60° corso SCR – Catillo -13/10/2018

Anche quest’anno e’ iniziato il corso allo SCR. Siamo al 60°. E come sempre si inizia con la palestra di roccia al Catillo.

La mattina alle 7.30 ci vediamo al bar davanti al capolinea della metro B, a Rebibbia. Componiamo le macchine cercando di usarne il meno possibile e ci avviamo verso Tivoli. Io trovo ospitalita’ in macchina di Stefano. Con lui c’e’ Max, stavano partendo di corsa per arrivare il prima possibile ed iniziare le operazioni di armo. Mi aggrego volentieri, prendiamo su con noi anche Fabio, uno degli allievi. Appena arriviamo su, ci prepariamo e quindi Max suddivide il materiale.

Intanto prendo la fotocamera e la metto in azione a discapito di Fabio.

Mentre terminiamo i preparativi iniziano ad arrivare tutti gli altri allievi.

Max si occupera’ di armare le vie piu’ vicine, Stefano ed io andiamo alla paretina poco piu’ distante. La’ prepareremo 2 vie per gli allievi ed una per noi. Ecco Stefano in azione.

Quando l’armo e’ quasi pronto, lascio Stefano e vado a vedere come procede la vestizione. Trovo Fabio, il direttore del corso, che governa la sua “truppa” con polso fermo.

C’e’ anche Giorgio a dare una mano.

Prendo con me 4 allievi e torno con loro alle nostra paretina. Dopo un rapido spiegone sulla attrezzatura e su come si usa, qualche parola sulla sicurezza e sulle manovre atte a mantenerla, passiamo alla pratica. Tra Stefano ed io mostriamo come salire su corda e poi lasciamo spazio ai nostri allievi. I primi a cimentarsi sono Elisa ed Enrico.

Io salgo su a fare accoglienza ai nostri corsisti. Nel frattempo ci raggiunge Giorgio per dare una mano.

La prima salita e’ ardua per tutti ma i nostri ragazzi se la cavano benone.

Terminata la salita di Elisa ed Enrico e’ la volta di Elisabetta e Fabio. Replichiamo le posizioni della salita precedente, con Giorgio alla base, Stefano tra gli allievi ed io all’arrivo.

Il panorama da qua e’ sempre bello.

Elisabetta distanzia Fabio, e’ quasi arrivata.

Termina cosi’, senza troppi problemi, la prima salita per tutti. E’ tempo di provare la discesa.

Parte Elisa che ha avuto il tempo di riprendersi dalla fatica iniziale.

Fatto tutti il giro completo continuiamo a fare pratica in salita ed in discesa senza molte soste.

Fabio in attesa del suo turno per scendere.

Le corde ora sono libere. Sotto si fermano, e’ ora di pranzo e la fame si fa sentire.

Fabio inizia la sua discesa. Deve pure sbrigarsi, altrimenti i nostri “amici” minacciano di lasciarci qua a morire di fame.

Con qualche (poco) velata minaccia riesco a far si che ci aspettino senza che Fabio debba affrettarsi piu’ di tanto. Tornando verso il nostro campo base fotografo alcuni degli altri corsisti che sono ancora impegnati con le vie piu’ vicine alla nostra base.

Visto che per arrivare al campo base giriamo attorno alle loro vie, li riprendo da tutte le angolazioni.

Al campo base fervono le attivita’ preparatorie per il pranzo. Mentre eravamo impegnati su corda, sono arrivati gli “angeli cuocatori”; Rosa e Claudio, che hanno preparato per noi una discreta quantita’ di leccornie.

E’ quasi tutto pronto, l’odore delle salsiccie provoca un ruggito nel mio povero stomaco vuoto.

Inizia l’allegro pasto. Mentre degusto un paio di salsiccie con la bruschetta, giro attorno raccogliendo chiacchiere, impressioni ed aggiornamenti. A parte qualche piccolo inconveniente, sembra essere andato tutto bene.

Dopo il pranzo, riprendiamo le attivita’. I nostri corsari sono pieni di entusiasmo e non si fanno pregare. Per il pomeriggio ci scambieremo le vie, noi che eravamo alle paretine andiamo ad impegnare le vie vicine. Un gruppetto di 4 allievi e 2 istruttori, Fabio e Stefano, vanno a fare pratica alle paretine. Alcuni altri rimangono con noi. Anche qua abbiamo 2 vie, una piu’ lunga e complessa e l’altra abbastanza semplice, anche se non banale. Ecco Elisa che impegna la via lunga. Tanto per movimentare la situazione inizio a chiamarla Irene e continuero’ cosi’ per tutto il pomeriggio, finche’, rassegnata iniziera’ a rispondere al suo “nuovo” nome!

Max e’ rimasto con noi e segue gli allievi sulla via lunga. Io mi posiziono in cima alla via semplice e seguo chi si vuole cimentare con lei.

Qua faccio conoscenza con Sara ed il suo bel sorriso.

Mentre scende Fabio, vedo Alessandro salire la via lunga. Ora alla base della lunga c’e’ Stefano. Max e’ rimasto in cima a presidiare l’ultimo frazionamento che e’ particolarmente tecnico, per non dire ostico.

Anche Fabio ci regala un bel sorriso.

Elisa, ancora col sorriso soddisfatto e le gote arrossate dalla recente fatica sulla via lunga.

E’ talmente soddisfatta che appena si presenta l’occasione ripete la via lunga, ma in discesa questa volta.

Intanto io mi cimento nello strappare un sorriso anche ad Elisabetta.

Elisa arriva alla base del primo tratto della via lunga. Viene presa in custodia da Stefano.

Ecco Elisabetta, pronta per una nuova discesa.

Quindi ecco Sara in salita.

E poi l’infaticabile Elisa, quasi rassegnata a sentirsi appellare Irene.

Ed ecco anche Alessandro che passa a fare conoscenza con me prima di provare la discesa.

I miei dirimpettai.

E la volta di Sara. Ci ha rivelato di non amare le altezze ma a quanto pare e’ una combattente e non vuole farsi comandare da questo timore. Lo esorcizza affrontando la discesa della via lunga, con la sua partenza esposta.

I suoi colleghi seguono con attenzione le sue vicissitudini per essere pronti quando tocchera’ a loro.

Finche’ c’e’ la voglia di sorridere non puo’ essere una situazione cosi’ brutta.

Ed infatti ecco qua, il peggio e’ passato.

L’attivita’ continua a fervere.

Lascio la mia postazione per qualche minuto, arrivo al campo base per trovare dell’acqua da bere, ho una sete tremenda.

Al campo l’atmosfera e’ tranquilla. Rosa e Claudio ora si stanno godendo un attimo di riposo.

Torno su, porto l’acqua anche a Max poi riprendo il mio posto. Verso la fine della giornata mi sposto alla base della via lunga, tanto per cambiare. C’e’ Enrico che tenta la discesa. Oramai e’ molto stanco e combina qualche pasticcio con le corde nel passare il frazionamento. Alla fine si arrende e lascia che Max ed io lo caliamo a terra. E’ ora di terminare un poco per tutti, la stanchezza e’ traditrice. Iniziamo a disarmare tutte le vie.

Torniamo al campo per sistemare i materiali del gruppo e riprendere i panni “civili”. Dobbiamo solo portare tutto giu’. Laura aiuta Claudio a caricarsi di tutta l’attrezzatura della cucina.

I nostri allievi sono pronti.

In fila indiana scendiamo il sentiero.

Ancora una foto a Claudio. Assieme a Rosa hanno preparato il pranzo per tutti dispensandolo con un sorriso, che non guasta mai.

Alla fine del sentiero, dove si arriva sulla strada asfaltata, ci fermiamo. Alcuni sono andati a recuperare le macchine e scenderanno per caricare i materiali.

Strada facendo ho chiesto un passaggio a Claudio per il ritorno. Ha acconsentito di buon grado, quindi quando parte per raggiungere la sua macchina, saluto tutti e lo seguo.

Scendendo tento una foto a Tivoli. La luce scarsa ed il mio movimento le danno questo aspetto da sogno nebbioso.

Il ritorno e’ una lunga fila continua per tutta la strada. Solo a Roma, una volta passato il raccordo, il traffico sulla Tiburtina si scioglie un poco. Claudio mi lascia a casa. Lo saluto con la descrizione della strada da fare per riprendere verso casa sua…se e’ come me, avra’ scordato tutto per poi andare a casaccio!

La prima giornata delle nostre nuove leve ipogee e’ passata alla grande. Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia e mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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