Traversata Falvaterra-Pastena – 25/04/2019

A traversare il buio con Francesca, Valentina, Matteo e Filippo. Aline e Gabriele ad attenderci fuori.

Il programma di oggi prevede la traversata in grotta e poi un pranzo tutti assieme al ristorante da Paola. La giornata non inizia nel migliore dei modi. Un incidente ci costringe ad una lunga sosta in autostrada. Tutto il nostro gruppetto si ritrova fermo. L’unico a salvarsi e’ Filippo che decide di uscire prima del blocco.

Prendiamo la cosa con filosofia e inganniamo il tempo sgranocchiando la pastiera napoletana che ho portato come viveri di scorta.

Alla fine, anche se in forte ritardo sulla tabella di marcia, arriviamo tutti sani e salvi al sito delle grotte di Falvaterra. I primi minuti sono tutti dedicati ai saluti.

E tra i salutati non puo’ mancare Giuseppe, e’ impegnato con alcuni visitatori ma riesco a distoglierlo quel che basta per un saluto ed una foto. Provo a salutare anche Augusto, ma devo limitarmi ad un cenno da lontano, sta parlando con un gruppo che a breve accompagnera’ in visita.

Ecco Francesca, e’ alla sua prima grotta, non aveva mai indossato una muta prima d’ora, un sacco di novita’ per lei in questa giornata.

Gabriele e’ ancora convalescente quindi oggi si limitera’ a farci da autista rendendo meno gravosi gli spostamenti tra Pastena e Falvaterra.

Foto di gruppo prima di partire.

Matteo, il nostro amico “olandese” e’ anche lui alla prima visita a questa grotta, anzi e’ stato proprio il suo ritorno in Italia per le vacanze pasquali a suggerirmi la visita odierna.

Siamo pronti. Gli ultimi accordi con Aline e Gabriele che ci faranno da supporto esterno e poi iniziamo a scendere verso l’ingresso della grotta.

Eccoci arrivati, partiremo dall’ingresso acquatico, la parte turistica e’ poco sopra di noi. Mentre finisco la vestizione devo affrontare una agguerritissima ragazza che si affaccia da sopra, dove c’e’ la parte turistica. Non vuole credere che abbiamo il permesso di andare a visitare la grotta. Per fortuna arriva Giuseppe a sistemare tutto.

Mentre io sbuffo ed ansimo nel caldo bestiale per incollarmi addosso la muta, i miei amici non perdono tempo a rinfrescarsi in acqua. Li guardo con invidia cercando di sbrigarmi.

Finalmente finisco e posso entrare in acqua anche io. Possiamo partire. Aline ci riprende dall’asciutto.

Pochi passi, o meglio, poche bracciate e siamo oltre il cancello, ufficialmente la nostra gita in grotta ha inizio.

L’acqua e’ limpida e piacevolmente fredda, almeno per il momento. Cerco di fare da cicerone ai miei amici, tutti alla prima visita a questa bella grotta. Mentre andiamo, indico loro la via originale percorsa quando e’ stata scoperta la grotta.

Si inizia a nuotare, tra poco arriveremo al primo laghetto.

Alla fine del laghetto c’e’ una prima, piccola, difficolta’. Un dislivello di un paio di metri da passare con l’aiuto di una corda fissa. Passano tutti senza problemi.

Anzi, c’e’ Matteo che chiede il tempo per fare qualche tuffo, gli dico che li faremo al prossimo salto, molto piu’ interessante.

Ci sentiamo chiamare da sopra. I nostri amici sono sulla passerella del percorso turistico e ci salutano.

Proseguiamo fino a passare la curva che nasconde uno dei punti piu’ spettacolari della grotta.

Raccomando a tutti di guardarsi bene attorno dopo aver fatto la curva. E’ uno spettacolo della natura che, anche a me che l’ho visto tante volte, ogni volta fa trattenere il fiato.

Come sempre con le foto non sono riuscito a rendere l’idea ma vi assicuro che e’ un vero spettacolo.

Vado avanti e tento di riprendere i miei amici ma ne ricavo solo dei lampi di luce.

Riprovo con una panoramica.

Ancora un saluto ai nostri amici sulla passerella. Tra poco andremo oltre e li perderemo di vista.

Ci avviciniamo alla cascata, continuo a fare foto di questo magnifico tratto.

Alla cascata c’e’ un dislivello di almeno 5 metri da risalire con l’aiuto di corde fisse. Anche qua tutti se la cavano egregiamente. Matteo puo’ sfogarsi con alcuni tuffi. Ne facciamo anche uno triplo, Matteo, Filippo ed io.

Anche Valentina si cimenta con soddisfazione in un tuffo.

Purtroppo il tempo e’ tiranno e dopo qualche tuffo dobbiamo proseguire nonostante le proteste di Matteo.

Provo di nuovo una foto ai miei amici, ma il risultato e’ sempre lo stesso, un lampo di luce.

Riprendo a dedicarmi alle concrezioni che adornano la grotta, mi danno piu’ soddisfazioni.

La “doccia”, una stalattite da cui di solito esce un vivace zampillo d’acqua. Oggi non ha tanto vigore, ma rende l’idea ugualmente.

Mi fermo per indicare a tutti le monumentali decorazioni della grotta perche’ possano ammirarle.

Avanti la galleria prosegue, in alcuni punti meno decorata di altri, ma sempre imponente.

Proseguo facendo avanti ed indietro tra Filippo con le sue ragazze che sono avanti e Francesca, Valentina e Matteo che chiudono il gruppo.

Le ragazze si divertono un mondo a sguazzare in acqua, ogni pozza e’ occasione per divertirsi. Mi diverto anche io a vederle.

Anche se le gocce d’acqua sull’obiettivo chiazzano le foto, alcune concrezioni risultano ugualmente incredibili.

Proseguiamo la nostra passeggiata.

Eccoci finalmente ad uno dei “pezzi forti” della grotta, la medusa.

La foto sotto la medusa e’ un rito a cui non si puo’ rinunciare.

Poco piu’ avanti ancora una meraviglia di cui non mi capacito, alcuni semi sono germogliati in questo ambiente totalmente ostile.

Dopo le foto Filippo e le ragazze vanno avanti, se vogliamo sperare di fare pranzo, non possiamo soffermarci troppo. Io rimango ad aspettare il resto del nostro gruppetto.

Inganno l’attesa facendo foto.

Arriva Francesca. E’ andato quasi tutto bene per lei, pero’ qualche minuto fa le si e’ rotta la suola di uno scarpone ed ora cammina con qualche difficolta’. Questo potrebbe diventare un problema serio. Facciamo insieme il punto della situazione. Siamo circa a meta’ strada, tornare indietro comporta rifare tutto il tragitto a piedi. Andando avanti una cospicua parte del percorso si deve fare a nuoto e anche con la scarpa rotta si puo’ fare. Decidiamo quindi di continuare.

Vado di nuovo avanti a ragguagliare Filippo. Lo ritrovo in paziente attesa all’inizio del lago lungo, il tratto a nuoto piu’ lungo della grotta. Aspettiamo di compattare nuovamente il nostro piccolo gruppo e ripartiamo tutti assieme.

Come per il camminare, ognuno prende la propria velocita’ quindi in breve siamo di nuovo sparpagliati per questa lunga galleria allagata.

Sono vicino a Filippo. Ogni tanto facciamo pausa per riposare e ne approfittiamo per una foto.

La nuotata ancora da fare sembra lunga.

E io faccio foto.

Ecco che arriva anche la retroguardia.

Francesca nuota senza problemi.

Alla fine del lago lungo arriviamo infine al sifone. Questo sifone e’ la salvezza della grotta di Falvaterra perche’ fa da barriera naturale per tutto il pattume che viene buttato in acqua dal lato di Pastena. Appena arriviamo al sifone, infatti, l’acqua trasparente lascia il posto ad una distesa di plastiche multicolore con un vago odore di idrocarburi e qualche altro odore poco simpatico.

Accompagno Filippo e le ragazze per il primo tratto poi torno indietro ad aspettare gli altri miei amici. Valentina e Matteo rimangono interdetti a vedere il brusco cambio di ambientazione. Anche Francesca, che arriva poco dopo ne e’ molto sorpresa. Mostro loro come nuotare dando le bracciate molto in superficie in maniera che il pattume galleggiante si scansi prima di arrivare loro in faccia. Dopo aver avuto la mia assicurazione che dopo la situazione sara’ migliore, procediamo con la nostra nuotata.

Come promesso, l’accumulo di pattume dopo alcuni metri, scompare. Rimane pero’ l’odore poco piacevole che emana dall’acqua.

Ora si alternano pezzi nuotati a tratti a piedi.

Anche qua ci sono belle concrezioni ma sono quasi sempre festonate da pattume vario.

Gli ambienti riescono ad essere ugualmente spettacolari.

Mi ritrovo a camminare da solo, vorrei riprendere contatto con Filippo. Mentre cammino a passo veloce, cerco di fare qualche foto.

L’immancabile bombola.

Questa roccia erosa a vaschette ogni volta mi incuriosisce.

Un isolotto di “monnezza”.

Un altro passaggio basso, ma comodo, da fare a nuoto.

Di Filippo nemmeno l’ombra. Mi fermo ad aspettare gli altri.

Eccoli che arrivano. Valentina e Matteo hanno capito che Francesca e’ un po’ in difficolta’ per via della scarpa rotta ed hanno regolato la loro velocita’ alla sua.

Mi muovo poco piu’ avanti rispetto a loro, sono indeciso se allungare il passo per vedere cosa ne e’ di Filippo o se restare con Francesca.

Qua nelle retrovie la situazione sembra tranquilla. Quasi quasi vado.

Un altro tratto a nuoto. Bene, decido di andare avanti.

Proseguo velocemente scattando qualche foto, anche per riprendere fiato.

Il punto con l’albero incastrato che ricordavo dalle visite precedenti.

Dopo l’ennesima curva vedo delle luci davanti a me. Sara’ Filippo con le ragazze? No, sono arrivato alla zona turistica delle grotte di Pastena.

Vado svelto a vedere che Filippo non sia al laghetto finale. Mi sono scordato di dirgli che e’ meglio evitare di fare tuffi in questo punto. Per fortuna c’e’ nessuno, saranno gia’ usciti.

Torno indietro svelto verso il resto dei miei amici. Trovo Francesca che cammina lentamente ma risoluta.

Ora cammina pure peggio rispetto a prima perche’ le si e’ rotta anche l’altra scarpa. L’ultimo tratto di grotta lo sta facendo praticamente a piedi nudi, per fortuna che ha i calzari. Le faccio compagnia per gli ultimi metri di grotta “selvaggia”, fino alle passerelle.

Fuori dalla grotta troviamo Gabriele.

Eccolo mentre ci accoglie sorridente.

Una volta usciti saliamo alle macchine. Come pensavo Filippo e le ragazze sono usciti da tempo e si sono gia’ cambiati, ora sono seduti e si godono il sole. Anche noi ci cambiamo svelti e riponiamo tutto negli zaini. Sono le 3 del pomeriggio, per risparmiare tempo, decidiamo di andare al ristorante da Paola prima di recuperare le macchine a Falvaterra. Avverto Giuseppe del nostro cambio di programma, per fortuna ci conferma che non ci sono problemi. Pochi minuti e siamo al ristorante. Paola ci sistema e viene subito a prendere le ordinazioni.

Gia’ all’antipasto cala il silenzio.

Solo dopo il secondo riprende la normale conversazione. Ora le facce sono molto piu’ rilassate.

A fine pasto, facciamo i conti e prendiamo commiato.

Una bella giornata, c’e’ stata qualche piccola difficolta’ ma per fortuna tutto e’ andato per il meglio. Spero sia piaciuta a tutti quanto e’ piaciuta a me. Il ritorno e’ tranquillo. Riesco a stare sveglio a far compagnia a Matteo che guida mentre Valentina dorme saporitamente per tutto il tragitto. Non rimane altro che salutare con un sonoro “alla prossima”!

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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