Inferniglio e SisaDay – 09/06/2019

Ufficialmente siamo qua per il SisaDay (SisaDei, per Nerone), una festa di un gruppo amici di Subiaco alla cui organizzazione partecipa Virginia, e di conseguenza anche Nerone. Pero’, festa o meno, non potevamo rinunciare completamente alla grotta. La mattina, dopo un rapido passaggio a Mora Zinna, dove si tiene la festa, ce ne andiamo piu’ avanti per una rinfrescante visita all’Inferniglio.

Prima della grotta uno sguardo ai dintorni. Per le ragazze, Angelica e Valentina e’ la prima visita da queste parti, quindi un giro a salutare l’Aniene e’ d’obbligo.

Dopo l’Aniene non poteva mancare la vecchia mola.

Arriviamo dove termina il vecchio canale che portava acqua alla mola, quando era in attivita’.

Un angolino molto bello, non riesco ad immaginare fin dove arrivasse il canale.

Torniamo indietro, mi lascio derubare della fotocamera da Valentina e questo ne e’ il risultato.

Ancora un rapido saluto alla “sala macchine” della vecchia mola e poi via.

Una sosta in questo punto mentre Gabriele racconta di come altre volte abbiamo utilizzato la corrente per pulire l’attrezzatura. Mi intrometto anche io indicare ai miei amici il punto del ponte da cui di solito facciamo i tuffi.

Ci cambiamo sotto un sole cocente. Indosso il minimo indispensabile della mia muta e gia’ scoppio dal caldo. Comunico a tutti che mi dirigo verso il fresco della grotta, pochi secondi e sono tutti con me.

Valentina termina di indossare la sua muta. L’ha comprata giusto ieri e deve ancora farci amicizia. Ad Angelica ho prestato la mia muta intera, le sta tantino abbondante, per oggi dovremo accontentarci.

Gabriele oggi opta per un costume semi-adamitico, un simpatico tris SCC (Stivali-Costume-Casco). Non finisce mai di stupirci.

Il primo laghetto. L’acqua e’ salita ancora. Ora sulla passerella mi arriva oltre il ginocchio.

Passiamo la passerella.

Stavolta pero’ ho in mente una deviazione, voglio visitare la spaccatura vista la volta scorsa. Pensavo sarei andato da solo ed invece mi seguono tutti tranne Gabriele, impossibilitato dalla sua tenuta minimalista.

Mi infilo nella fessura a sinistra, quella alla base dello scivolo dopo il laghetto. Si sente forte lo scorrere dell’acqua, la volta scorsa non lo avevo sentito.

Arriviamo a livello dell’acqua e la seguiamo nel suo scorrere fino a dove incontriamo un sifone. Il posto e’ bello ma ora c’e’ da tornare indietro.

Continuiamo a girare a casaccio in vari anfratti, alcuni fangosissimi.

Posti non molto larghi ma molto belli.

Non ritrovo la strada per tornare indietro da dove siamo venuti, dovrei andare a vedere un po’ in giro. Nel descrivere la mia precedente esperienza, avevo descritto ai miei amici il passaggio da fare per arrivare dopo i laghetti artistici. Mentre mi accingo a partire per ritrovare la via fatta all’andata, loro mi chiamano…”Cercavi forse un passaggio stretto ed allagato, parzialmente ostruito da una stalattite?”, vado a vedere. E’ proprio il passaggio di cui parlavo, sono stati attenti. Breve consultazione, tutti se la sentono di immergersi nell’acqua fino al collo per passare. Ok, il ritrovamento della strada d’andata non serve piu’. Dopo una bella e tonificante immersione nell’acqua rinfrescante, passiamo ancora una pozza, saliamo qualche metro e siamo al cospetto di Gabriele.

Ecco Angelica, in effetti oltre a lei ci sarebbe ancora molto spazio nella muta, non credo che cosi’ sara’ molto protetta dal freddo. Pero’ agli inizi e’ sempre cosi’, ci si arrangia con quel che c’e’, si apprezzera’ ancora di piu’ la propria attrezzatura, quando sara’.

Ecco il nostro incomparabile Gabriele mentre sosta vicino alla colonna dei graffiti, la sua preferita.

Proseguiamo tutti assieme, Gabriele e’ il nostro Cicerone.

Il traverso.

Onde nel fango date dal ruscellamento. Io le ignoro bellamente, in spiaggia dove la marana arriva al mare ci sono sempre. Mi richiamano per fotografarle perche’ sembra che in grotta siano una cosa rara.

Arriviamo in riva di quello che ora e’ il laghetto finale.

Ora possiamo mettere a frutto la fatica fatta per indossare la muta. Andiamo a fare una nuotata fino al sifone. Resto indietro per fare una foto ad Angelica e Valentina.

Prima della curva Angelica cede al freddo, le dico di non forzare e di tornare indietro se sente troppo freddo. Mi prende in parola, avremo sicuramente occasione di fare di nuovo insieme questa nuotata.

Valentina invece sperimenta il galleggiamento con la sua muta nuova.

Eccoci alla curva, dove si ferma Valentina, circa un metro sott’acqua, c’e’ la corda del traverso che ho fotografato la volta prima.

Il livello dell’acqua e’ salito sensibilmente, il sifone e’ avanzato ancora precludendoci il passaggio alla sala che avevo visitato la volta scorsa. Ci sarebbe un paio di centimetri di passaggio aperto, ma non vale la pena provare.

Tornando indietro mi fermo per fare una foto al passaggio intermedio dove siamo appena transitati. Ancora un palmo d’acqua e sara’chiuso anche questo.

Con Valentina nuotiamo velocemente a raggiungere i nostri amici. Qualche energica bracciata ed eccoci di nuovo riuniti.

Faccio appena a tempo ad uscire dall’acqua che gia’ partono per tornare indietro.

Non e’ quel che sembra! Siamo al traverso e Gabriele si muove prudentemente nel tratto fangoso per evitare scivoloni che nella sua tenuta odierna sarebbero particolarmente dolorosi.

Sosta per rimirare dei “pirosseni” o altre robe strane…io faccio foto sfoggiando la mia miglior faccia saputa.

Valentina ci ha preso gusto ed ogni pozza e’ buona per sguazzare.

Tra una sosta e l’altra approfitto per rubare foto.

Eccoci arrivati alla zona dei laghetti “artistici”. Per i nostri amici alla prima visita e’ una piacevole scoperta poiche’ all’andata li abbiamo evitati passando da sotto.

Da vedere ce n’e’ e rimaniamo un paio di minuti a contemplare questo spettacolo.

Scendiamo poi lo scivolo e siamo al laghetto iniziale.

L’occhio caldo dell’uscita ci accoglie.

Ecco le belle “inferniglie”!

Prima di rinunciare alla muta, porto Valentina a fare un bel tuffo nell’Aniene, purtroppo lascio la fotocamera sulla riva per evitare che mi arrivi sui denti durante il tuffo, quindi l’impresa rimane non documentata. Dopo esserci cambiati, ci attardiamo al sole. Gabriele sembra intenzionato ad intavolare una lunga chiacchierata sul tutto. Lo richiamo all’ordine, abbiamo un SisaDei a cui partecipare. Finiamo di sistemare le nostre robe e andiamo decisi a Mora Zinna dove i festeggiamenti fervono.

Un trio d’eccezione ci accoglie, Elia, Valerio e Nerone.

In una festa che si rispetti non poteva mancare lo stand cucina con cose buone da mangiare e da bere. andiamo subito a fare il nostro dovere.

Mentre mangiamo con appetito il nostro piattino, formato da penne al ragu’ in bianco, salsiccia, insalata di pomodori e ciambellina al vino, Nerone si accende un enorme sigaro cubano e se lo fuma fino a ridurlo un mozzicone.

Dopo il pranzo e la birra avvertiamo in pieno il caldo asfissiante della giornata. Decidiamo che una gita al vicino laghetto puo’ essere utile.

Strada facendo l’Aniene si mostra nella sua belta’.

Ancora qualche passo…

…ed arriviamo alla nostra laguna blu! Veramente uno spettacolo.

Qua ci sistemiamo a riprendere fiato al fresco.

Io, tanto per cambiare, faccio foto.

Cesare si gode beato le carezze di una bimba che ha conosciuto qua.

Ognuno di noi fa cio’ che piu’ gli aggrada per guadagnare il relax post-prandiale.

Ancora una foto d’insieme del laghetto, stavolta si vede la cascatella e sopra a tutto, tra gli alberi, fa capolino l’eremo.

Rinfrancati e rinfrescati dalla gita al laghetto, torniamo a Mora Zinna. C’e’ chi ha voglia di smaltire le calorie con qualche esercizio su corda.

Angelica e’ ancora indecisa se finire la birra o salire. Nel dubbio io la fotografo.

Quando pero’ la sento dire: “Ti spiezzo in due la fotocamera”, capisco di aver esagerato.

Volgo quindi altrove la mia attenzione fotografica.

Nel frattempo Valerio e’ salito ed ha messo la prima corda.

Noi sfaticati andiamo a rifugiarci al fresco.

Gente ai tavolini ce n’e’ ancora, sono impegnati a fare la siesta.

Intanto Valerio ha preso una seconda corda ed ha iniziato a sistemarla per fare un traverso. Anche Nerone e’ salito su, ma a prendere un bidone dell’acqua per scopi sconosciuti.

Valentina e’ pronta a partire.

Provo ad importunare di nuovo Angelica, forse va bene, adesso sorride.

Dopo la foto scappa via verso la parete. Valentina ha terminato il suo giro, ora tocca a lei a salire.

Valentina intanto e’ intrattenuta da Valerio che le impartisce una veloce lezione sui nodi.

Altri valorosi si avventurano su corda.

Ritorniamo al fresco, Valentina continua a maltrattare uno spezzone di corda cercando di convincerlo ad annodarsi come deve. Alla fine sembra averlo convinto e mi mostra con soddisfazione un bel “coniglio”.

Finito coi nodi, Valentina, instancabile, riparte.

Angelica intanto prende fiato dopo le fatiche in parete. La capisco, oggi fa veramente caldo ed il riverbero del calore che si riceve dalla parete di roccia deve essere un vero piacere.

Siamo tutti impegnatissimi a fare il tifo per Valentina.

Valerio ha dato a Valentina il compito di armare un ulteriore pezzo del traverso.

E’ impegnatissima, quasi non si accorge che mi avvicino per farle alcune foto.

Ogni tanto andiamo al tubo che scende giu’ direttamente dall’acquedotto per rinfrescarci e dissetarci.

Valentina e’ sempre impegnata in parete. Ha terminato il suo bravo armo ed ora…manca solo di disarmare tutto!

Anche Nerone e’ andato a farsi un giro su corda.

Eccolo che arriva a terra con la sua inseparabile pipa.

Valerio raggiunge Valentina per darle una mano nel disarmo del traverso.

Quasi finito. Valerio sale agli alberi per armare una discesa in doppia.

Nel frattempo siamo stati raggiunti da Laura e Mario. Mi avvicino per un saluto. Arrivo al momento giusto. Allo stand cucina hanno appena finito di preparare una delizia, gli spaghetti alla ortica. Vado a procurarmene un piatto per me ed uno per Valentina.

La doppia che Valerio attrezza e’ doppia in tutto, anche nel numero di persone che scendono. Valerio monta il discensore ad un capo della corda, Valentina fa lo stesso dall’altro lato.

Scendono insieme facendosi vicendevolmente da contrappeso.

Il disarmo delle vie a parete e’ il segnale per dichiarare terminata la nostra giornata al SisaDei. Giusto il tempo che Valentina assapori gli spaghetti e poi andiamo a cambiarci. Rapidamente sistemiamo le nostre cose e salutiamo tutti ringraziando per la bella giornata. Il ritorno a casa e’ tranquillo e sonnacchioso. Alla prossima.

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Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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