Inferniglio – 01/05/2019

Con Donatella, Robert, Gabriele, Giuseppe ed io.

La mattina parto presto da Roma con Betta e Luna, andiamo a Tagliacozzo dove passeremo assieme qualche giorno di vacanza. Per iniziare la vacanza nel modo migliore, oggi andro’ a fare una breve gita in grotta con i miei amici. Per questo motivo, arrivati a Tagliacozzo e fatto il necessario per aprire casa , saluto Betta e Luna e vado. Strada facendo sento i miei amici, decidiamo di incontrarci da Cicchetti. Dopo la colazione “cicchetta” lascio la macchina la’ e vado con Gabriele e Giuseppe. La sosta successiva e’ a Morra Zinna dove ci attende Nerone per lasciarci i caschi per Donatella e Robert, sono loro i nostri ospiti odierni, alla loro prima visita all’Inferniglio.

Ecco Nerone in tutto il suo splendore mentre scambia 2 chiacchiere con Gabriele.

Dopo aver fatto quel che si doveva, salutiamo Nerone e ci avviamo verso l’Inferniglio. Parcheggiamo al solito spiazzo mentre una sottile pioggia decide di darci il benvenuto.

Noi pero’ della pioggia non ci curiamo proprio ed in pochi minuti siamo pronti e ci facciamo anche una bella foto di gruppo.

Dopo la foto, via, decisi verso l’ingresso della grotta.

Anche qua decidiamo di meritare una bella foto tutti assieme, e la facciamo subito.

Ora via di corsa, tutti dentro.

Inizia il nostro viaggio nel buio. La discesa verso il primo laghetto.

L’acqua e’ di pochissimo sopra il livello delle tavole poste a fare da passerella.

Solo il passaggio finale e’ un po’ acrobatico, ma nulla di complicato. Giuseppe che e’ in testa controlla le corde messe per risalire la colata che divide il primo laghetto dal resto della grotta.

Il primo laghetto visto da in cima alla colata.

Un sorridente Gabriele assiste Donatella per il passaggio della colata.

Dopo la colata il solito spettacolo di vaschette.

Una pausa per ammirarle ci vuole.

Ce la prendiamo comoda perche’ sono sempre belle da vedere anche dopo cento volte.

Alla fine pero’ passiamo per andare a mostrare a Donatella e Robert cosa c’e’ oltre.

Vado avanti per lasciare spazio a chi e’ impegnato nel passaggio delle vaschette e per poter fare qualche foto.

Andiamo avanti.

Come sempre cerco di fare foto alle belle concrezioni che ci sono lungo la galleria.

Alla colonna ci fermiamo per una foto e per commentare i graffiti con i quali qualche raffinato artista ha pensato bene di deturpare la colonna.

La galleria avanti a noi ci chiama a continuare, come dirle di no…

Lento pede arriviamo al traverso.

Io passo svelto il traverso e mi apposto per le foto.

Donatella passa per prima e spiega a Robert come affrontare il traverso.

Proseguiamo lungo la galleria.

Ogni tanto Gabriele ferma il gruppo per illustrare alcuni punti particolari della grotta.

Siamo arrivati al laghetto interno, da questo punto in poi serve la muta per proseguire. La nostra breve gita di oggi dovra’ interrompersi qua.

Poco prima del lago, c’e’ una stalagmite, non molto alta ma con la base larga alcuni metri. Visto che poggiava sul fango, nel tempo l’acqua delle piene ha scavato sotto la stalagmite lasciando un piccolo traforo. Naturalmente costringo Donatella a fare la foto affacciata ad un lato del traforo.

Eccoci ora sul bordo del lago che ci impedisce il passaggio. C’e’ sempre il filo d’arianna a ricordo delle esplorazioni speleosubacquee fatte negli anni passati.

Gabriele intrattiene Donatella e Robert parlando della storia dell’Inferniglio da quando era una micro-frattura nella roccia fino ad oggi.

Dopo circa mezz’ora, Gabriele sembra aver appena iniziato il suo racconto, pero’ il freddo inizia a farsi sentire e tutti concordiamo che sara’ meglio terminare l’ascolto della storia dell’Inferniglio davanti ad un bel piatto di pasta.

W Gabriele.

Sulla strada del ritorno cerco ancora di strappare alla grotta qualche foto decente.

Il ritorno e’ sempre senza fretta, ma decisamente piu’ veloce dell’andata.

…ed io continuo a tentare foto degne di questo nome.

Arrivati a questo suggestivo punto, riesco a far fermare tutti per una foto. Cerco di far spostare ognuno di loro in punti differenti per avere una illuminazione uniforme, pero’ l’unico che sembra darmi retta e’ Giuseppe. Anche cosi’ la foto non e’ malaccio.

Tutti fermi…ok. Buona.

Ne vorrei fare altre, ma appena faccio per prendere in mano la fotocamera, i miei “illuminatori” si volatilizzano come nebbia al sole. Quindi la foto successiva me la illumino da solo, come al solito.

Riesco a raggiungerli che sono arrivati alla zona iniziale, quella delle vaschette.

Il passaggio verso la colata.

Gabriele intrattiene Robert parlandogli diffusamente di come il carbonato di calcio vada a formare le concrezioni che vediamo.

Manca solo da scendere la colata, attraversare il primo laghetto con l’aiuto delle tavole, risalire e poi saremo fuori. Pian pianino Gabriele, Donatella e Robert si avviano.

Ultime osservazioni ipogee di Gabriele prima di lasciare la colata ed affrontare le infide tavole.

Via, si passa.

Mentre aspetto il mio turno, vedo una diramazione che ho sempre disdegnato. Oggi mi sembra il giorno giusto per andare a darci una occhiata. Mi avvicino, sembra interessante, mi ci infilo. Dentro inizia una stretta galleria. C’e’ acqua alla base. Dalla direzione sembra debba sbucare poco oltre la zona delle vaschette. Bello il posto, gli faccio una foto e lo lascio in pace.

Uscendo dall’anfratto trovo Giuseppe ancora in cima alla colata che armeggia con le corde messe come aiuto per salire e scendere la colata. Una delle 2 corde e’ troppo rovinata, cosi’ Giuseppe l’ha tagliata. Non avendo il coltello ha preso un trefolo per volta, ne sono rimasti 3 o poco piu’, strappandolo con energia insospettata…Giuseppe dopo mi ha spiegato che i trefoli si rompevano come spaghetti troppo cotti, ma l’effetto sul momento e’ stato di vera forza bruta!

Resa inoffensiva la corda, anche Giuseppe si avvia a traversare il primo laghetto. Lo seguo.

L’ultimo tratto, lo saliamo mentre si intravede la luce dall’esterno.

Ancora una pausa per una foto di fine gita.

E tutti fuori.

Scendendo verso le macchine trovo questo bel tronco, molto amato dai funghi.

Giuseppe si presta sempre volentieri a farmi da modello ed io, che apprezzo la sua pazienza, ne approfitto.

Scendiamo in ordine sparso, ognuno seguendo la strada che piu’ gli aggrada.

Hop. Un agile salto e siamo alla strada.

Di seguito arriva il resto del gruppo.

Ultima sosta a bordo strada per qualche commento a caldo.

Come sempre succede, appena arriviamo alle macchine, la pioggerellina che ci aveva allietato mentre ci preparavamo all’andata, riprende prontamente. Anzi, per farci piu’ contenti aumenta gradatamente di intensita’, tanto che quando siamo pronti, si e’ trasformata in pioggia fitta. Noi non ce ne curiamo perche’ comunque i vestiti che indosseremo sono piu’ asciutti di quelli che abbiamo usato in grotta. Inoltre ora possiamo organizzarci per il pranzo. Come sempre andremo da Antonia a Marano Equo. Strada facendo avvertiamo sia Mario che Filippo, un amico di Donatella, della nostra destinazione e ci diamo tutti appuntamento la’.

Una allegra tavola, non c’e’ che dire.

Dopo esserci saziati di cibo e di chiacchiere, Filippo ci invita tutti a casa sua per il bicchiere della staffa. Gabriele, Giuseppe ed io decliniamo l’invito. Personalmente devo tornare a Tagliacozzo da Betta e dare seguito alla nostra vacanza. Arrivati a Cicchetti faccio il trasbordo in macchina delle mie cose sotto una pioggia battente che non ne vuol sapere di smettere. Il ritorno chiude questa piacevole parentesi ipogea in una giornata piovosa. Alla prossima.

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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