Cavita' dell'Elefante – 15/12/2019

Una rilassante e fangosa uscita con Valentina, Elisa, Federica, Fabio, Enrico ed il supporto esterno di Gabriele.

La mattina ci vediamo al solito Bar Lanciani. Simone viene all’appuntamento, ma solamente per comunicarci che ci dara’ buca. Dopo averlo salutato entriamo nel bar e scopriamo che non e’ piu’ un bar “classico” ma un qualcosa di diverso. Non mi curo di capire in cosa sia differente. Andrebbe bene ugualmente, ma la inserviente ci avverte che non hanno cornetti e questo ci convince a cambiare. Andiamo al bar poco piu’ avanti a soddisfare il nostro bisogno di colazione.

Dopo esserci rifocillati adeguatamente, andiamo al parcheggio vicino la grotta ed iniziamo a prepararci.

Come al solito, mi attardo a fare foto e sono l’ultimo ad indossare l’attrezzatura.

Siamo pronti per partire, manca solo la foto di gruppo, risolviamo subito.

All’ingresso della galleria artificiale ci sono dei bei funghi. Chissa’ se sono buoni pur essendo cresciuti in una specie di discarica.

Arriviamo all’ingresso della grotta. Manca la corda per scendere il primo pozzo. Mentre sistemo la corda, chiedo a Gabriele di portare “i ragazzi” a visitare il resto della galleria artificiale. Valentina rimane a darmi una mano.

Sistemo la corda, uso la piu’ lunga, quella da 30m cosi’ portero’ meno peso. Saluto Gabriele, che per oggi ha deciso di fare altro, e scendo. A terra nel piccolo ambiente alla base del salto, c’e’ un pipistrello. Avverto gli altri di fare attenzione a non disturbarlo.

Anche al traverso non c’e’ la corda, pero’ ci sono le placchette. Della corda da 30 metri ne rimane ancora molta, utilizzo quella per sistemare il traverso. Arrivo preciso al pozzo successivo.

Anche la’ manca la corda ma ci sono gli attacchi, prendo una delle 2 corde da 20 metri dallo zaino e la sistemo. Prima di scendere aspetto che Valentina mi raggiunga. La avverto di seguirmi fino al primo frazionamento dove potra’ seguire i nostri amici mentre passano il loro primo frazionamento post corso.

Alla base del pozzo trovo una sorpresa, il lato della frattura che non prosegue, ora e’ armato con un traverso. Chi lo ha fatto ha usato i nuovi “multi-fix”, non sapevo fossero gia’ utilizzati in grotta.

Urlo la libera ed aspetto che arrivi il resto del gruppo.

La prima ad arrivare e’ Elisa. Le chiedo il piacere di tenere la corda a chi arrivera’ dopo di lei. Io mi allontano di qualche metro. Ieri ho cambiato la batteria del mio fido DistoX ed oggi l’ho portato con me per rifare la calibrazione. Quando tutto il gruppo e’ riunito chiedo a Valentina, oggi sono lei e Federica le veterane, di portare tutti a vedere la frattura dal lato senza prosecuzione. Nel frattempo io proseguo con la calibrazione. Tornano prima del previsto perche’ hanno trovato un salto che non si sono sentiti di scendere senza corda. Bravi. Li prego di attendere ancora qualche minuto. Visto che la calibrazione mi prende piu’ tempo del previsto, dopo un poco chiedo loro di avviarsi dal lato della frattura dove troveranno la strettoia.

Terminata la calibrazione, sistemo l’armamentario da rilievo e lo lascio alla base del pozzo, e’ inutile farlo infangare per nulla. Quando raggiungo i miei amici li trovo impegnati col passaggio dopo la strettoia. Non mi sembra stiano seguendo la solita via, scavalco chi e’ ancora in attesa del proprio turno e vado a curiosare. Intanto noto che la strettoia non e’ piu’ una strettoia degna di questo nome, ora ci si passa gattonando comodamente. Subito dopo ci sarebbe stato il passaggio del laghetto o in alternativa il bypass che avevo trovato. Non e’ piu’ cosi’, ora la corda sale direttamente passando per un buco che prima non c’era. Bene, un comodo passaggio, ancora migliore rispetto al mio bypass. Con tutte queste novita’ mi scordo di fare foto. La nuova corda porta direttamente sul “plateau” che precede la “sala delle diramazioni” (questi nomi non li troverete da alcuna altra parte, sono tutti nomi di fantasia dati da me per ricordare i luoghi della grotta). Una volta che siamo di nuovo tutti riuniti, facciamo pausa pranzo. Divido il mio magro pasto con Valentina, un minuscolo pezzo di parmigiano. Per fortuna Enrico ha portato dolci in abbondanza e ce ne offre con generosita’. Dopo pranzo andiamo alla sala delle diramazioni, voglio mostrare loro il “dorso del drago”. Nella sala faccio notare loro il segno lasciato dal livello dell’acqua. Faccio il mio dovere di cicerone descrivendo brevemente le varie diramazioni e lo stato di esplorazione per come lo conosco.

Proseguiamo per andare ad ammirare il dorso del drago.

Eccolo.

Come sempre cerco, inutilmente, di fare qualche foto che renda l’idea di quanto sia una vista notevole.

Fabio ed Enrico rimangono impressionati come lo sono io ogni volta che vengo a salutare questa fantastica formazione rocciosa.

Elisa sembra seria, ma e’ commossa. Valentina gia’ ha avuto modo di ammirare “il drago” piu’ volte, ma anche lei torna volentieri.

Il nostro drago, insieme con Valentina viene molto meglio.

Continuo a fare da cicerone raccontando che da qua parte una lunga frattura. Chi c’e’ stato mi ha detto che ci vogliono circa 2 ore per percorrerla ed arrivare in zona esplorativa. Posso solo accennarlo, perche’ finora non sono mai andato oltre il drago. Tornando indietro notiamo un punto dove parte una frattura trasversale a quella che stiamo percorrendo. Spostando qualche sasso si puo’ andare a curiosare. Lo facciamo. Purtroppo dopo qualche metro la frattura diventa impraticabile. Torniamo indietro per riprendere la strada di casa. Prima pero’ facciamo una nuova foto di gruppo.

Torniamo al plateau. Stavolta, invece di fare la via fatta all’andata, decido di usare l’ultima corda da 20 metri che mi sono scarrozzato finora. Scendiamo dal lato opposto dove faccio un armo posticcio utilizzando un fix piantato a pavimento. Sceso il saltino, riprendiamo la via per la strettoia.

Tanto per vedere se lo ricordo bene, mentre gli altri sono in fila per scendere per la nuova via, prendo per il “mio” bypass e cosi’ scavalco la fila intrufolandomi nella strettoia mentre la sta impegnando Elisa. Al momento lei rimane impressionata a vedersi sbucare dal buio un barbone infangato ma quando mi riconosce acconsente a farmi spazio e lasciarmi passare avanti. Dopo la strettoia, faccio il bravo e mi fermo ad aspettare gli altri. Arriva Valentina, le chiedo di andare avanti con Elisa e Fabio per iniziare la risalita. Dietro sento arrivare Enrico. Federica e’ ultima a chiudere la fila. Enrico mi raggiunge e lo accompagno per un tratto perche’ vada gli altri alla base del pozzo. Rimango ad attendere Federica che in grotta procede col suo passo, lento ma inesorabile.

In fondo al traverso vediamo ancora Elisa.

Enrico parte a percorrere il traverso.

Quando anche Federica arriva, andiamo avanti a raggiungere il gruppo. Valentina e’ salita ed ora e’ al frazionamento, come all’andata. Fabio e’ salito dopo di lei ed e’ in attesa alla fine del pozzo. Inizia a salire anche Elisa.

E’ quindi il turno di Enrico. Sale con la solita difficolta’. Mi convinco che con lui dovremo trovare il tempo per fare una palestra dedicata alla tecnica per salire su corda. Una salita fatta come la fa lui e’ uno sforzo sovraumano.

Salito Enrico, parte Federica equipaggiata col suo fido pantin che si rifiuta di scorrere sulla corda “coticosa”.

Io seguo levando le corde messe all’andata. Fuori dalla grotta troviamo Gabriele. Ha passato la giornata facendo la poligonale tra gli ingressi delle 2 grotte vicine, questa dell’Elefante e quella del rifugio. Un utile esercizio. Uscendo dalla galleria artificiale Gabriele ci indica un nuovo, e piu’ comodo, sentiero aperto tra i rovi.

Alle macchine imperverso con la fotocamera. Devo rimediare al fatto di averla usata davvero poco mentre eravamo in grotta. Ecco Fabio, ancora con lo stupore negli occhi per quanto visto oggi.

Questo sarebbe Gabriele, e’ lui, fidatevi.

Una volta cambiati mi concedo una foto con Valentina, oggi promossa sul campo a guida supplente quando io me ne andavo per i fatti miei.

Grazie a tutti i miei amici per la bella giornata e a Gabriele per il supporto esterno. Per chi e’ arrivato a leggermi fin qua, tanti , tanti, tanti auguri di Buon Natale! Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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