Iniziamo ad esplorare

20/12 – Finalmente esplorazione

 

Oggi si va a cercare grotte! Sveglia alle 7.30, un po’ di colazione e poi si preparano gli zaini. Luca vorrebbe partire alle 8.00 e quando alle 8.30 non sono ancora pronto inizia a borbottare. In breve siamo tutti sulle jeep e ci dirigiamo verso il pozzo rimasto inesplorato lo scorso anno. Arrivati in loco Luca, Andrea ed io partiamo ad esplorarlo, gli altri vanno a vedere buchi nuovi con una guida del vicino villaggio. Vado avanti io ad armare. Inizio il pozzo utilizzando un sassone come attacco naturale e dopo pochi metri lo doppio con un armo molto fantasioso! Scendo ancora e visto che il pozzo continua inizio a piantare uno spit. Sto finendo il lavoro con un’ultima martellata ben assestata quando, maledetto lui, il blocco di roccia contenente lo spit si spacca di netto e quindi devo ricominciare daccapo. Il pozzo e’ formato da salti intervallati da terrazzini. Mi fermo sul primo ed aspetto Luca che scendendo apprezza nella dovuta maniera il mio armo sportivo! Quando anche Andrea e’ con noi continuo ad armare, pianto ancora tre spit e sono ai piedi del pozzo dove c’e’ una sala con alcuni arrivi. I miei amici mi raggiungono e continuiamo l’esplorazione pieni di speranza. Purtroppo la via principale chiude in tanto fango. Andrea, che si occupa del rilievo, prova una strettoia ma rinuncia perche’ troppo stretta. Luca si arrampica a vedere un buco che pero’ chiude. Mentre ci apprestiamo a risalire Luca mi indica un buchetto. Vado a vedere e ci passo, e’ una condottina che va avanti per una decina di metri e poi inizia un pozzo. Torno indietro e chiedo speranzoso se vogliono armarlo loro. Sono presi dalle loro chiacchiere e non ne vogliono sapere. Pianto l’ennesimo spit e poi, dopo aver chiesto se volessero scendere al mio posto, prendo una corda da 10mm e vado a vedere se continua. E’ un pozzo da 10m circa, alla base vedo un simpatico animaletto. Luca poi mi confermera’ essere una scolopendra. Alla base del pozzo inizia un meandro comodo ma con molto fango che termina con moltissimo fango dopo una trentina di metri, per continuare si dovrebbe disostruire. Esco e cerco di convincere Luca ed Andrea ad andare a vedere. I fetenti declinano gentilmente ma decisamente l’invito e cosi’ devo tornare indietro a togliere la corda. Finalmente esco dal cunicolo ed in un quarto d’ora siamo tutti fuori. Andiamo al centro del piccolo villaggio dove sono le jeep, ci mettiamo qualcosa di asciutto ed aspettiamo gli altri. Stiamo quasi per tornare a Dong Van per iniziare a preparare la cena quando gli altri arrivano stanchi ma contenti perche’ hanno visitato parecchi buchi ed individuato qualcosa per domani. Torniamo a Dong Van fermandoci ogni tanto a vedere i buchi piu’ promettenti per domani. Mentre pensiamo a cosa fare per cena Wine arriva con il necessario per fare i spring rolls. Accettiamo subito ma decidiamo di fare anche la pasta e di invitare gli autisti ed il poliziotto. I spring rolls di Wine sono ottimi ma anche i nostri spaghetti all’arrabbiata si difendono bene! Dopo cena io opto per il letto perche’ sono un po’ cotto. Mentre sono a letto a leggere arriva una grande notizia, Andrea va al bagno! E’ da Hanoi che non andava di corpo. Ora dormiremo tutti piu’ contenti!

 

21/12 – In giro per conetti

 

Oggi mi sveglio che mi gira alquanto. Mi alzo e senza nemmeno la voglia di brontolare vado nel balcone-cucina a fare colazione con the, biscotti e marmellata. Mentre si fanno le 8.00 e mi sento piu’ in pace col mondo gli altri si preparano per andare. Non ci faccio caso ma Luca ed Andrea intercettano Wine e vanno a telefonare, peccato, sarei andato volentieri anche io anche se ora a Roma sono le 2 di notte. La squadra composta da Max, Giovanni e Moreno parte per esplorare il buco individuato ieri sperando che vada. Io finisco di preparare lo zaino mentre aspetto che Luca ed Andrea ricompaiano. Verso le 9.00 ritornano e partiamo anche noi. Arriviamo vicino alla grotta che abbiamo battezzato “La Forra”, esplorata lo scorso anno, e ci fermiamo a bordo strada per valutare dove scendere per andare a vedere dei buchi. Propongo di prendere con noi una guida locale che ci eviterebbe di vagare a caso per i conetti ma non sono abbastanza convincente, la mia proposta viene ignorata. Wine inizialmente ci porta alle spalle dei coni dove sono i buchi che ci interessano ma, dopo aver valutato il sentiero, decidiamo di tornare indietro ad un sentiero secondo noi piu’ comodo. Ci carichiamo gli zaini in spalla e scendiamo di buon passo. Il primo buco e’ una fregatura, ce n’e’ un altro piu’ in alto sulla destra ma la vegetazione fitta ci rende poco propensi ad andarci. Continuiamo a camminare sul sentiero che costeggia i piedi dei coni. Quasi subito incontriamo una frattura larga una decina di metri che scende con una inclinazione di 45° all’interno del cono. Pure questo lo passiamo, anche se mi sembra buono, formulo il proposito di tornare. Continuiamo il giro. Mentre riscendo sul sentiero dopo aver visto un altro deludente buco, decido di passare per i campi e, maledizione, mi riempio gli abiti di un folto strato delle stramaledette spinette che mi avevano gia’ assillato lo scorso anno. Andrea, che dietro mia insistenza mi aveva seguito ignaro, si trova nelle mie stesse condizioni e mi maledice di cuore! Dopo altri buchi ed una buona dose di sudore arriviamo sulla strada a pochi metri dal “Traforo”. Sostiamo il tempo di bere un po’ di acqua e discutere sul da farsi e poi torniamo alle jeep. All’una siamo a Dong Van. Prima di pranzo ci facciamo una sontuosissima doccia, io ne approfitto per fare un po’ di bucato. Dopo questa inusitata pulizia andiamo a fare un giro al mercato. Oggi e’ domenica e quindi nonostante l’ora tarda c’e’ ancora molta gente. Ho un colpo di genio quando vedo delle persone che con delle arcaiche macchine azionate a mano cuciono delle scarpe ridotte veramente male. Mi avvicino ad uno di questi e gli indico le mie Adidas scucite ed il tipo dopo avermi squadrato con curiosita’ mi fa cenno di dargliele, miracolo! In pochi minuti ho le scarpe quasi nuove! Gli chiedo il prezzo e lui mi fa segno “5” con la mano. Gli porgo 5.000 Dong, lui li agguanta ma dal suo sguardo incredulo capisco che lui ne aveva chiesti 500, se non 50. Oramai e’ troppo tardi per riprendermeli e poi se li e’ proprio meritati, a Roma non ho trovato un calzolaio che mi facesse lo stesso lavoro per meno di 30.000 lire. Compriamo ancora aglio, peperoncini, pomodori e qualche mela e poi rientriamo. Per pranzo spolveriamo in scioltezza la pasta avanzata da cena ed un paio di uova sfrittellate a testa. Aspettando il rientro dei nostri amici ci prendiamo un po’ di relax leggendo, dormendo e/o chiacchierando. Alle 17.00 rientrano infangati come non mai. Hanno esplorato il loro buco scendendo in sequenza un pozzo da 24m, uno da 18m, uno da 16m ed uno da 6m per un totale di –80m. Anche loro si sono dovuti fermare ad un maledetto tappo di fango dopo averne scavato uno tra il pozzo da 16m e quello da 6m. Addio speranze di abisso anche per oggi. La sera trascorre tranquilla con i soliti problemi per potabilizzare l’acqua ed i preparativi per la cena. Mentre prepariamo il desinare, vediamo dei lampi in lontananza. Mentre ceniamo si alza un vento abbastanza forte, probabilmente cambiera’ il tempo. Dopo cena facciamo le carte per formare le squadre: Moreno, Giovanni ed Andrea domani andranno con la guida.

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