Ritorno – Sosta a Yen Minh

1/1/1997 Buon Anno!!!

 

Inizio l’anno in maniera spettacolare, ho il cacherone! Ci siamo alzati con molta calma e poi ci siamo divisi in tre gruppi, Luca, Tigre ed io a vedere il pozzone lasciato a meta’ qualche giorno prima (nel frattempo abbiamo deciso di chiamarlo “A chi tocca non s’ingrugna”). Giovanni, Stefano, Max e Vigo a vedere, fotografare e rilevare le cose viste a Dong Van. Vigo ieri si è fatto male ad una coscia e quindi non si porta l’attrezzatura, rimarrà alle jeep. Il resto della banda va a “Basta nuddles per disarmarla e vedere un ramo laterale. Durante i preparativi riesco ad andare in bagno solo otto volte! In qualche maniera mi ricompongo e partiamo, ma solo per avere una delusione, il pozzone termina inesorabilmente. Luca e Tigre decidono che merito una punizione per non aver saputo valutare correttamente la profondità della grotta e decidono di punirmi solennemente affibbiandomi lo zaino con la corda da 110 metri che avevano portato giù per continuare l’esplorazione! Al termine della risalita arrivo un po’ senza fiato. Ho letteralmente sudato sette camicie, strizzo la maglietta e ne esce almeno un mezzo litro di sudore!!! Lasciamo armato, torneremo poi a fare foto. Il gruppo di Dong Van è riuscito a fare solo “La Forra” perché all’uscita di quest’ultima sono stati fermati dalla polizia di Dong Van, cazziati duramente e rimandati indietro. Ora sono le 17.00 e la squadra di disarmo non è ancora arrivata. Giovanni va al mercato a comprare la cotica di maiale per fare pasta e fagioli. Mentre attendiamo il ritorno della squadra dei disarmanti, allentiamo la tensione friggendo, e mangiando, una quantità abnorme di frittelle di acqua e farina. Per la precisione io friggo e gli altri mangiano incuranti del supplizio al quale sottopongono un goloso come me che non può mangiare per problemi cacheronici. Alle 22.00 non sono ancora arrivati e con un po’ di preoccupazione iniziamo a preparare il materiale per un eventuale intervento di soccorso. Max, Luca e Tigre partono con una Jeep ed il materiale, rimaniamo d’accordo che se non tornano per le 23.30 li dobbiamo raggiungere in grotta. Per fortuna alle 23.00 ritornano tutti indietro sani e salvi, si erano attardati per terminare l’esplorazione del ramo laterale. Ci facciamo una birra chiacchierando dei fatti della giornata, la pasta e fagioli anche se ottima oramai non va’ a nessuno, quindi verso mezzanotte ce ne andiamo a dormire.

2/1/1997 – Andiamo a Yen Minh.

 

Ieri abbiamo deciso che il lavoro a Meo Vac è terminato e che vale la pena di tornare indietro fino a Yen Minh per spezzare il viaggio di ritorno ad Ha Giang in due tratte meno massacranti e poi per vedere le grotte ed i trafori che ci e’ parso di vedere da quelle parti. La nostra giornata inizia quindi alle 8.00 con quella che finora è stata l’attività preponderante e cioè il trasloco, oramai siamo velocissimi! Una squadra composta da Giovanni, Max, Luca e Stefano va a fare foto a “A chi tocca non s’ingrugna”. Noi partiamo ed arriviamo in 2.5 ore e 65 Km a Yen Minh, qui veniamo ricevuti in ufficio dalle autorità che ci offrono il solito tè alla cicoria, si dichiarano onorati di averci come ospiti e che sarà loro piacere aiutarci il più possibile, ci ammanniscono un sacco di belle parole. Al termine dei convenevoli ci assegnano delle stanze al pianterreno di fronte all’edificio degli uffici. Facciamo un piccolo giro per il paese, degustiamo un paio di birre per la strada e poi ci spariamo un riposino, la mia schiena ne è stata riconoscente! Verso sera arrivano i fotografi ed insieme andiamo al ristorante. Dopo cena un po’ di relax, chi chiacchiera, chi gioca a carte e poi a nanna.

 

3/1/1997 – Ricognizione a Yen Minh.

 

Sveglia alle 8.00 circa. Visita veloce al mercato con Giovanni, compro un curioso pettine di bambù. Ci dividiamo in due gruppi ad ognuno dei quali appioppano un poliziotto, alla faccia della disponibilità! Il primo gruppo è composto da Luca, Giovanni e Vigo , il secondo dal resto della banda tranne Gigio che rimane a disegnare i rilievi. Noi torniamo indietro sulla strada per Meo Vac sperando di trovare dei trafori con fiumi sotterranei, ne esploriamo un paio con risultati deludenti, il più bello è una risorgenza che va avanti per 100 m. e poi sifona in un lago.

Alle 16.00 rientriamo e troviamo la prima squadra già a casa e delusissima; hanno esplorato un grottone formato da una sala di 100 m. di diametro. A cena ci siamo divisi, Luca, Gigio, Max e il Tigre sono andati al ristorante, il resto della banda ed io ci siamo preparati un gustoso ed abbondante pasto a base di spaghetti con sugo di sgombro e frittelle. Dopo cena è arrivato Wine con i soldi mandati a cambiare a Ha Giang ed il carburo. Terminiamo la serata con una partita a carte. L’umore del gruppo non è dei migliori: c’è un po’ di tensione nell’aria.

 

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