In giro per Hanoi

13/1/1997 – Ritorniamo ad Hanoi

 

Non dormo troppo bene, la nave vicina sbatte sulla nostra proprio in corrispondenza della mia cabina. Alle 6.00 sono in piedi. Finisco di chiudere i bagagli poi vado al piano superiore della nave e mi siedo a guardare il mare, mi sale un po’ di tristezza perchè la nostra avventura si avvia al termine, il tempo sembra cosciente del mio stato d’animo ed infatti è nuvoloso e grigio fino all’inverosimile. Alle 7.00 sbarchiamo e andiamo a fare colazione al solito ristorante. Vado con Wine al Post-office e spedisco le cartoline scritte il giorno prima. Alle 8.00 siamo nel nostro “confortevole e spaziosissimo” pullman a goderci le piacevoli e multiformi strade vietnamite alla volta di Hanoi. Il viaggio ci impegna circa 4 ore e verso mezzogiorno siamo all’albergo dove prendiamo possesso delle stanze e andiamo a riposare un po’. Mi faccio una doccia e inizio a preparare i bagagli per la partenza. Verso le 13.30 arriva Wine di ritorno con Luca e Tigre dal luogo dove sono andati a depositare l’attrezzatura che rimane in Vietnam, ci prepariamo e scendiamo ad aspettare la fidanzata di Wine che ci vuole conoscere. Gigio rimane in stanza perché ha la febbre. L’appuntamento era alle 14.00, arriva alle 14.45. Ci presentiamo, un rapido saluto e poi Wine e la ragazza se ne vanno col motorino e noi partiamo per una passeggiata. Andiamo a fare un giro di perlustrazione per vedere i regali che compreremo domani con l’aiuto di Wine. Strada facendo proviamo delle frittelle dolci con incorporate una fetta di banana e altre fette di un vegetale indefinibile. Vaghiamo un po’ per negozi e poi ci rifugiamo in una specie di ristorante-fast-food dove mangiamo un sandwich club. Dopo il lauto pasto andiamo al Post-office dove cambiamo qualche dollaro e poi continuiamo a girovagare per negozi. Ad un certo punto la compagnia si disperde un po’, ci ritroviamo solo Max, Luca, Tigre, Stefano ed io e decidiamo di tentare la sorte in una bettolaccia per un supplemento di merenda. Mangiamo delle ottime polpettine e poi altre cose non propriamente commestibili. A fine merenda ci dirigiamo soddisfatti in albergo per gustare una porzione di meritato riposo. In camera leggo e dormicchio fino alle 20.00 poi tutti, tranne Gigio che ha ancora 39° di febbre, andiamo al ristorante, quello delle scalette. Io non ho molta fame a causa della merenda e ho mal di stomaco per il Lariam. Prendiamo chi riso e chi noodles, io provo questi ultimi e faccio una pessima scelta: sono i peggiori che abbia mai mangiato, in compenso assaggiamo una novità, cioè gli spring rolls di pesce che sono buoni. Ritorniamo ancora una volta in albergo dove spendiamo un po’ di tempo a suddividere i materiali. La sera Max ed io ci addormentiamo guardando il pattinaggio su ghiaccio in televisione.

 

14/1/1997 – In giro per regali

 

Alle 6.15 mi sveglio, ma mi rotolo volentieri nel letto fino alle 7.00. Solita colazione e poi via a fare spese. Prima di tutto passiamo in banca a prendere i dollari, ma dobbiamo aspettare l’apertura alle 8.30. Dobbiamo prelevare dallo sportello automatico, ma non tutti ricordano il codice, così ritiriamo solo Max ed io. Presto 200 $ al Tigre e 100$ ad Andrea; Max fa lo stesso con Stefano.

Ritornati ricchi andiamo alla Tourinco a saldare la gita di Halong Bay dove però ci rifiutano una banconota da 100$ di Andrea perché rotta. Proviamo a cambiare banconota in banca ma senza successo, così siamo costretti a rivolgerci ai “cambiatori “ di strada che pero’ ce li cambiano in Dong. Per poco non nasce una rissa tra una decina di loro. Alla fine Wine, accerchiato e stressato, li cambia per 950.000 Dong, quasi un furto! Risolto il problema del cambio affrontiamo le spese, facciamo acquisto selvaggio per almeno tre ore. Al termine, carichi come muli e senza una lira , ci rifugiamo in una bettola, dove mangiamo noodles freddi e sconditi da intingere in una zuppa agrodolce e tiepida con dei pezzi di carne. Riprendiamo ancora il formaggio di soja, che questa volta è buono, poi delle polpettine dall’odore ottimo, ma dal sapore per me non convincente. A fine pasto Giovanni, Gigio, Andrea, Vigo ed io torniamo in albergo, dove mi godo una rilassante doccia e poi mi sbraco a letto a scrivere e a leggere. Verso le 17.00 tornano gli altri, hanno finito le loro compere. Una ultima sistemata ai bagagli e poi un riposino prima di cena. Siamo a cena con Wine e la fidanzata, prima di uscire gli scriviamo, in simil-inglese, un biglietto di ringraziamento al quale alleghiamo 70$, se li è ampiamente meritati. Li incontriamo sotto l’albergo verso le 19.00. Per l’occasione resuscita anche Gigio, ci rechiamo tutti insieme in un lussuoso ristorante cino-vietnamita. Mangiamo bene, festeggiamo Wine (tra qualche giorno è il suo compleanno) e poi ritorniamo allegramente all’albergo. Durante il tragitto la ragazza di Wine cerca di chiacchierare con noi in inglese, che parla molto bene e veloce, è simpatica, ci facciamo un bel po’ di risate e le cantiamo l’inno nazionale italiano in mezzo alla strada. Compriamo due bottiglie di vodka e una la consumiamo subito. Sotto l’albergo ci salutiamo e loro si allontanano in motorino. Noi decidiamo di andare a prendere un po’ di vino al ristorante italiano. Alla fine ci spariamo tre bottiglie di Valpolicella a 18$ l’una, scontate per noi, ed un Whisky offerto dal gestore. Chiacchieriamo un po’ con lui e poi, finito religiosamente il vino, iniziamo ad uscire. Nel locale Luca riconosce l’Ambasciatore italiano e si ferma a parlarci. Ci invita ad andare a trovarlo l’indomani. Lo salutiamo e poi via in albergo dove, chiacchierando davanti alla televisione ci scoliamo la seconda bottiglia di vodka, finita la quale ce ne andiamo tutti a dormire.

 

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