Cavorso – 26/05/2019

Una visita alla grotta Cavorso con Angelica, Irene, Mario, Maurizio, Gabriele, Nerone, Elia, Maurizio.

Stavolta mi sono trovato a fare visita ad una grotta di interesse archeologico. Confesso che l’archeologia non rientra tra i miei interessi principali. Pero’ penso che in ogni esperienza che si fa c’e’ qualcosa da imparare e quindi mi adatto volentieri ai desideri dei miei amici.

Prima di iniziare, nel caso qualcuno volesse documentarsi, ecco una bella citazione bibliografica che spiega gli studi fatti nella grotta:

M. F. ROLFO, K. F. ACHINO, I. FUSCO, L. SALARI, L. SILVESTRI 2013, La grotta Mora Cavorso a Jenne (RM). I livelli dell’antica-media età del Bronzo in Rivista di Scienze Preistoriche – LXIII, pp. 95-123

Ma ora passiamo a noi. Stavolta a partire da Roma siamo solo 2, Gabriele ed io. Perdiamo la compagnia di Giuseppe e compensiamo con quella di Irene, che passiamo a prendere ad Agosta. In compagnia di una simpatica pioggia, aspettiamo la nostra amica. Mi sembra una lunga attesa, ma probabilmente e’ perche’ non abbiamo ancora fatto colazione.

Ma chi e’ quel puntino rosso che si avvicina?!?

Ma e’ la nostra Irene! Sempre accompagnata da uno splendido sorriso.

Dopo i saluti saliamo in macchina e andiamo a fare la colazione da Cicchetti. Quando ripartiamo faccio opera di convincimento per saltare la visita alla grotta archeologica, c’e’ la prosecuzione a Doppio Rum che ci aspetta, ricordo ai miei amici. Non li convinco pienamente. Alla fine ottengo un compromesso, andremo a salutare i nostri amici al Cavorso e poi andremo al Doppio Rum. In base a questa decisione, passiamo anche al magazzino a prendere una batteria del trapano. Questo mi convince di avercela fatta. Quando arriviamo dove sono parcheggiate le macchine dei “cavorsiani”, naturalmente piove. Gabriele ed io ci prepariamo in maniera minimalista indossando il casco e gli scarponi da grotta. Qualche sospetto pero’ mi viene quando vedo Irene caricarsi tutto lo zaino sulle spalle. “Mmmm”, penso, “la cosa mi puzza di fregatura”. Sospendo il giudizio in attesa di vedere come evolve la giornata. Pronti? Andiamo di buon passo verso la grotta.

Non troviamo subito l’imbocco del sentiero perche’ prima era chiaramente indicato da un grosso contenitore per l’acqua, da un buon metro cubo. Ora il contenitore e’ stato buttato giu’ per la discesa da qualche vandalo. Alla fine il buon Gabriele lo ritrova e possiamo scendere.

Il sentiero e’ ben ripido e reso scivoloso dalla pioggia, dobbiamo scendere con attenzione.

Mi tengo dietro a chiudere la fila e sfrutto Irene per documentare la discesa.

Quando inizia il tratto di sentiero in piano, siamo arrivati. Ancora pochi passi e siamo in vista della grotta.

Eccoci arrivati. Ad accoglierci troviamo Elia e Maurizio, il resto dei nostri amici sono nella grotta.

Ecco il salone iniziale della grotta, e’ come lo ricordavo dalla visita scorsa.

Facciamo qualche chiacchiera. Cerco di non essere impaziente.

Il mio sospetto si trasforma in certezza di fregatura quando la bella Irene sfodera la tuta speleo e svelta la indossa per poi scomparire nei recessi della grotta. Anche Gabriele si addentra per salutare il resto del gruppo. Quando non lo vedo ritornare, vado a vedere anche io. Lo trovo che chiacchiera tranquillamente con Mario ed Angelica.

Torno indietro facendo qualche foto.

Gabriele torna, ma solo per dirmi che Irene e’ seriamente intenzionata a restare. Mi arrendo all’evidenza, l’esplorazione a Doppio Rum e’ sfumata.

Visto che la giornata sara’ dedicata al Cavorso, tanto vale tornare alla macchina per recuperare l’attrezzatura e fare un salto a Jenne per comprare un panino. La salita e’ tosta e la accusiamo, e’ una buona scusa per prendere un panino in piu’.

Dopo Jenne, armati di panini ed attrezzatura, scendiamo di nuovo alla grotta.

Fiorellini.

Accanto al Cavorso c’e’ un’altra cavita’. Gabriele mi racconta che piu’ avanti parte un pozzetto da 2 o 3 metri. Il posto e’ stato usato come deposito degli attrezzi e non mi attira molto entrarci.

Dopo esserci cambiati e trasformati in speleologi, entro finalmente nella parte interna della grotta. Dalla sala d’ingresso sulla destra c’e’ un passaggio stretto ma non troppo, si passa piegandosi leggermente e si arriva in un’altra sala dove troviamo la maggior parte dei nostri amici. Subito faccio una foto ad Angelica che posa vicino ad un Nerone in versione archeologica.

Dopo i convenevoli Nerone mi spedisce a risalire un camino. Contento di fare un poco di movimento, mi arrampico. Salgo circa 5 metri ma devo fermarmi poco oltre. Il camino stringe ma oltre lo stretto sembra continuare, probabilmente arriva all’esterno. Sotto di me Nerone ascolta gli aggiornamenti che gli urlo.

Dopo la risalita, Elia mi indica un passaggio stretto, lui non ci passa per una questione di pochi centimetri. Provo ad andare a vedere.

Magari potrei anche farcela ma rischio di fare una fatica bestiale. Perche’ farlo, mi chiedo, quando oggi abbiamo almeno 2 abili strettoiste?

Uscendo mi soffermo a fare qualche foto.

Un minuscolo capello d’angelo.

Quando esco dalla strettoia viene decretato l’inizio ufficiale dell’ora di pranzo. Ci rechiamo tutti alla sala principale, quella da pranzo appunto! Ne approfitto per una foto alle strettoiste.

Dopo un parco pasto, ecco il momento di una bella foto di gruppo.

Ma ne viene bene anche una in formazione sciolta.

Prima che ci venga la “cecagna” post-prandiale, andiamo a riprendere la nostra visita ragionata alle parti piu’ interne della grotta.

Elia riesce a convincere Irene ad affrontare la strettoia. Come immaginavamo, lei passa senza problemi. Con lei dentro lo stretto, io a meta’ strada e Nerone a ricevere, facciamo passamano dei sassi per liberare un poco di spazio.

Dopo tanto lavorare si intravede uno strano sasso, forse un osso. E’ fortemente concrezionato e completamente legato con le rocce che lo circondano. Alla fine ne facciamo una foto e lo lasciamo la’.

Io dopo aver passato i sassi fuori a Nerone, ho poco da fare se non importunare Irene con le foto, cosa che faccio puntualmente.

Le concrezioni davanti a me.

E ancora Irene mentre cerca di spostarsi ancora piu’ in la’, ma e’ troppo stretto anche per lei.

Si esce. Le rubo un bel sorriso.

Eccola quasi fuori.

Angelica e’ sempre presa a confabulare con Mario di cose archeologiche, che dire, questo e’ il suo ambiente.

Mi sono distratto! Blocco Irene all’uscita per un’ultima foto nello stretto.

Nerone, visto che la strettoia non ha portato novita’, si allontana per fare altro.

Dalla seconda sala parte un meandrino tutto da strisciare. Alla fine mi convinco che vale la pena infangarsi per andare a vederlo. Mi inoltro. Ad un certo punto, dopo aver strisciato una decina di metri, trovo un bivio. Prendo a sinistra. Mi guardo intorno, in un punto troppo stretto per chiunque non abbia le dimensioni di un gatto, trovo delle ossa. Sono nere e sembrano ossa di pollo. Non mi sembra il caso di disturbarle. La gita mi basta cosi’, il ramo destro lo vedro’ la prossima volta. Torno indietro. Trovo che i miei amici hanno decretato terminata la gita al Cavorso. Ci cambiamo senza fretta scambiandoci impressioni sulla giornata.

Pronti. Anche la pioggia e’ pronta e riprende a scendere con allegria, che pero’ non ci contagia piu’ di tanto.

Iniziamo a salire, per fortuna gli alberi ci proteggono alquanto.

Per darmi soddisfazione e non farmi avvilire, Irene fa finta di accusare anche lei la fatica della salita…

… ma appena mi giro riparte quasi di corsa.

Eccoci in vista della strada.

Elia e’ il primo ad arrivare.

Mi fermo per riprendere chi arriva. Irene si rinfresca con la pioggia.

Ecco che arriva anche Mario.

Ed ecco Angelica, mi regala un bel sorriso, che non guasta mai.

Di seguito arrivano Nerone, Gabriele e Maurizio.

Ci cambiamo svelti sotto la pioggia battente. I saluti sono brevi per non bagnarci troppo.

Come ho detto non sono molto appassionato delle grotte archeologiche, pero’ da ogni esperienza si puo’ ricavare qualche insegnamento utile. Da questo punto di vista la giornata e’ stata sicuramente utile. Alla prossima.

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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