Ricognizione con ciaspole a Monte Livata – 16/01/2021

Con Gabriele e Luna a fare una ciaspolata con ricerca grotte da Monte Livata sul sentiero per Campaegli.

Dopo la lunga pausa per le feste natalizie questo insperato sabato in zona “gialla” e’ una manna del cielo. Arrivati a Monte Livata capiamo subito che e’ una manna non solo per noi. Meta’ Roma ha preso la macchina per godersi la giornata all’aperto e buona parte e’ venuta proprio qua a Monte Livata. Volevamo andare a Campo dell’Osso per una passeggiata da quelle parti ma dopo un buon quarto d’ora in fila nel traffico (traffico, dico proprio traffico, mai vista una cosa simile!) giriamo la macchina e prendiamo per una meta meno ambita. Andiamo a parcheggiare all’inizio del sentiero che porta a Campaegli. E’ pieno di auto anche qua, ma almeno non c’e’ da fare file. Trovato parcheggio, prendiamo le nostre ciaspole e partiamo. Di neve ce n’e’ tanta, quanta non se ne vedeva da anni. Sulla strada per Campaegli la neve e’ compatta e si puo’ camminare anche senza ciaspole.

Gabriele adocchia un buco a lato strada che si rivela solo un buco nella neve.

Una sosta a contemplare la mappa male non fa.

Siamo qua!

Manufatto di fine arte nevistica.

Su questa strada ricordo andammo ad esplorare una grotta trovata da Maurizio. Era nei pressi di un recinto sulla sinistra. Potrebbe essere da queste parti ma il recinto non lo vedo. Proseguiamo nella nostra passeggiata. Luna scorrazza felice.

Per strada ci sono numerosi alberi crollati, una vera strage. Probabilmente non erano piu’ abituati a sopportare il peso di tanta neve.

Siamo ad un bivio, potremmo salire ma alla fine decidiamo di proseguire a sinistra nella ricerca del “mio” recinto.

A destra si prospetta un giro interessante, proprio verso Campo dell’Osso. Ma ci andremo in un’altra occasione.

Anche oggi il panorama e’ mozzafiato.

La neve e’ diventata meno compatta. E’ il momento giusto per mettere le ciaspole.

Arriviamo fino alla piana di Campaegli. Siamo allo spiazzo dove di solito lasciamo le auto per andare a Stoccolma, Stoccalma e le altre grotte nei dintorni.

Una foto alla palina che segnala i sentieri non poteva mancare.

Ciao Stoccalma!

Praticamente ora ci sarebbe da tornare indietro. Gabriele sfodera il suo GPS. Gli indica una grotta sulla sinistra, non molto distante.

Scendiamo a cercarla. Ci sono orme di qualche animale…sara’ mica un lupo?

Nello scendere mi accorgo di aver fatto un errore madornale. Qua la neve e’ fonda anche oltre metro ed io ho scordato di mettere gli “ombrellini” sulle punte delle racchette. Ogni tanto, soprattutto quando ne ho piu’ bisogno, le bacchette sprofondano nella neve per tutta la loro lunghezza. Dopo innumerevoli cadute, una vera manna per le mie articolazioni doloranti, sono quasi pronto a rinunciare alla ricerca. Mi viene in soccorso Gabriele cedendomi le sue bacchette che sono correttamente attrezzate. Ora, anche se prima ho consumato parecchie delle mie energie, posso proseguire.

Anche stavolta pero’ la ricerca non da’ i frutti sperati. Il punto indicato dal fido GPS di Gabriele non presenta buchi di sorta. Dopo esserci aggirati inutilmente nei paraggi, decidiamo di rinunciare. Torneremo con Nerone che sa bene dove sia la grotta. Arrancando nella neve alta e morbida, anche con le ciaspole affondo parecchio, torno sulla strada. Aspettando Gabriele fotografo un gruppo di pigne che pendono da un albero caduto. Mi viene l’idea di prenderlo per portarlo a casa ma non mi sorride l’idea di camminare con un ingombro simile. Lascio perdere.

Ecco Gabriele che spunta tra gli alberi.

Anche Luna ne ha abbastanza. Sospetto che inizino a farle male i polpastrelli sotto le zampe.

Sempre godendoci la bellissima giornata, prendiamo la via del ritorno.

Qualche effimera stalattite di ghiaccio lungo la strada.

Siamo oramai vicini alla macchina. Siamo accanto all’unica traccia di recinto che abbiamo incontrato su tutta la strada. Il posto che cercavo deve essere per forza questo anche se del poderoso recinto che ricordavo resta solo un vago ricordo. Racimolo le ultime forze per scendere a vedere. Gabriele e Luna mi aspettano sulla strada.

Arrivato alla grotta ho una sorpresa. E’ la stessa grotta che trovammo quasi al termine del giro fatto a novembre dello scorso anno, quando partimmo dal Volubro. Come al solito non la ricordavo per nulla. Faccio una foto all’ingresso tanto per averne una anche con la neve.

Eccolo qua.

Risalire alla strada e tornare alla macchina consuma le mie ultime forze. Me ne accorgo andandomi a levare le ciaspole. Lo faccio mentre Gabriele e’ a recuperare la macchina. Al primo tentativo mi prendono dei crampi tremendi ai muscoli addominali e rimango piegato in due mentre Luna mi squadra incuriosita. Quando recupero la posizione eretta riesco a togliere le ciaspole con mosse che devono sembrare ben strane ai gitanti che passano. Al ritorno di Gabriele sono pronto a spiaccicarmi in macchina con il sollievo dei muscoli doloranti.

Rientriamo subito nel tentativo di schivare il massiccio rientro che ci sara’ in serata. Un’altra bella giornata strappata a questi giorni bui. Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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