.Dopo l’infarinatura sui nodi, tutti su in parete per mettere in pratica quanto visto e sentito. Prima di partire pero’ uno sguardo all’acquedotto ci vuole proprio.Provo pure a prendere una foto alla cieca, con scarsi risultati.Pronte? Via! Ecco le nostre prodi armatrici gia’ su corda.Pochi minuti e sono giu’, pronte per altri cimenti.Continuiamo gli esercizi, Angelica e Valentina si scambiano la via armata per provare ognuna il lavoro fatto dall’altra.Almalinda e’ seguita da ben 3 istruttori.Intanto salite, discese ed esercizi con l’attrezzatura si susseguono. Tra l’altro muoversi attenua la sensazione di freddo intenso data dal gelo che ci avvolge.Io seguo i lavori dal basso cercando di dare una mano e facendo foto.Irene decide di cimentarsi con il trapano. Piantera’ il suo primo fix.Almalinda continua a fare la sua parte con l’aiuto di Maurizio e Giancarlo.Anche un fix puo’ dare attimi di felicita’. Ecco Irene ed il suo fixLo mostra con soddisfazione. Bravona!Foto panoramica. Tanta bella gente in parete.Voi non potete saperlo, ma questa e’ una foto, se non storica, almeno memorabile. Gabriele che ritorna a “calcare” le pareti calcaree dopo una lunga assenza. Ben tornato!!!Valentina che passa un frazionamento.Siamo quasi tutti in parete, lo spiazzo picnic e’ praticamente vuoto, troppo freddo a stare fermi.Arriva Nerone, e’ venuto a sorvegliare le nuove leve, lo spiazzo si rianima per i saluti.Mentre butta fumo puzzolente da quella cosa che chiama pipa (sarebbe con 2 “p” ma tralasciamo queste finezze sublacensi!), lancia sguardi pensierosamente soddisfatti alle ragazze che si esercitano in parete.Riesco a distrarlo solo un attimo per una foto.Intanto in parete continua il saliscendi.Maurizio e Giancarlo durante un attimo di pausa.Le nostre ragazze sono infaticabili.Maurizio le segue con la solita pazienza ed attenzione.Nerone, come da tradizione, si dedica al fuoco.Ora le salite sono intervallate da una sosta al fuoco per riscaldare le mani, ma sono passaggi veloci prima di tornare su corda.All’improvviso cala la sera. Il freddo, se possibile, si fa ancora piu’ pungente. Il tepore del fuoco aiuta, ma e’ chiaro che e’ ora di andare. Svelti disarmiamo tutto e torniamo alla civilta’.Dopo aver salutato Nerone a Subiaco, ci dirigiamo compatti e decisi da Cicchetti per prendere qualcosa di caldo in attesa che arrivi ora di cena. Eccoci tutti al bar. Irene ha una espressione stanco-soddisfatta.Cerco di farle un primissimo piano ma ho scodato di togliere il flash, viene pochino sbiancata, ma sempre bella.In attesa delle ordinazioni, si parla della giornata appena passata. Gabriele ha l’aria soddisfatta, Maurizio non esterna, ma sotto il barbone e’ soddisfatto anche lui.Dopo esserci riscaldati a dovere, salutiamo Irene che si ferma ad Agosta e noi proseguiamo per Marano Equo dove Antonia ci aspetta con le fettuccine. Stavolta riesco a distogliermi dal piatto quel tanto che basta per fare una foto all’allegra tavolata.Dopo cena torniamo senza fretta a Roma. L’ultima sosta, per me, prima di arrivare a casa e’ al parcheggio Metro della Rustica dove Gabriele scarica dalla macchina i bagagli di Angelica e Valentina. Una volta sistemato tutto, ognuno nella propria macchina, facciamo un ultimo giro di saluti con Giancarlo e le ragazze, quindi partiamo per arrivare a casa al meritato riposo. Una fredda ma bella giornata, speriamo anche utile ed interessante per le nostre giovani speranze. Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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